Archivio per la categoria ‘Arte e Societa' 艺术与社会’

“Ognuno viene a fare arte pubblica”

原文

Genesi

Quattro anni fa uno di questi alligatori del real estate è venuto nell’ East Lake di Wuhan, ha circondato un gran pezzo di terra a nord del lago e una lunga striscia della costa. Dal momento che era impossibile discuterne pubblicamente, abbiamo avviato il Progetto Artistico East Lake di Tutti sperando cosi’ di aprire uno spazio di dibattito pubblico tramite il mezzo artistico, dando modo a chi si preoccupa del futuro del lago di poter esprimere la propria posizione. Due anni dopo, sulla terra che ha riempito un pezzetto di lago questo real estate ha aperto un parco a tema a pagamento, contemporaneamente sulla costa sono sorti palazzi e villette a schiera per “persone di successo”. L’alligatore ha smesso di fingere e tenere tutto nascosto come faceva due anni fa, al contrario adesso in tutta la citta’ si incensano i suoi palazzi e l’ambiente ecologico unico che occupa nel lago. La seconda volta che abbiamo avviato il Progetto, volevamo che chi non era daccordo potesse esprimere la propria debole voce.

东湖

Tanti amici hanno partecipato tutte e due le volte, sono arrivati gratuitamente e liberamente sulla riva del lago per esprimere, ognuno con le proprie modalita’, la propria cura verso il futuro di questo lago.

Oggi i palazzi di lusso di questo alligatore del real estate continuano a estendersi lungo la costa, i profitti del parco a tema prosperano e chi vive in questa citta’ pare proprio che se ne sia subito abituato. Questo processo di urbanizzazione nella Cina attuale forse non sembra cosi’ speciale, quel che ne emerge e’ la realta’ di tutti i giorni in cui ci imbattiamo e in cui in futuro ci imbatteremo ancora per un lungo periodo. Cementificazione di superfici d’acqua, edificazioni di palazzine e ristoranti, accerchiamento delle coste dei laghi, costruzione di zone residenziali di lusso dove hai la possibilità di “godere un ambiente ecologico unico” sono fenomeni che si stanno sviluppando in ogni luogo, in questa città non solo nell’East Lake. “Paesaggio” ed “ecologia” oggi sono destinati senza appello a diventare risorse per il profitto. Grazie alla “cura” dei palazzinari, “paesaggio” ed “ecologia” stanno rapidamente scomparendo dalla vita di molti per diventare una risorsa rara che pochi possono godere. L’opportunità di arrivare liberamente e stare in questi luoghi diventa sempre più difficile per la maggioranza delle persone. Il futuro della “zona paesaggistica dell’East Lake” non riusciamo davvero a immaginarcelo.

Per occupare la costa del lago, l’alligatore dei real estate ha un altro bel vestito che ben si adatta a “paesaggio” ed “ecologia”, vale a dire l'”arte”, altro strumento con cui i developers si occupano della pubblica utilità. Come per il “paesaggio” e l'”ecologia”, l’arte è un indicatore importante della “qualità della vita”. Così sul sito internet del real estate venuto sulla costa dell’East Lake, veniamo a sapere che presto aprirà una “zona artistico-culturale internazionale” su quella che una volta era una riserva per la pesca e che è stata cementificata. Questa zona avrà anche un “centro di arte contemporanea” volto a “creare un centro di arte pubblica nazionale”. Davvero interessante! L’arte pubblica è diventata oggi il beniamino dei real estates, non è un segreto. Da un parte infatti l’arte aumenta la qualità della vita e quindi il valore degli immobili di una data zona; ma dall’altra parte, e più importante, bisogna ragionare sull’uso di “pubblico”, perchè grazie a ciò i developers possono vestire l’abito della cultura come servizio appunto pubblico nelle loro attività, attività che svolgeranno con molta più facilità, per esempio allungare le mani su altra terra. Questo è il motivo per cui vediamo continuamente progetti edilizi dei real estates portare avanti l’arte pubblica.

Di preciso non sappiamo proprio cosa sia questo tipo di arte pubblica e non sappiamo come sarà quella dell’alligatore venuto sulla costa dell’East Lake. Possiamo però immaginare facilmente che con tutto il suo potere, questo alligatore inviterà grandi maestri nazionali e internazionali, sui terreni o sull’acqua che occupa farà arte pubblica di livello internazionale per la delizia dei cittadini, magari qualche grande maestro farà arte pubblica partecipativa e farà proprio partecipare i cittadini interagendo così con la cittadinanza…..

E allora ecco la nostra proposta: che ognuno venga qui a fare arte pubblica, prima dell’arrivo dei grandi maestri dell’arte venite gratuitamente e liberamente sulla costa dell’East Lake, ognuno con le proprie modalità venite a dare una definizione di arte pubblica.

  (altro…)

Annunci

Sulla presente raccolta

Questo scritto raccoglie diversi testi relativi alla compagnia teatrale Grass Stage (Caotaiban) di Shanghai, animata da Zhao Chuan. Oltre ai rapporti di prolungata amicizia con Zhao Chuan e con i membri della compagnia (soprattutto Chris Connery), oltre ad aver avuto la possibilità di seguirli in diversi momenti del loro percorso (dalla presentazione dello spettacolo Piccola società a Canton, Chongqing e Shanghai fino a  Unsettling Stones della fine del 2013 a Shanghai passando per le diverse performance individuali) lo stimolo a comporre questa raccolta è venuto dalla traduzione in lingua italiana del testo di Unsettling Stones, che Zhao Chuan ha portato nell’Aprile del 2013 al Forte Prenestino di Roma.

unsettling stones

Parziale, la presente raccolta tenta di farsi traccia della pratica di Grass Stage. Se da una parte Zhao Chuan cerca continuamente di interpretare e definire il percorso della compagnia con una produzione teorica profonda e originale, dall’altra non si può non sottolineare quanto il parlare di come fare teatro sia limitativo, quanto insomma sia necessario che la dicotomia teoria/prassi venga immessa in una più ampia cornice, quella che il compianto Stuart Hall aveva così ri-posizionato: The gap between theory and practice is only overcome in developing a practice in its own right. It is a practice to bring together theory and practice (Stuart Hall, The emergence of Cultural Studies and the Crisis of the Humanities, October n. 53, 1990) È in questo ri-posizionamento che va considerata Grass Stage e, in piccolo, questa raccolta. L’unicità di Grass Stage, nella Cina contemporanea, sta nel porsi fuori dallo Stato e dal Mercato, porsi fuori, in altre parole, dalla cultura dominante. Posizione scomoda perchè si è esposti sempre al rischio della marginalità estrema, sottoposti sempre al rischio di non avere una voce propria. Tramite il percorso di continua ricerca che viene illustrato nei testi qui raccolti, Grass Stage è riuscita a costruire un proprio spazio sociale e culturale, e questo in una città come Shanghai, tanto ricca e globale quanto povera e avara di spazi comuni. A titolo di esempio, seguire Grass Stage attraverso gli spazi fisici urbani che pratica può dare l’idea della difficoltà in cui l’agire critico si imbatte nella Cina di oggi quando sceglie di stare fuori dalle mura dell’elite intellettuale delle accademie e lontana dalle fantasmagorie del mercato. Sia per le prove, sia per le rappresentazioni, sia per il dibattito Grass Stage non ha un luogo fisico fisso proprio (si passa da gallerie d’arte a librerie ai vicoli della città), eppure, ed è quel che conta, Grass Stage è riuscita a trasformare spazi astratti in territori vivi. (altro…)

Pubblicato in forma ridotta su Alias 21/1/2012

Avviato nel 2007, il Chongqing Independent Film&Festival (CIFVF) ha chiuso, dal 20 al 26 Novembre, i due mesi che in Cina vedono susseguirsi il Beijing Independent Film Festival (BIFF arrivato alla sesta edizione) e il China Independent Film Festival di Nanchino (CIFF all’ottava). Il cinema indipendente in Cina e’ una realta’ sempre piu’ viva, le tematiche che ne emergono sono tanto piu’ centrali e vitali quanto piu’ marginali e marginalizzati i registi e i luoghi di proiezione e dibattito. Marginalizzazione data dalle politiche dello Stato e dalle regole del Mercato, due attori percepiti come sempre piu’ falsi in uno scenario che diviene sempre piu’ complesso da interpretare e, orribile dictu, da trasformare. Il cinema indipendente costruisce i linguaggi migliori per addentrarsi in questa complessita’. Il dibattito critico sul cinema indipendente si e’ concentrato sulla questione dello sguardo e la posizione dell’autore, sulla subalternita’ di chi e’ guardato e sulla cultura urbana da cui provengono i registi, mettendo in questione la presunta oggettivita’ della maggior parte dei documentari; recentemente il taglio soggettivo e’ emerso piu’ marcatamente, in particolare tramite la memoria.

(altro…)

Apre oggi il Festival di cinema indipendente a Chongqing, quinta edizione.

Qui sotto un articolo relativo alla quarta edizione, pubblicato in forma ridotta su Lo Straniero n. 133, Luglio 2011.

Dal 2007 l’inaugurazione del Chongqing Independent Film&Video Festival e’ presso un cinema che solitamente proietta pellicole commerciali, pellicole cioe’ che hanno passato la trafila della censura. Come ci spiega Chris Berry “ I film indipendenti sono quelli che non seguono la procedura dell’ufficio della censura. Non sono dunque approvati per uso commerciale, per essere proiettati nelle sale. Il loro status legale e’ poco chiaro, una zona grigia dove alcuni possono dire che si tratta di film illegali, altri invece (gli indipendenti stessi) che, non essendo pensati per essere distribuiti nelle sale, sono legali.” E’ un gioco strano, quasi un cortocircuito quello che si inscena nella piu’ vasta area metropolitana dell’Asia, andiamo ad infilarci in uno dei margini della societa’ proprio dentro una delle scene piu’ sovraesposte in Cina. Corriamo lungo il filo del legale/illegale, continuum che definisce le pratiche dello StatoMercato, e che a Chongqing si dispiega con enorme potenza mediatica. E’ qui infatti che il piu’ grande colossal della lotta al crimine della Repubblica Pop ha girato il primo ciak nel 2009, quando l’eroe Bo Xilai, il buono, ha dichiarato guerra alla ramificata organizzazione criminale che governava l’area metropolitana, i cattivi.
(altro…)

草台班 小社会

(altro…)

TEATROOLTRE LO STATO E IL MERCATO

La compagnia teatrale Caotaiban fluttua, cambia spazi per le prove, si esibisce nei vicoli di Shanghai e nelle piazze improvvisate sottratte ai centri commerciali. Fondata nel 2005, il suo animatore principale è il regista Zhao Chuan, classe 1966

(altro…)

IlManifesto, 1 Ottobre 2009

di  Giordano&Woo

“Hai visto il nonno?” La pronuncia dei caratteri cinesi genera spesso delle associazioni con altri caratteri omofoni. “Hai visto il nonno” è un altro modo di capire il suono del nome “Jianguo daye”,  founding of a republic, il film che celebra i 60 anni della R.P.C..  Lo smacco linguistico segna non solo un capovolgimento del tono celebrativo, ma soprattutto una disillusione ben visibile nei commenti in rete. Intendiamoci: la rete non è rappresentativa di un paese nè parla con una sola voce. Complessità di un mondo, quello digitale, che bisogna però considerare come uno dei terreni di conflitto nella Cina d’oggi. Il film mette in scena la nazione, ne dà una versione aggiornata al gusto e alle pupille sensibili del pubblico cinese (che, ad eccezione questa volta di Taiwan, esula dai confini nazionali passando per Hong Kong, Singapore e ovunque si trovino comunità cinesi che via via negli ultimi anni hanno fatto sentire la propria voce). “La Nazione è un’unità impossibile che deve essere narrata perchè esista, sia nel tempo che nello spazio. L’improponibilità della nazione come un soggetto unificato significa che la sua attività narrativa non è mai definitiva” (altro…)

Teatro del Corpo

Booktown书城 7/2010, 44-48

原文

Zhao Chuan[1]

Nell’autunno del 2008 a Shanghai siamo stati impegnati nella realizzazione di “Luxun 2008”. Dopo aver lavorato un giorno intero, la sera siamo andati a bere qualcosa insieme al regista giapponese Hiroshi Ohashi che collaborava al progetto. Ci siamo messi a parlare del performer taiwanese Watan Uma che partecipava allo spettacolo, lui che in passato e’ stato per 10 anni nell’esercito taiwanese. Hiroshi Ohashi ha avuto un’idea per le prove del giorno successivo, chiedere a Watan Uma di fare il passo e il saluto militare in mezzo alle persone sul palco. Durante il periodo della legge marziale a Taiwan, Watan Uma ha costruito la propria identita’ di militare per dieci anni, identita’ che sembrava essere ormai scomparsa e che invece nei momenti della performance lo ha fatto ritornare alla sua propria storia individuale fisica, corporea. Quei passi da marcia e quei saluti militari fragorosi, in piu’ una improvviva serieta’ sul suo volto,  aprirono la scena ad associazioni e ricordi storici ancora piu’ perturbanti. Il corpo di Watan Uma in quel frangente, non era solo corpo fisico ma alludeva al contesto sociale, caricava su di se’ un mondo ideologico e il suo ordine, non con un racconto virtuale fatto di abili parole ma con la storia del proprio corpo. (altro…)

 Foreign Literature and Art 外国文艺 No.4,2010, 132-152

                                                     

 “WuMing”是意大利文化界近十年来最为耀眼的文化现象之一。从他们自命“无名”或许就可以大概琢磨出些许意味来了:它来自《道德经》的一句经文——“无名天地之始”,不过实际上它的意思并没有那么的“哲学”。它指的是文学作品并不应该附属于脱离了集体和写作背景的作家, 而应该是由集体养育而成的。WuMing/无名既是名称也是 “目标”, nomen omen(拉丁文: 名即命)。

通过网络和其他一些新媒体,WuMing直接地同读者建立起了一种文学社区。在那里,作者不再是 “权威”[1],也不再是一个自以为是(或者乐意被别人以为是)的文化之星,更不是脱离了现实与社会的知识分子,恰恰相反,他们与栖身期间的现实生生相息。 (altro…)

By Zhang Lei

A diving platform isn’t usually a stage, but when the swimming area at Wuhan’s East Lake in Hubei Province was transformed into a theatre on July 14, the audience seemed happy. As the driving rain stopped, the drama began with love songs played by street musicians, soon attracting a crowd of passersby.

As part of the ongoing art project Everyone’s East Lake, the drama Free XX, is a “social drama” created by dramatist Wu Meng, who was inspired by the news in late March that 450 acres of East Lake were going to be filled up and built into a theme park by OverseasChinese Town (OCT), a Shenzhen-based real estate developer.

continua qui

ulteriori approfondimenti qui

Gao Minglu, in Create History: Commemoration Exhibition of Chinese Modern Art in 1980s, 2006

高名潞,创造历史:中国20世纪80年代现代艺术纪念展,2006年

Tutti si ricordano degli anni ’80 come di un’epoca caratterizzata dall’idealismo. Non sono solo gli artisti che hanno partecipato al movimento dell’85 a considerarla come un’epoca d’oro, anche quelli più giovani nati dopo gli anni ’70 ne tengono in alta considerazione lo spirito e gli sforzi. Ma come interpretare e valutare l’idealismo dell’arte degli anni ’80? Si è trattato solo si un’utopia fuori dalla realtà? Si è prodotta nel vuoto? Di più, l’idealismo caratterizzante il movimento dell’85 in che modo si è espresso sul versante materiale delle opere e della creazione artistica? A queste domande non abbiamo in realtà delle risposte definitive. L’arte contemporanea cinese corre così veloce che non c’è tempo per metterne in ordine la storia. (altro…)

Pubblicato in China Contemporary Art, la lunga marcia dell’Avanguardia, SOSHO Editore, 2007

Attraversamenti culturali e arte d’avanguardia in Cina

Costruzione del discorso intellettuale cinese dello Xin shiqi (Nuovo Periodo)

La questione della modernizzazione nell’arena televisiva: Heshang

Zone Economiche Speciali  jingji tequ

Riconfigurazioni

Costruzione di un discorso unitario

Definizioni liquide: “avanguardia”, “moderno”, “contemporaneo” come sinonimi

“Arte delle cicatrici”, “Nuovo realismo”: Cheng Conglin e Luo Zhongli

Movimento dell’85

Xiamen Dada

Antiscrittura

Il “Rock della nuova lunga marcia” e il disorientamento del Nuovo Periodo

Dentro/Fuori

Arte, mercato e critica del “Centro”

Artisti e tematiche transnazionali: Xu Bing, Huang Yongping

Quxing. Natura-zona

Bibliografia

(altro…)