Archivio per la categoria ‘Shanghai 上海’

città senza limiti copertina

Scarica Città senza limiti, studi culturali sull’urbanizzazione cinese Cafoscarina

L’estratto contiene l’Indice, la Prefazione di Wang Xiaoming, L’ideologia urbana e i costruttori di città di Pun Ngai e Lu Huilin

(altro…)

Annunci

1Il saggio qui tradotto è stato scritto nel 1995, vent’anni fa. Le quistioni che emergono non sono confinate solo a quegli anni,  offrono infatti un punto di vista per affrontare la società attuale, non solo cinese, come in parte risulta anche dalla traduzione parziale, che segue il saggio, di un’ intervista fatta all’autore quasi dieci anni dopo.  Shanghai, ancora una volta, al centro di questo saggio espone i processi che dai primi anni ’90 l’hanno costruita sia come città globale, ma sopratutto come spazio dove cementare l’egemonia dell’immaginario urbano. La pianificazione di Pudong, volano della città globale odierna, si accompagna alla distruzione creativa della mezza città di cui parla, o meglio ricorda e immagina, Cai Xiang. Il nuovo ordine spaziale urbano contiene nuove mappe e nuove definizioni, tutte relazionali, che coinvolgono i subalterni e le classi, l’uso strumentale delle nuove analisi sociologiche sulle stratificazione sociali (vedi il richiamo a Lu Xueyi nell’intervista), il ruolo degli intellettuali e dell’economia della conoscenza dentro la produzione di spazi urbani sempre più saturi di feticci, sempre più gentrificati.

Un link utile sulle nuove povertà urbane

Diceng 底层

di 蔡翔 Cai Xiang

原文

Il Fiume Suzhou scorre da ovest a est, attraversa mite questa città. A sud del fiume si ergono varie e graziose architetture. D’estate i tantissimi platani francesi offrono piacevoli ombre verdeggianti. Attraversi strade opulente o tranquille case col cortile, cerchi una piccola caffetteria, scegli il tavolino che sta accanto alla vetrina, quando d’inverno i raggi del sole entrano pigramente puoi avvertire una certa sensazione di nostalgia, e sul limitare del tramonto tutti i sogni si  spalancano insieme.

Ma nella mia memoria questa grazia e questa bellezza non ci sono affatto. Per me l’acqua del fiume Suzhou è perennemente sporca, nera, densa che sembra una spremuta collosa, in superficie ci scorrono sempre foglie di ortaggi, sudiciume, feci e urina… (altro…)

Sulla presente raccolta

Questo scritto raccoglie diversi testi relativi alla compagnia teatrale Grass Stage (Caotaiban) di Shanghai, animata da Zhao Chuan. Oltre ai rapporti di prolungata amicizia con Zhao Chuan e con i membri della compagnia (soprattutto Chris Connery), oltre ad aver avuto la possibilità di seguirli in diversi momenti del loro percorso (dalla presentazione dello spettacolo Piccola società a Canton, Chongqing e Shanghai fino a  Unsettling Stones della fine del 2013 a Shanghai passando per le diverse performance individuali) lo stimolo a comporre questa raccolta è venuto dalla traduzione in lingua italiana del testo di Unsettling Stones, che Zhao Chuan ha portato nell’Aprile del 2013 al Forte Prenestino di Roma.

unsettling stones

Parziale, la presente raccolta tenta di farsi traccia della pratica di Grass Stage. Se da una parte Zhao Chuan cerca continuamente di interpretare e definire il percorso della compagnia con una produzione teorica profonda e originale, dall’altra non si può non sottolineare quanto il parlare di come fare teatro sia limitativo, quanto insomma sia necessario che la dicotomia teoria/prassi venga immessa in una più ampia cornice, quella che il compianto Stuart Hall aveva così ri-posizionato: The gap between theory and practice is only overcome in developing a practice in its own right. It is a practice to bring together theory and practice (Stuart Hall, The emergence of Cultural Studies and the Crisis of the Humanities, October n. 53, 1990) È in questo ri-posizionamento che va considerata Grass Stage e, in piccolo, questa raccolta. L’unicità di Grass Stage, nella Cina contemporanea, sta nel porsi fuori dallo Stato e dal Mercato, porsi fuori, in altre parole, dalla cultura dominante. Posizione scomoda perchè si è esposti sempre al rischio della marginalità estrema, sottoposti sempre al rischio di non avere una voce propria. Tramite il percorso di continua ricerca che viene illustrato nei testi qui raccolti, Grass Stage è riuscita a costruire un proprio spazio sociale e culturale, e questo in una città come Shanghai, tanto ricca e globale quanto povera e avara di spazi comuni. A titolo di esempio, seguire Grass Stage attraverso gli spazi fisici urbani che pratica può dare l’idea della difficoltà in cui l’agire critico si imbatte nella Cina di oggi quando sceglie di stare fuori dalle mura dell’elite intellettuale delle accademie e lontana dalle fantasmagorie del mercato. Sia per le prove, sia per le rappresentazioni, sia per il dibattito Grass Stage non ha un luogo fisico fisso proprio (si passa da gallerie d’arte a librerie ai vicoli della città), eppure, ed è quel che conta, Grass Stage è riuscita a trasformare spazi astratti in territori vivi. (altro…)

spazi sociali e mondo urbano

Interviene: Huang Sunquan
Dialogano: Wang Jiahao, Mai Dian, Li Juchuan

21-11-2013 presso il Laboratorio Autonomo Giovanile “La nostra Casa”, Wuhan (Cina)

(altro…)

Nanfeng Chuang (South Reviews) 2013:16

di 石破 Shi Po

Minxin Jiayuan Case pop. Chongqing 1

All’inizio di Luglio (2013) con tempi da maratona il lavoro preparatorio di stesura delle “regole essenziali per il sistema delle garanzie abitative” e’ stato finalmente redatto dal Ministero delle abitazioni e dell’edificazione urbana e rurale. Dopo che la bozza sara’ passata all’ufficio degli affari legislativi del Consiglio di Stato che ne sollecitera’ gli emendamenti, si spera che entro la fine del 2013 possa diventare un procedimento legislativo ufficiale.

Mentre si sprecava tempo a livello nazionale sul versante legislativo, sul fronte dei governi locali era stata gia’ avviata l’esplorazione locale per la strutturazione del sistema di garanzia sociale dell’abitazione. Fra queste esperienze locali, il sistema delle case popolari di Chonqging ha attirato una vasta attenzione. Dal Febbraio del 2010, la piu’ giovane delle municipalita’ dipendenti direttamente dal governo centrale ha avviato la costruzione delle case popolari. Ad oggi, questa grande citta’ di otto milioni di persone (qui si intende la citta’ propriamente detta e non il territorio di Chonqging N.d.T.) vede gia’ circa 300.000 persone abitare nelle case popolari, si prevedono in totale circa 700.000 persone appartenenti al ceto medio- basso e basso poter usufruire di questa forma di sicurezza sociale pubblica provvista dal governo. (altro…)

Lo spazio degli svantaggiati

    Wang Xiaoming, Tianya (Frontiers), 2013:1

Come si dà una buona città? A me vengono in mente innanzitutto alcune parole: “democrazia”, “uguaglianza”, “vita comune”… da questa prospettiva, nello spazio pubblico urbano la dimensione più importante dovrebbe essere lo “spazio degli svantaggiati”, è in base a questo spazio, a quanto è  grande, a come viene curato che forse si può trovare un criterio cruciale per valutare la vita urbana.

sguardo urbano

Se trattiamo lo spazio degli svantaggiati nella realtà urbana, Shanghai è un caso che non conforta affatto. (altro…)

Wang Xiaoming, Tianya (Frontiers), 2012.01

 

Prima un fatto specifico: la BASF, grande azienda chimica sta per stabilirsi a Chongqing. Si dice in rete che di questo progetto se ne era parlato prima con la municipalita’ di Shanghai per cinque anni, ma che alla fine non si e’ potuto realizzare essendo l’ostacolo principale questo: appena la fabbrica apre, produce una gran quantita’ di acqua salata derivata dalla produzione di MDI, servirebbe dunque un grande condotto che sversi questa acqua direttamente nel mare, ovviamente inquinando tutto l’ambiente, compresa l’acqua in superficie. I danni sul lungo periodo sarebbero incalcolabili. Questo, i funzionari di Chongqing lo sanno di certo. Rispetto a Shanghai, Chongqing potra’ smaltire ancora piu’ debolmente l’inquinamento, l’acqua del mare e’ salata, si muove in tutte le direzioni, puo’ disperdere abbastanza velocemente l’acqua derivata dalla produzione di MDI; la fabbrica della BASF a Chongqing si impiantera’ sulle rive del Fiume Azzurro, acqua dolce, lontanissima dal mare, appena si inquinera’ il fiume azzurro sara’ un problema sia per il fiume sia per le zone circostanti! Di questo “svantaggio” sono convinto che i funzionari di Chongqing ne siano consapevoli. Ma, in base alle parole della BASF, il Governo di Chonqging ha calorosamente accolto la BASF promettendo solennemente di aiutare a risolvere il problema dell’inquinamento…e questo il pavido governo di Shanghai non ha osato prometterlo!

(altro…)

il manifesto 2012.03.14 – 08 INCHIESTA

ANGELA PASCUCCI

 

 

Quando nel febbraio 2011 Barack Obama incontrò, forse per l’ultima volta, Steve Jobs, gli chiese se la Apple avrebbe mai riportato negli Usa i milioni di posti di lavoro disseminati nel globo con le sue produzioni. La risposta fu un «no» senza sfumature.
Il presidente americano aveva, inutilmente, sfidato la convinzione al centro delle strategie della multinazionale: il Made in Usa non è più competitivo rispetto alla scala gigantesca su cui operano le fabbriche all’estero e alla flessibilità, alla convenienza, alla qualificazione dei loro lavoratori.
L’aneddoto è riportato in un’inchiesta che nel gennaio scorso il New York Times ha condotto sulle pratiche di affari e strategie della multinazionale e sulle condizioni di lavoro nelle fabbriche dei suoi fornitori, (Nyt 21 gennaio 2012). Un report esteso che era stato preceduto dal monologo di un attore, Mike Daisey, la cui pièce «Estasi e Agonia di Steve Jobs» ha fatto sussultare le coscienze americane dopo un passaggio sulla radio nazionale che ha squarciato l’ambito teatrale dove era rimasto chiuso, ignorato dai più. Un j’accuse frutto di un viaggio di 18 mesi nelle fabbriche cinesi.

Tragico volo dalle terrazze
Non è la prima volta che la Apple è bersagliata da critiche per le pratiche dei suoi sub contractors, tra i quali occupa un ruolo crescente la taiwanese Foxconn, (altro…)

富士康王国与中国式圈地运动的到来

Foxconn Kingdom and the Arrival of Chinese Enclosure Movement

城市中国 Urban China, 47

di Pun Ngai e Lu Huilin

Lo status sociale e i rapporti di produzione dei contadini-migranti-lavoratori della nuova generazione sono completamente separati: dal punto di vista occupazionale sono operai industriali (edili, dei servizi etc etc) ma la loro identita’ sociale rimane comunque contadina. La carriera lavorativa gli fa vedere l’immagine della vita metropolitana, ma non gli offre quasi nessuna possibilita’ di poter diventare cittadini. Cio’ che l’epoca annienta di questa nuova generazione di contadini-migranti-lavoratori e’ il sogno urbano, rendendogli inoltre fluttuante e instabile il riconoscimento di se’ stessi.

  (altro…)

TEATROOLTRE LO STATO E IL MERCATO

La compagnia teatrale Caotaiban fluttua, cambia spazi per le prove, si esibisce nei vicoli di Shanghai e nelle piazze improvvisate sottratte ai centri commerciali. Fondata nel 2005, il suo animatore principale è il regista Zhao Chuan, classe 1966

(altro…)


di Bo Weigang 原文

13/8/2010

Dal 1 Agosto 2010, Chongqing ha avviato il piu’ grande progetto di urbanizzazione attuale. In base alla “Proposta del Governo del Popolo della Municipalita’ di Chongqing in merito alla riorganizzazione della riforma del sistema di residenza citta’/campagna”, in due anni quasi quattro milioni di contadini diventeranno cittadini con la residenza nella municipalita’ di Chongqing; dal 2012 al 2020 la citta’ si sforzera’ ogni anno di trasferire tra gli ottocentomila e i novecentomila contadini, nel 2020 saranno dieci milioni le persone concentrate nelle maggiori aree urbane di Chongqing con una proporzione, nel sistema della residenza citta’/campagna, del 60% di non contadini. (altro…)

Teatro del Corpo

Booktown书城 7/2010, 44-48

原文

Zhao Chuan[1]

Nell’autunno del 2008 a Shanghai siamo stati impegnati nella realizzazione di “Luxun 2008”. Dopo aver lavorato un giorno intero, la sera siamo andati a bere qualcosa insieme al regista giapponese Hiroshi Ohashi che collaborava al progetto. Ci siamo messi a parlare del performer taiwanese Watan Uma che partecipava allo spettacolo, lui che in passato e’ stato per 10 anni nell’esercito taiwanese. Hiroshi Ohashi ha avuto un’idea per le prove del giorno successivo, chiedere a Watan Uma di fare il passo e il saluto militare in mezzo alle persone sul palco. Durante il periodo della legge marziale a Taiwan, Watan Uma ha costruito la propria identita’ di militare per dieci anni, identita’ che sembrava essere ormai scomparsa e che invece nei momenti della performance lo ha fatto ritornare alla sua propria storia individuale fisica, corporea. Quei passi da marcia e quei saluti militari fragorosi, in piu’ una improvviva serieta’ sul suo volto,  aprirono la scena ad associazioni e ricordi storici ancora piu’ perturbanti. Il corpo di Watan Uma in quel frangente, non era solo corpo fisico ma alludeva al contesto sociale, caricava su di se’ un mondo ideologico e il suo ordine, non con un racconto virtuale fatto di abili parole ma con la storia del proprio corpo. (altro…)

By Zhang Lei

A diving platform isn’t usually a stage, but when the swimming area at Wuhan’s East Lake in Hubei Province was transformed into a theatre on July 14, the audience seemed happy. As the driving rain stopped, the drama began with love songs played by street musicians, soon attracting a crowd of passersby.

As part of the ongoing art project Everyone’s East Lake, the drama Free XX, is a “social drama” created by dramatist Wu Meng, who was inspired by the news in late March that 450 acres of East Lake were going to be filled up and built into a theme park by OverseasChinese Town (OCT), a Shenzhen-based real estate developer.

continua qui

ulteriori approfondimenti qui

Niente da ridere. Siamo all’Expo di Shanghai, e bisogna presentare tutto. Mettere in scena, tra anticaglie del passato e fesserie del presente, dare la sola, far credere….. e ci sono esperti, sinologi, acquologi, tuttologi, paralologi pagati e ultrastipendiati per questo.

(altro…)

Un ultimo post tradotto dal progetto “la nostra better city”, non prima di segnalare la pubblicazione del libro (“城”长的烦恼 ) che raccoglie la maggior parte degli interventi legati al dibattito che si e’ aperto da Marzo 2009 e di cui abbiamo riportato alcune traduzioni. Qui l’indice e l’immagine di copertina.

Costruire spazi sociali

Chris Connery

Come l’uomo costruisce la propria storia, cosi’ noi costruiamo i nostri spazi sociali. Cio’ che chiamiamo “spazio sociale” e’ l’esatto opposto dello spazio di dominio capitalistico che , in condizioni stabilite, si produce nella vita di tutti i giorni.

Nella sperimentazione degli spazi sociali del XX sec., gli anni ’60 sono stati particolarmente ricchi. Il movimento di liberazione dal dominio coloniale in America Latina, Africa e Asia fu certamente rivolto principalmente a ribaltare gli obiettivi dei dominatori, ma allo stesso tempo introdusse nuove concezioni dello spazio: i rivoluzionari volevano rimodellare le relazioni fra citta’ e campagna, riconfigurare il portato della modernizzazione del consumo elitario e dei compradores prodotto dalla metropoli di tipo coloniale ad uso invece del popolo tutto. (altro…)

Nel numero 413 (16 Giugno 2010) della rivista Nanfeng Chuang c’e’ un exclusive sulla questione del lavoro e degli scioperi. Di seguito e’ tradotta solo l’intro, a cui seguono nella rivista due inchieste in due fabbriche che mettono in luce le condizioni del lavoro in Cina, dalla salute al muro che i funzionari di partito fanno associandosi con i padroni, (altro…)

Trasformazioni spaziali nella Shanghai degli ultimi quindici anni[1].

Cong Jianzhu Dao Guanggao. Zuijin Shiwu Nian Shanghai Chengshi Kongjian de Bianhua, Refeng Xueshu, 2008.

Wang Xiaoming

Sono shanghaiese, da quando sono nato, eccetto un anno nella giovinezza in cui andavo saltuariamente in periferia per lavorare ed eccetto tre anni complessivi passati all’estero da adulto, non ho mai lasciato la zona urbana per lungo tempo. Sono nato  nell’ospedale vicino alla strada commerciale piu’ elegante, via Huaihai, e sono cresciuto nella zona abitativa adiacente, che era la piu’ tranquilla di Shanghai visto che si formo’ ai tempi della concessione francese. Presa la licenza media sono entrato in una fabbrica in via Pechino, per cinque anni quasi ogni mese andavo mezza giornata a lavorare in una fabbrica consociata alla mia scuola nella zona di Yangshupu, li’ dove c’era un carcere dalla lunga storia e fabbriche di ogni genere e dimensione; poi sono entrato all’universita’, in seguito ho iniziato a insegnare e mi sono trasferito su un lato del fiume Suzhou, dove ancora abito e che era un altro luogo denso di fabbriche della vecchia Shanghai; per accompagnare mia figlia al liceo a Pudong, nell’arco di tre anni ho attraversato quasi ogni settimana via Longyang, una via che passa attraverso gruppi di nuovi palazzi di appartamenti tutti in fila; dopo che e’ entrata in una universita’ che si trova nel distretto di Minhang, dove negli anni ’50 venne costruita la zona industriale della periferia sud,  questa zona mi e’ diventata abbastanza familiare con le sue strade piene di polvere e circondate da costruzioni irregolari. Cinque anni fa, ho ottenuto un altro insegnamento fuori dalla mia universita’ d’origine, cosi’ in breve tempo ho preso familiarita’ con una zona del centro-nord di Shanghai, dove una dopo l’altra stanno le entrate di magazzini della logistica e il rumore di grandi camion in entrata e uscita. Tre anni fa ho preso un piccolo e vecchio appartamento nell’isola di Chongming, dove vado a studiare appena ho tempo, e inaspettatamente anche in questo ultimo distretto agricolo di Shanghai rimasto, si fa una nuovissima e ampia strada, le vecchie case agricole vengono abbandonate in mezzo a distese di risaie, tutto come da copione…

Se mi sono dilungato sin qui e’ solo per dire che dei vicoli, delle strade, del centro e della periferia di Shanghai ho da parte una grande esperienza e memoria personale. Cosi’, sono diverso rispetto a chi viene da fuori esclamando “oh, ma quanti grattacieli!”, da una parte ho una forte impressione rispetto ai nuovi panorami metropolitani e dall’altra pero’, spesso vado a pensare al loro aspetto originario. Proprio questa memoria ostinata, mi porta continuamente questo genere di domande: negli ultimi quindici anni, quali spazi di Shanghai sono stati ridimensionati, trasformati fino addirittura a sparire? E a rimpiazzarli, quali sono i suoi nuovi spazi? (altro…)

Non e’ un capriccio legare la festa del 1 Maggio all’esposizione universale. Il passo seguente di Benjamin ce lo ricorda. Lo ricorda a chi Benjamin lo ha, previo depotenziamento della carica politica e critica, utilizzato come strumento vagamente culturale e lo ricorda a chi si perde nelle decine e decine di padiglioni dell’expo shanghaiese.. Che l’apertura dell’expo di shanghai coincida con la festa dei lavoratori e’ significativo, festa che, come ci ricorda Mumia Abu-Jamal (su IlManifesto di oggi)  potrà sorprendere molti, ma il Primo Maggio, la festa dei lavoratori,ha avuto inizio negli Stati Uniti come Giornata internazionale dei lavoratori. Nacque con le dimostrazioni di Haymarket a Chicago, Illinois quando, il 1° maggio 1886, migliaia e migliaia di lavoratori e le loro famiglie scesero in piazza per difendere la giornata lavorativa di otto ore…….. Dal 1889 la ricorrenza è riconosciuta dai lavoratori di tutto il mondo; sorprende, oggi, a fronte del lavoro immateriale e delle trasformazioni della societa’ post-industriale. Sorprende questa celebrazione a due facce, l’esaltazione della metropoli e l’ombra sul lavoro, nel paese che e’ anche la fabbrica del mondo. Sorprende l’idea dell’ “allargare il consumo interno” per aumentare il benessere collettivo, e rassicurare il resto del mondo.

将世博会同五一劳动节联系起来,并非是突发奇想的心血来潮。 本雅明的篇章揭示了其内在的涵义,它提醒了那些将本雅明的思想仅仅用作肤浅的文化工具的人, 削弱了其政治性和批判性;它同样也惊醒了那些雀跃沉醉在上海世博会场馆间的人们。 (altro…)

原文 Cosa sta accadendo a Wuhan?

M   L   C

M: La notizia data nell’articolo “inchiesta sulla compagnia overseas chinese town che a basso prezzo si mangia l’east lake di Wuhan” della giornalista Yao Haiying del Time Weekly di Canton ha provocato la rabbia di una parte della cittadinanza della citta’ di Wuhan. L’inchiesta riporta la collusione fra autorita’ governative e privati, per cui vengono venduti a overseas chinese town 2000 mu di terra che fanno parte del cuore della zona protetta paesaggistica considerata di livello 4 A dallo Stato, ma in piu’ ha svelato come questa compagnia si stia preparando a riempire di terra l’acqua di una parte del lago, dedicata alla pesca, per costruire strutture commerciali e alberghi di lusso a quattro e piu’ stelle. Appena uscita la notizia del “riempimento del lago”, la popolazione e’ rimasta atterrita, arrabbiata, piano piano ha iniziato a protestare in rete. Ma l’amministrazione del lago e la overseas chinese town (le due parti del contratto), ha negato i “rumori” della stampa non dicendone nulla in merito, solo che la parte dedicata alla pesca non sara’ riempita. Gli attivsti sono andati direttamente sul campo per fare un’inchiesta, hanno fatto foto e video, testimoniando come oltre la meta’ di 200 mu di terreno adiacente al luogo della pesca siano gia’ stati riempiti, hanno certificato come, in base al progetto di pianificazione, questa parte d’acqua e’ stata destinata allo sviluppo commerciale. E’ evidente che “negare i rumori” sia una bugia. (altro…)

Mentre attendiamo, con poca ansia, le fantasmagorie da expo delle future “eco-city” in Cina, di cui fa davvero maraviglia il caso di Dongtan 东滩  nell’isola di Chongming 崇明 di Shanghai, trattato da Christina Larson qui, conviene guardare quello che si muove nella vasta Zona Speciale che e’ diventata la Cina intera. Stiamo contribuendo al progetto “la nostra Better City”, sembra naturale allora riportare “il nostro East Lake della citta’ di Wuhan”, (altro…)

Organizzato da:

Centro di studi culturali contemporanei, 
Universita’ di Shanghai

Disorientamenti 
Is.I.A.O. Brigata Shanghai (disciolta)

Tupin

Interventi di:

Wang Xiaoming, East China Normal University/ Shanghai University,

Min Dongchao, Shanghai University,

Sun Xiaozhong, Shanghai University

Luo Xiaoming, Shanghai University (altro…)

心每思之  原文

Sono tre le forze che detengono in societa’ il potere del discorso: governo, media e specialisti. In questo tema del forum  trattiamo “le fonti dell’informazione e la pluralizzazione dei canali di comunicazione”, nonostante l’ampiezza e ricchezza del tema che va dalla comunicazione governativa ai media pubblici, all’educazione nelle scuole, all’editoria, le librerie e le biblioteche cittadine etc etc, possiamo pero’ cercare di riassumere  cio’ che si chiama “pluralizzazione” e che rimane all’interno delle tre forze sopra citate. I tre articoli che affrontano da tre prospettive diverse il tema, dividendolo in istruzione, media, editoria, anche se tengono come centrale la questione della “pluralizzazione” , arrivano tutti e tre a trattare di “autonomia” e “indipendenza”. (altro…)

毛尖 原文

Nel mio paese, a Ningbo, stanno costruendo una nuova zona, un progetto simile alla zona di Pudong di Shanghai. Poco tempo fa, ho partecipato a un dibattito cittadino organizzato dal governo municipale. Il responsabile del progetto e del paesaggio e’ un famoso progettista di Hong Kong, appena e’ arrivato ha lanciato li’ la questione con parole comuni da strategia iniziale, vale a dire che si e’ messo a chiedere qual e’ la differenza fra le persone di Ningbo di oggi e quelle del passato. Quali sono i simboli di ieri e quali quelli di oggi? Come immaginare i colori della nuova zona? (altro…)

孙晓忠  原文

Spesso abbiamo la parola “cultura” sulla bocca. Ma precisamente, cos’e’ la cultura? Di sicuro non ce la caviamo con un paio di frasi, centinaia sono le definizioni di cultura date in tutto il mondo, cosi’ come gli studiosi che la analizzano. Cultura per le aziende, discipline culturali per le universita’: abbagliante. Ma l’unico standard che abbiamo per la cultura e’ che ci sono posizioni diversissime, si litiga continuamente. Cio’ significa che una spiegazione di cosa sia “cultura” non c’e’, il concetto di cultura e’ ancora indistinto; parlare di quella urbana e’ dunque ancora piu’ difficile.

Quale tipo di citta’ puo’ dire di avere cultura? (altro…)

闵冬潮 原文 Apertura

Tempi e Spazi della metropoli, argomento troppo vasto e troppo accademico. Restringiamolo a due punti: cielo e terra nella citta’; fast city e slow city. Questa semplificazione e’ solo per favorire la discussione, gli stretti legami che intercorrono fra tempo e spazio vengono separati solo apparentemente. (altro…)

原文

Ad uno sguardo d’insieme sulla storia del genere umano, una delle prime culture in cui la citta’ e’ stata l’elemento distitntivo, e’ quella delle poleis greche. Atene, come polis rappresentativa, e’ stata quella che ha contribuito alla democrazia e al pensiero politico, influenzando profondamente la posterita’. Il fatto che le poleis avessero adottato la democrazia porto’ a forme di liberta’ di pensiero per l’uomo greco abbastanza inaspettate. Nascono cosi’ una grande serie di filosofi, pensatori, nasce l’estetica, la tragedia, la commedia, la poesia, la storia, l’architettura, la scultura, la scienza e la tecnologia, l’astronomia e poi anche lo spirito delle olimpiadi che portava con se’ l’idea della giustizia e della pace. Si puo’ dire che la polis greca abbia innalzato il livello di vita materiale e spirituale oltre ad aver messo delle pietre miliari per lo spirito del genere umano. (altro…)

王晓明,原文

Cio’ che in inglese viene indicato come “city”, in cinese e’ 城市 “cheng shi”. 城 “Cheng”, un muro di cinta ai quattro lati, al centro un grande palazzo dove vive il re, e’ il luogo del potere; 市 “shi”, un pezzo di terra libero dove sono collocate ed esposte merci che vengono da vicino e da lontano, e’ il luogo della compravendita. Con le parole di oggi, la citta’ cos’e’? E’ il luogo dove si concentra il potere e il commercio. (altro…)


王晓明 原文

E’ in Cina che si sta diffondendo il piu’ grande processo di urbanizzazione al mondo. Dieci anni fa, nella zona residenziale dell’universita’ dove abitavo, la sera potevo ancora sentire, leggere, le cicale, ma ora tutto intorno c’e un viavai di veicoli, smog, edifici ad uso ufficio, fermate della metropolitana, centri commerciali, alberghi a cinque stelle…. d’un tratto una zona caotica. Sono perplesso: se, come dicono i sostenitori, la maggioranza della popolazione cinese nel prossimo futuro vivra’ nelle citta’, allora questo viavai di veicoli, questi grattacieli saranno la citta’? O vi sara’ una vita metropolitana migliore? (altro…)