Posts contrassegnato dai tag ‘Tiqqun’

Invio in allegato un lungo articolo da me tradotto e apparso in francese su “Tiqqun” n. 2 del2001.  Invito chiunque fosse interessato a farne l’uso che desidera conservando, divulgando, pubblicando e migliorando ove possibile. Non sono un traduttore professionista ma un dilettante che si è cimentato, appunto per diletto, con la materia dello scritto avvalendosi dell’aiuto saltuario della sua compagna francese.

Il testo si colloca all’interno di un progetto-laboratorio che ha coinvolto diverse singolarità e che ha raggiunto l’apice della non desiderata notorietà sotto la forma di una sua espressione: il Comitato Invisibile, autore del famoso/famigerato libro “L’insurrezione che viene”.

La fase “Tiqqun” di questo laboratorio si caratterizzava per un alto livello di ricerca e di elaborazione che si manifesta negli scritti, la cui qualità espressiva non è di immediata e semplice fruibilità.  Abbiamo talvolta a che fare con un’insieme di concetti che non sono evidenti e comprensibili per chi non frequenti il pensiero critico di quel particolare filone di “intellettuali radicali” che va da Bataille a Foucault passando per Deleuze, Benjamin, Agamben e altri.

Il Comitato Invisibile si manifesterà successivamente attraverso un’esposizione più chiara e immediata di un pensiero che non si pone più come istanza separata di una pratica rivoluzionaria ma come illustrazione di una pura evidenza.

Si tenga conto che “L’ipotesi cibernetica” è stato elaborato dieci anni fa, cioè prima delsorgere di tante applicazioni tecnologiche divenute la cifradelmondo orwelliano in cui ci è dato vivere (ad es. i social network). Lo scritto andrebbe poi collocato concettualmente nella sinergia espressa dagli articoli della voluminosa rivista e che sono stati in buona parte già tradotti e pubblicati in Italia o divulgati via web. Nonostante ciò la materia trattata è estremamente interessante sia per le considerazioni che vi vengono svolte, sia per le conseguenze  che vi vengono accennate e che sono passibili di ulteriore sviluppo.

Guido

“Hanno voluto un’avventura e viverla con voi. Infine è la sola cosa da dire. Credono risolutamente che il futuro sarà moderno: diverso, appassionante, sicuramente difficile. Popolato di cyborgs e imprenditori dalle mani pulite, febbri da borsa e uomini-turbine. Come già è il presente per coloro che vogliono vederlo. Essi credono che l’avvenire sarà umano, addirittura femminile – e plurale; purché ciascuno lo viva, e che tutti vi partecipino. Si tratta di loro, i Lumi che avevamo perso, i fanti del progresso, gli abitanti del XXI secolo. Essi combattono l’ignoranza, l’ingiustizia, la miseria, le sofferenze d’ogni ordine. Essi sono là dove c’è movimento, là dove succede qualcosa. Non vogliono perdersi nulla. Sono umili e coraggiosi, al servizio d’un interesse che li supera, guidati da un superiore principio. Essi sanno porre i problemi, ma anche trovare le soluzioni. Essi ci faranno varcare le frontiere più pericolose, dalle rive del futuro ci tenderanno la mano. Essi sono la Storia in cammino, almeno ciò che ne rimane, poiché la parte più dura è alle nostre spalle. Sono santi e profeti, veri socialisti. E’ da tanto che essi hanno compreso che maggio ’68 non era una rivoluzione. La vera rivoluzione, essi la fanno. E’ solo questione d’organizzazione e trasparenza, d’intelligenza e cooperazione. Vasto programma! Eppoi…”

Prego? Cosa? Che dite? Quale programma? Gli incubi peggiori, sapete, sono sovente le metamorfosi d’una favola, di quelle che SI sono raccontate a noi, quando eravamo fanciulli, al fine di addormentarci e di portare a compimento la nostra educazione morale. I nuovi conquistatori, coloro che qui chiameremo i cibernetici…..”

Scarica il PDF L’ipotesi cibernetica

                                                                                                     

Annunci