E’ urgente fermarli 当务之急

Pubblicato: aprile 30, 2012 in My Better City, Zona 區
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Wang Xiaoming, Tianya (Frontiers), 2012.01

 

Prima un fatto specifico: la BASF, grande azienda chimica sta per stabilirsi a Chongqing. Si dice in rete che di questo progetto se ne era parlato prima con la municipalita’ di Shanghai per cinque anni, ma che alla fine non si e’ potuto realizzare essendo l’ostacolo principale questo: appena la fabbrica apre, produce una gran quantita’ di acqua salata derivata dalla produzione di MDI, servirebbe dunque un grande condotto che sversi questa acqua direttamente nel mare, ovviamente inquinando tutto l’ambiente, compresa l’acqua in superficie. I danni sul lungo periodo sarebbero incalcolabili. Questo, i funzionari di Chongqing lo sanno di certo. Rispetto a Shanghai, Chongqing potra’ smaltire ancora piu’ debolmente l’inquinamento, l’acqua del mare e’ salata, si muove in tutte le direzioni, puo’ disperdere abbastanza velocemente l’acqua derivata dalla produzione di MDI; la fabbrica della BASF a Chongqing si impiantera’ sulle rive del Fiume Azzurro, acqua dolce, lontanissima dal mare, appena si inquinera’ il fiume azzurro sara’ un problema sia per il fiume sia per le zone circostanti! Di questo “svantaggio” sono convinto che i funzionari di Chongqing ne siano consapevoli. Ma, in base alle parole della BASF, il Governo di Chonqging ha calorosamente accolto la BASF promettendo solennemente di aiutare a risolvere il problema dell’inquinamento…e questo il pavido governo di Shanghai non ha osato prometterlo!

Perche’ fa cosi’ il Governo di Chonqging?

In realta’di tali problematiche, solo quest’anno, ce sono state una sfilza. Per esempio, nonostante la terribile esplosione della centrale nucleare di Cernobyl del 1986, perche’ il Governo giapponese non ha imparato restringendo i programmi nucleari o almeno chiudendo le centrali che presentavano possibili problemi? Certo che avrebbe un costo, ma facendo un paragone tra i costi da pagare e quelli che gia’ la societa’ giapponese paga per il disastro di Fukushima, sono ben inferiori i primi, i decisori giapponesi i conti ce li hanno chiari, perche’ allora non sono stati conseguenti?

Allo stesso modo, con un distastro cosi’ terribile quale quello di Fukushima, perche’ i funzionari cinesi non hanno subito cambiato corso riprendendo a discutere dei progetti per le fonti energetiche? Al contrario, a parte l’annuncio di fermare temporaneamente le nuove centrali in costruzione per verifiche, il resto e’ proseguito ugualmente: prima l’annuncio che tutte le centrali cinesi sono sicure, che nessuno stia in pensiero, poi dei funzionari del ministero dell’energia si sono messi a far conti: quanti soldi per i pannelli solari, quanti per le pale eoliche e la conclusione e’: l’energia nucleare e’ piu’ economica, continuiamo a costruire piu’ centrali nucleari! A dirla tutta, non credo proprio che questi funzionari non sappiano che questi conti sono ridicoli, a parte il conto ufficiale il cui primo capitolo e’ politico e non economico, per la parte economica propria, non si puo’ guardare solo il costo per la costruzione e il mantenimento e non calcolare gli altri costi, i funzionari che snocciolano al centesimo i soldi (ancora non ho visto sulla stampa il calcolo dettagliato dei funzionari) testimonia cattiva coscienza.

Ma allora, perche’continuare cosi’?

Non parliamo delle singole motivazioni di ogni ministero e dipartimento (per esempio, se c’e’ un grande progetto, c’e’ possibilita’ di fare soldi ed e’ ovvio che viene positivamente incoraggiato), “sempre sviluppare l’economia!” e’ il motivo piu’ importante, quello che i decisori di ogni luogo e Paese tirano fuori con gran cassa. Infatti, per quelli che pensi siano metodi difficili da capire, dalle spiegazioni rozze tipo “bisogna mangiare”, “piu’ soldi meglio si sta” etc etc si puo’ fare una inferenza: per sviluppare l’economia c’e’ bisogno di maggiore energia, petrolio e gas non bastano, c’e’ bisogno di nuove fonti, rispetto a quelle rinnovabili quella nucleare e’ piu’ efficace, guarda dunque, perche’ non costruiamo piu’ centrali? Se vuoi sviluppare l’economia, bisogna attrarre gli investimenti, creare occupazione, una grande azienda come la BASF, impiantandosi porta una gran quantita’ di ricavi dalle tasse, l’impiego per molti operai, eh si che bisogna prendersela, come si fa a lasciarla scappare in un altro posto?!….un occhio dentro e fuori la Cina, e tali inferenze vengono sempre dalla teoria del “sempre sviluppare l’economia!”, e’ un continuo.

Cio’ spinge a riflettere nuovamente sul “sempre sviluppare l’economia!”. Prima di tutto “sviluppare l’economia”, la Cina lo fa da cento anni, Europa, Stati Uniti e Giappone da oltre cento anni se non duecento e passa, perche’ continuare adesso?

“Ma non hai proprio sale in zucca!?” sviluppare l’economia e’ perche’ l’economia non e’ – o non e’ abbastanza- sviluppata!”.

Perdona se continuo a fare lo stupido: “che cos’e’ l’economia – non abbastanza- sviluppata?”

“ Ma lo sanno anche i bambini! PIL troppo basso, pochi soldi da spendere, mancanza di case, poche automobili….”.

Qui sta il problema: se intendiamo cosi’ “l’economia non sviluppata”, dati e testimonianze vengono a dirci che i soldi da spendere ci sono eccome, che le case non mancano: non e’ che bisogna fermarlo questo sviluppo dell’economia? Non e’ per dare intenzionalmente problemi ma stando ai dati, ecco: Giugno 2011, i media ufficiali di Shanghai hanno pubblicato dei dati autorevoli, delle abitazioni fatte (senza comprendere quelle in costruzione), per ogni abitante ci sono in media 35 metri quadri, considerata la densita’ di Shanghai, cio’ non puo’ essere considerata mancanza di abitazioni! Ma, nel campo dell’edilizia, la tromba dello “sviluppo!” non ha forse gia’ strombazzato ben piu’ lontano? Su un altro versante, l’uso duraturo di nuovi termini come “narrow dwellers” “tribu’ delle formiche” “domanda fissa che non segue i cambiamenti del mercato” (fenomeno verificatosi per le case, anche se il prezzo sale la domanda resta uguale) dicono chiaramente che, nonostante ci sia una media di 35 metri quadri a persona, ancora ad un gran numero di cittadini mancano le abitazioni.

In molti casi, sembra che i motivi veri dietro lo “sviluppo economico” non siano la mancanza di ricchezza materiale, ma il fatto che tale ricchezza sia distribuita in modo ineguale. C’e’ un funzionario che ama fare questo esempio: quando la torta viene portata via da pochi e gli altri possono solo dividersi il poco che e’ rimasto, ci sono due scelte possibili: la prima e’ fermare i pochi e dirgli “non va bene, vi siete portati via troppo, ridatene un po’”, la seconda e’ aumentare la torta in modo che il poco che rimane sia di piu’. Quindi, nei posti dove la ricchezza materiale non manca, senti dire e sostenere “allarghiamo la torta”. Da questo punto di vista, si puo’ arrivare a sostenere che solo quel sistema di distribuzione sociale che permette che la torta sia presa in sicurezza da pochi, fornisca il vero motivo per “sviluppare e sostenere lo sviluppo”.

Sono consapevole che questo sistema del “chi vince prende tutto” e’ ben difficile da cambiare, ce ne vuole di sangue per farlo cambiare. Dunque, se l’economia puo’ sostenere lo sviluppo con la torta che continuamente deve ingrandirsi, dove pochi prendono tanto e tanti prendono molto poco, non e’ una buona via d’uscita

Il caso e’ gia’ risolto: non si puo’ proseguire cosi’. Nel mondo aumenta la popolazione, cio’ che si puo’ usare della natura invece no, la superficie terrestre e’ cosi’ grande, l’atmosfera e’ cosi’ spessa, ma va assottigliandosi, la natura,  per esempio per il petrolio, il gas e l’aria, l’estrazione crea una diminuzione di risorse. Se il genere umano continua a sviluppare l’economia, consumare risorse naturali non rinnovabili (ogni configurazione dello sviluppo economico attuale, non e’ forse basato su tale consumo diretto e indiretto?) la terra non potra’ offrire piu’ nulla. Non in un remoto futuro, gia’ ora in molte situazioni e’ cosi’ ( ozono, acqua dolce e risorse energetiche).

Le persone questo lo sanno. Ma siccome credono troppo a quel mito moderno, pensano di essere onnipotenti. Se la terra non e’ piu’ utilizzabile, andiamo su Marte, il petrolio non si puo’ piu’ estrarre, blocchiamo un fiume e facciamo una diga, costruiamo centrali nucleari. L’acqua potabile non c’e’ piu’, prendiamola da altre parti….

I progetti di Fukushima e la diga Misong in Myanmar sono due esempi recenti.

Non hai sentito il monito del Presidente americano dato ai leader cinesi? Non dovreste sviluppare l’economia sul modello di quella americana, dovreste costruire un modello differente. Anche se queste parole sono irragionevoli dette dagli USA, tuttavia si deve convenire che l’economia umana non c’e’ verso che debba ancora assomigliare a quella del capitalismo degli ultimi 200 anni, dello sviluppo infinito.

L’umanita’ ha dei limiti, pensare che la torta possa continuare ad ingrandirsi e’ proprio uno di questi limiti.

Per me, cinese di una certa eta’, avvedermi del fatto che la torta non puo’ continuare a ingrandirsi, e’ una cosa che mette paura. Siamo stati educati fin da piccoli che il comunismo e’ il paradiso, e che li’ la ricchezza materiale e’ illimitata, quel che ti serve allunghi la mano e c’e’…… “l’enorme ricchezza dei beni materiali” (questo era il modo di indicarla nei testi scolastici) era vista come una premessa fondamentale della liberazione (e della liberta’). E quindi in generale ci piace l’espressione “sviluppare l’economia”: se l’economia (indicata rozzamente con PIL e ricchezza monetaria) puo’ continuamente svilupparsi, riuscira’ a raggiungere quella “enorme ricchezza”! Ma oggi, persino il presidente degli Stati Uniti parla di torta (certo, lui parla della torta a caratteristiche americane, eppure noi negli ultimi decenni non abbiamo imitato e creduto a questa torta?) che non puo’ ingrandirsi, e come facciamo ad arrivare in Paradiso? Ma non e’ che dobbiamo spremerci le meningi e cercare una nuova strada di uguale liberazione entro delle condizioni in cui i beni materiali non siano “enormemente ricchi” ?

Sembra non ci sia altro da fare.

A seguire c’e’ un altro fatto che va menzionato. I vari motivi sopra esposti della torta che si espande, o che non puo’ espandersi, sono tutti detti dall’uomo, hanno tutti in comune questo senso: se la natura sopporta, l’uomo continua a estorcere e prelevare. Sono convinto che “l’enorme ricchezza dei beni materiali” di Marx, intesa come un prerequisito del comunismo, l’abbia messo cosi’ tranquillamente perche’ a quel tempo ha ritenuto la natura come illimitata, bastevole per l’uso di ognuno, sicuro che l’uomo dopo essere nato diventava padrone della natura e lei sua serva.

Ma questo modo di vedere il mondo e la natura che si appoggia solo al punto di vista umano, non ha forse bisogno di essere cambiato?

Sulla terra, l’uomo e’ arrivato tardi. Prima della sua comparsa, nella terra, nel cielo, nei mari e nei laghi da molto tempo gia’ c’era vita. Se la vita non umana avesse la coscienza dell’uomo attuale per cui persino per il bagno vale la regola del “chi prima arriva meglio alloggia”, come ci considererebbero? Tiriamo in ballo il grande squalo bianco, lo riteniamo tutti feroce e meritevole di morte. Ma, nelle profondita’ marine, lo squalo bianco gira da tantissime generazioni, il genere umano e’ entrato nel mare solo da due millenni piano piano, non siamo forse come un turista che col sole a picco va a bussare alla porta per chiedere acqua? Non dovremmo quindi avere un senso di dispiacere per il disturbo dato allo squalo bianco ? Con che diritto dominiamo, disprezziamo e dipingiamo (al modo di Hollywood) loro squali come crudeli? Come cinesi, abbiamo un profondo diprezzo verso gli imperialisti che entrarono in Cina con la violenza, ma oggi i metodi usati dall’uomo sulla natura, che differenza hanno rispetto a quelli degli imperialisti?

Quando gli immigrati europei e i loro discendenti che eliminarono su grande scala i nativi americani, quando l’esercito giapponese imperversava in Cina, loro si consideravano “civili”. Non e’ immaginabile il criterio di giudizio sul grado di “civilta’”, in realta’ poggiava sulla forza e sulla violenza, con cio’ che davvero sarebbe “civilta’” non ha relazione. Da questo punto di vista, il pensiero in stile hitleriano e’ da moltissimo tempo che esiste fra gli uomini ed e’ molto comune, oggi e’ solo in un ambito assai ristretto (l’umanita’ occupa una piccola parte del mondo vivente) che abbiamo piu’ o meno compreso che il nazismo non e’ accettabile. Quando ci troviamo difronte alle altre specie viventi, siamo fondamentalmente dei nazisti.

“Chi e’ indietro (non sviluppato) deve essere bastonato”, insegnamento questo a cui siamo abituati fin da piccoli, basato sulla verita’ dell’autorafforzamento come valore, ma a pensarci oggi e’ una bugia inventata proprio da chi picchia, tale bugia condivide la stessa logica della sottomissione o addirittura eliminazione del diverso. Se su Marte o su altri pianeti ci fossero forme viventi piu’ forti di quella umana, non ci vedrebbero come noi vediamo i pesci del mare facendo di noi dei “primitivi”, “non sviluppati”, facendo di noi delle risorse naturali (6 miliardi!) enormi da cacciare?

Quando Zheng He fece la famosa spedizione, era convinto che fuori dalla Cina ci fossero solo barbari, ma, a quasi 400 anni di distanza i cinesi hanno pagato il prezzo per questa ignoranza. Oggi che si compete verso lo spazio, non e’ che c’e’ ancora lo stesso atteggiamento di Zheng He?

500 anni fa Shakespeare affermava che l’uomo era la punta del creato, nell’Europa di quel tempo era una affermazione molto importante, ma oggi non possiamo continuare a pensarla cosi’. Cento anni fa Kang Youwei ha detto che la Cina e’ solo una piccola parte del mondo, seguendolo, oggi, dovremmo affermare che il mondo e’ grande e la specie umana ne costituisce solo una piccola parte.  Nel “mondo dei molti cieli” di Kang Youwei, l’essere umano e’ solo un piccolo ospite, anche se le specie viventi sono venute prima dell’uomo, probabilmente andranno via dopo. La nostra posizione dovrebbe essere quella di Laozi che nega la supremazia sul mondo da parte dell’uomo.

Forse qualcuno non sara’ daccordo: il paragone con lo squalo bianco non regge perche’ lui e’ solo un vivente e noi invece siamo dotati di pensiero e morale, eccola la supremazia! Duemila anni fa, Zhuangzi e amici ebbero la famosa discussione sulla felicita’ del pesce ( come fai a sapere se il pesce e’ felice non essendo tu pesce? E tu come fai a sapere che io non so non essendo tu me? etc etc), se lo squalo bianco abbia o no pensiero, forse non e’ questione del genere umano. Se l’uomo abbia o no morale, cio’ va discusso entro un contesto preciso. Ricordo un documentario francese che gia’ poneva tale questione, se il genere umano fosse scomparso come sarebbe stato il mondo e la sua conclusione era: il mondo animale e vegetale, l’acqua, l’aria etc etc sarebbero stati meglio. Forse eccessiva questa conclusione, ma il genere umano ha gia’ dato una enorme pressione agli altri sistemi viventi della terra, e’ innegabile.

Poniamo un gruppo dove la persona piu’ importante ha una forza senza pari e pensa solo alla propria soddisfazione senza condividere nulla con gli altri: tale personaggio, non e’ forse detestabile? Giudicare se l’esistenza di una persona sia legittima, se si adegui alla morale, non dipende dal suo egoismo quanto invece dal ruolo che lui ha nei confronti della collettivita’ a cui appartiene. L’uomo non sta affatto da solo al mondo, apparteniamo al sistema vivente della terra (ma per ora stiamo in un ambito ristretto) e dipendiamo dal funzionamento di questo sistema per vivere, la perdita o corruzione di qualsiasi parte importante del sistema portano alla distruzione totale dell’uomo. Ma per soddisfare le nostre necessita’, estraiamo e danneggiamo seriamente quasi tutte le altre parti del sistema, ancora stupidamente ci illudiamo di poter estrarre e danneggiare in modo ancora piu’ serio le risorse del sistema per risolvere ogni sorta di contraddizione interna al genere umano! Pensiamoci su, per favore, questo tipo di uomo puo’ dirsi morale? Forse nemmeno puo’ dirsi pensante!

Certo, la mancanza di morale del genere umano e’ in senso generale, se andiamo nel particolare, nella storia ci sono sempre state persone sagge e lungimiranti, capaci di un pensiero riflessivo, negli ultimi 100 anni continui e forti sono stati gli allarmi sulla stretta relazione fra natura e uomo. Ma, tutto cio’ pare proprio che non riesca a fermare la tendenza sempre piu’ forte di estrarre e danneggiare il sistema terrestre, gli esempi fatti all’inizio di questo articolo ne sono una prova.

Cosi’, l’umanita’ scivola continuamente verso una direzione non morale e non legittima sul piano generale, soprattutto per i luoghi con uno sviluppo capitalistico piu’ forte questo scivolamento e’ piu’ duraturo, il grado di accumulazione di non legittimita’ e di non moralita’ piu’ alto, piu’ forte.

Che fare? Si puo’ fermare questa tendenza verso questo scivolamento sempre piu’ veloce?

Si potrebbe. Uno dei metodi, e credo sia il piu’ importante, e’ fare un’ operazione verso se’ stessi, operare le tante malattie interne della nostra societa’, una delle quali e’ l’istituzione economica e politica che permette ai pochi di prendersi la maggior parte della torta e non pensare a fermarli. Proprio questa pressione sociale del “chi vince piglia tutto” portera’ l’umanita’ a distruggere la natura e arrivare sull’orlo della fine dell’esistenza. La cosa urgente dunque e’ fermare questi che prendono tutto: “non va bene, avete preso troppo!”

Ci sono cose che non sembrano cosi’ disgustose ma che invece inquinano profondamente la coscienza culturale, per esempio: “l’economia deve crescere in eterno”,”l’urbanizzazione e’ il trend unico possibile”, “la scienza e la tecnologia possono tutto”, “ la natura e’ illimitatamente ricca”, “ l’uomo e’ il padrone della terra”. Le istituzioni del “chi vince prende tutto” hanno radici profonde, fissate in questa ideologia.

Ritengo che quel pensiero utopistico che vede la precondizione della liberazione umana nella produzione materiale e nell’approviggionamento di “enorme” se non “illimitata” ricchezza, vada abbandonato o almeno revisionato alla radice. Altrimenti, i molti che cercano con sforzo la liberazione dell’uomo, senza avvedersene percorreranno una strada sbagliata andando a finire in quella tendenza che scivola giorno dopo giorno in una deriva non morale e non legittima.

La vita dell’uomo di oggi non e’affatto senza cura. Dobbiamo fermare i piccoli e grandi “pigliatutto”; eliminare la rapacita’ e l’illusorieta’ del pensiero in stile Hitler, sia quando affrontiamo gli uomini sia quando affrontiamo le altre specie (anche non viventi). Questi due “quando” sono collegati e si alimentano a vicenda, basta che uno sopravviva e l’altro non muore, vanno sradicati completamente. Oltre duemila anni fa, Confucio diceva che sapere che una cosa e’ impossibile ma farla, non significa prendersi in giro ma dare valore al processo e allo sforzo, l’umanita’ di oggi deve lottare ancora di piu’. In questa lotta, noi potremo dare alla nostra esistenza dal punto di vista generale una propria legittimazione

Ottobre 2011, Chongming

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