Contadini: il “movimento contro lo sviluppo”

Pubblicato: luglio 17, 2013 in Zona 區
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di Shi Po

Nanfeng Chuang (South Reviews) 2013:14

Changshangou è un piccolo villaggio di montagna nello Hebei, attorno ci sono solo montagne. Venti anni fa qui comparve la prima cava. All’inizio i contadini non ci fecero attenzione, ma negli ultimi tempi la situazione si è fatta insostenibile. In tutto il villaggio ci sono undici cave, esplosioni di giorno e di notte che provocano crepe nelle case dei contadini. Gli autocarri si susseguono senza sosta con le strade piene di buche. Basta che soffi un po’ di vento e la polvere delle pietre riempie il cielo, gli alberi del villaggio sembrano innevati, le coltivazioni crescono male. Se prima questo era un villaggio di montagna, ora lo si dovrebbe chiamare “villaggio bucato”, perchè una parte di montagna è stata già estratta fin sotto la base, scavata in profondità di oltre dieci metri.

Gli abitanti del villaggio non sanno a chi appartengano le cave, si sono rivolti ai capi del villaggio che non si sono interessati; quando hanno bloccato i lavori delle cave sono stati picchiati; rivolgendosi al governo locale hanno solo saputo che “hanno i permessi, non possono essere fermati”. Così gli abitanti non sapevano come fare. Mi hanno detto: ” Ogni giorno Pechino rende pubblici i valori del PM2.5, ma chi viene a misurare i valori dell’inquinamento qui? I Pechinesi sono persone, chi sta a Changshangou non è forse un essere umano?”. I cittadini delle grandi città fanno le “passeggiate di protesta” e possono così risolvere i problemi, qui sarebbe cosa difficilissima.

Sviluppo industriale, sviluppo commerciale, sviluppo turistico, sviluppo edile, sviluppo delle nuove forme dei borghi rurali, sviluppo delle risorse marittime, sviluppo con riempimento di pezzi di mare con terra costruita…. in Cina non c’è dove che non sia messo a sviluppo. “Sviluppo” è la parola chiave dei governi locali per stare dietro l’economia, aumentare le risorse finanziarie e mostrare risultati politici, è il metodo con cui gli investitori si arricchiscono, ma nello stesso tempo “anti-sviluppo” è diventato il movimento di protesta comune per i residenti originari a cui lo sviluppo ha causato danni.

Rispetto agli abitanti della città, lo sviluppo ha colpito soprattutto i contadini di estrazione economica e sociale bassa. Ma solo quando una azienda inquina i corsi d’acqua provocando il fenomeno dei “villaggi del cancro”, solo con questi fenomeni estremi si ha risonanza pubblica, la maggior parte dei colpiti dallo sviluppo sono invece come i contadini di Changshangou, che non sanno proprio come far valere il proprio diritto alla salute: anche se questa è casa (cortile di casa) loro, qui è divenuto un luogo di produzione e rifornimento di risorse minerarie, deposito di tanti materiali di scarto, polveri inquinanti e rumori assordanti, luogo di continue esplosioni che mettono a rischio l’assetto di intere montagne. Il livello di istruzione dei contadini non è elevato, mancano di capacità organizzativa e di risorse, della situazione ambientale che li circonda hanno solo una percezione personale mancandogli le competenze tecnico-scientifiche in grado di fornire dati provati, mancano della conoscenza delle leggi, meno che mai di come ricorrere ai media per ottenere la comprensione della società comune. Possono unicamente lottare da soli contro tutti in modo istintivo o addirittura reagendo alla violenza con la violenza.

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Siccome le decisioni del governo locale sono prese a porte chiuse, per i contadini è impossibile tenere il proprio movimento contro lo sviluppo prima che lo sviluppo stesso arrechi danno, è solo quando i danni sono visibili che avviano il “movimento di chi è colpito contro i danni provocati alla collettività”. La loro richiesta più impellente è di ristabilire l’ambiente, convertire o chiudere le fonti di inquinamento, ma è cosa di difficile realizzazione. Con la mediazione del governo locale, possono ottenere delle compensazioni economiche o la promessa dalle imprese di istallazioni che blocchino o diminuiscano i danni alla collettività, oltre a ciò non c’è nulla da sperare.

È stato quando mi sono recato a fare interviste per i fatti di Ganyugou che sono stato portato dai vicini di Changshangou. Vicino Ganyugou, trent’anni fa una certa compagnia energetica costruì una miniera a cielo aperto, gli abitanti del villaggio pensarono che questa fosse la causa dell’inquinamento delle falde acquifere e dell’inquinamento da polveri. Al momento opportuno, riuscirono a prendere persone competenti e indipendenti per la difesa dell’ambiente e per l’azione legale, grazie a ciò i fatti di Ganyugou divennero parte del progetto  “tavola rotonda di partecipazione pubblica per la protezione ambientale”,  aprendo all’attenzione dei media del Centro per l’educazione e la comunicazione alla protezione ambientale, governo e aziende locali subirono forti pressioni. L’impresa infatti rimosse il condotto che inquinava le falde acquifere, investì ingenti somme per la riforestazione. Questo esempio è un versante del “movimento dei contadini contro lo sviluppo”, ma per la maggior parte dei contadini che vengono colpiti dallo sviluppo, questo esempio è irriproducibile.

(Nel numero 6 della rivista, Marzo 2013, era comparsa l’inchiesta sull’inquinamento provato da questa compagnia e il movimento dei contadini che si organizzò fin dal 2005. Da pochi che erano, il movimento vide partecipare i contadini del villaggio e dei villaggi vicini, tutti interessati dall’inquinamento. Dalla compagnia vennero a sapere che dal 1995 essa aveva versato somme considerevoli come compensazione al governo locale, ma nelle mani dei contadini non era arrivato nulla.  L’accordo stipulato con i capi del villaggio del 2007 fa sorgere contraddizioni nel villaggio. Poi interviene un fattore nuovo. Nel 2008, Yan Fusheng, che nel 2006 partecipa al corso organizzato dal Centro per l’educazione e la comunicazione alla protezione ambientale del ministero dell’ambiente per la risoluzione dei conflitti relativi all’inquinamento, e che viene insignito di un riconoscimento ufficiale dalla provincia nel 2007, intavola le trattative tra i contadini del villaggio, il governo locale e la compagnia energetica. Il problema dell’inquinamento, secondo i contadini, è sia nell’acqua sia nell’aria. L’acqua è avvelenata, l’aria provoca malattie alle ossa. Il metodo di Yan Fusheng di mettere tutti al tavolo a discutere ottiene l’appoggio ufficiale del Centro per l’educazione e la comunicazione alla protezione ambientale.

Gli incontri sono importanti perchè vedono emergere il tema dell’inquinamento come questione principale, vede la partecipazione della popolazione, delle diverse autorità dei diversi gradi (dal villaggio alla provincia), ma la compagnia non partecipa. Proprio in questa situazione, interviene un avvocato dedito alla difesa per i diritti ambientali. La compagnia ha sede a Pechino, è lì che si farà causa. Varie vicissitudini e nel contempo un report accurato di giornalisti schierati a difesa dell’ambiente nel 2010 fanno conoscere la situazione in dettaglio.

Grazie agli sforzi dei contadini e al loro movimento, già dal 2007 la compagnia aveva diminuito l’inquinamento, fino a fermare la produzione e investire per la riforestazione. Certo, a parte la salute, nessuno ha veramente pagato per i danni commessi. Le difficoltà, le minacce, le contraddizioni emerse sono state parecchie. La presenza di organizzazioni specifiche a difesa dei diritti della popolazione e dell’ambiente sembra, nell’inchiesta del NFC, ciò che fa la differenza in questo tipo di battaglie).

I governi locali attuano lo sviluppo attirando capitali e tecnologie, è sempre l’interesse economico il pensiero principale, sulla protezione ambientale prendono misure scarse, per questo fare le petizioni (alle autorità superiori o direttamente a Pechino) è un altro modo importante per i contadini  dei movimenti anti-sviluppo. L’influenza prodotta da uno sviluppo disordinato non è solo un problema di danneggiamento della collettività di un dato territorio, ma una minaccia e un attentato alla vita di tutti i cittadini cinesi. Il Governo centrale deve intervenire sull’atteggiamento irresponsabile dei governi locali, e ciò non implica solo una questione di etica nella gestione del potere, ma tenere sotto controllo la competizione non appropriata per  garantire la stabilità delle risorse e l’approvvigionamento sulla lunga durata. È un lavoro impellente, perchè proprio qui ed ora alcuni governi locali e imprese stanno facendo di tutto per procurarsi un grande sviluppo.

Sui movimenti e l’ambiente, vedi anche: http://www.dissentmagazine.org/online_articles/the-pollution-crisis-and-environmental-activism-in-china-a-qa-with-anthropologist-ralph-litzinger

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