Il Regno Foxconn e l’arrivo del movimento delle enclosure cinese

Pubblicato: luglio 19, 2011 in My Better City, Zona 區
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富士康王国与中国式圈地运动的到来

Foxconn Kingdom and the Arrival of Chinese Enclosure Movement

城市中国 Urban China, 47

di Pun Ngai e Lu Huilin

Lo status sociale e i rapporti di produzione dei contadini-migranti-lavoratori della nuova generazione sono completamente separati: dal punto di vista occupazionale sono operai industriali (edili, dei servizi etc etc) ma la loro identita’ sociale rimane comunque contadina. La carriera lavorativa gli fa vedere l’immagine della vita metropolitana, ma non gli offre quasi nessuna possibilita’ di poter diventare cittadini. Cio’ che l’epoca annienta di questa nuova generazione di contadini-migranti-lavoratori e’ il sogno urbano, rendendogli inoltre fluttuante e instabile il riconoscimento di se’ stessi.

 

La comparsa del capitalismo monopolistico della Cina attuale, ha portato il movimento delle enclosures in stile cinese a passare da uno stadio spirituale a uno sostanziale. Questa cosiddetta fase spirituale del movimento delle enclosures e’ emersa come un prodotto particolare di quel processo storico particolare della semi-proletarizzazione dei contadini-migranti-lavoratori. Si ritiene comunemente che dagli anni ’80 il rapido processo di industrializzazione cinese, non sia equiparabile con il sanguinoso movimento delle enclosures avvenuto in Inghilterra qualche secolo fa. Una ragione starebbe nel fatto che i contadini-migranti-lavoratori mantengono la propria terra nella campagna di origine, economisti e sociologi in voga mettono questa terra dentro il fenomeno del welfare, ma in realta’ questo tipo di terra che “non fa morire di fame ma non consente di poterci vivere” non ha piu’ quelle funzioni di base per garantire la vita; attraverso questo fenomeno del campo come welfare si rende ragionevole la natura per nulla ragionevole della forza lavoro della “fabbrica del mondo” dei contadini-migranti-lavoratori pagata a basso costo. Loro lasciano il proprio paese per andare a lavorare fuori, entrano in citta’ a lavorare per vivere con una “liberta’” senza scelte, e ancora di piu’ vale per la nuova generazione di contadini-migranti-lavoratori che non possono evitare tale percorso, la campagna e’ gia’ diventata terra abbandonata, la nuova generazione non ci vuole tornare.

Pursuing dreams with their bodies

I suicidi a catena dei lavoratori della Foxconn del 2010 hanno portato all’estremo le ferite e i traumi latenti. Il Regno Foxconn con uno stile gestionale fatto di spirito di impresa capitalistico e di semi-militarizzazione ha risposto alle enclosures spirituali dando alla forza produttiva dei contadini-migranti-lavoratori una natura di indeterminatezza, non solo fabbricando un enorme sistema industriale, ma creando uno spirito imprenditoriale che agevola l’accumulazione capitalistica, provando inoltre a istillare nel corpo stesso del lavoratore l’adorazione per la competizione dello spirito capitalistico.

“Crescere, il tuo nome e’ soffrire”, “Chi ha successo cerca il metodo, chi perde cerca le ragioni”, “ A meno che il sole non sorga ancora non si puo’ non raggiungere l’obiettivo”…… citazioni queste di Terry Gou (Fondatore della Foxconn, non sembra rientrare ancora nella lista dei suicidi) che dentro la Foxconn sono considerate come una bibbia, ben rivelano la quintessenza di questo tipo di spirito capitalistico, il cui paradosso sta nel fatto che questo tipo di spirito capitalistico al massimo puo’ solo stimolare il desiderio di sviluppare l’economia degli imprenditori e dei governi locali, i lavoratori invece non solo non assimilano lo spirito-foxconn, ma resistono con ogni metodo alla falsita’ di questo spirito imprenditoriale.

Alla resistenza dei lavoratori la Foxconn risponde con un metodo gestionale piramidale, la pressione del sistema produttivo tayloristico spreme al massimo grado il costo del lavoro prodotto dal lavoratore, i compartimenti della catena di montaggio si estendono fino agli spazi della vita dei lavoratori: il sistema di semi-militarizzazione compare nei dormitori, nella mensa e in tutti gli altri ambiti dei servizi della vita quotidiana: ingegneria a 360 gradi di ordine e disciplina che abbassa al massimo i costi. Missione destinata a rimanere incompleta, non solo perche’ non puo’ avere il controllo totale dei lavoratori ma perche’ ne devasta ancora di piu’ il senso della vita e del lavoro, cosi’ la Foxconn tramite un sitema gestionale e produttivo abile, spera di trasformare lavoratori con emozioni in forza lavoro calcolabile razionalmente, usando questa forza-lavoro giorno e notte senza sosta.

Se vediamo i suicidi a catena come un estremo dei lavoratori per resistere all’ingegneria dell’ordine e disciplina del capitalismo, molti di piu’ scelgono invece un altro metodo, quello di andare via: spesso non arrivano a sei mesi che lasciano la fabbrica, silenziosamente rifiutano cosi’ con una politica del corpo il sogno che Terry Gou ha costruito per loro. Nella vita quotidiana scelgono differenti strategie di lotta individuali o collettive, per esempio all’inizio di questo anno nei dormitori della Foxconn di Chengdu all’arrivo della sera ogni giorno c’era un operaio che tirava una bottiglia d’alcol dall’alto.

On the edge of the Foxconn Kingdom

Se diciamo che il modello di sviluppo della “fabbrica del mondo” in stile Foxconn non ha provveduto a creare una via d’uscita per la nuova generazione dei contadini-migranti-lavoratori che sbattono contro le “enclosures dello spirito”, allora negli ultimi anni l’allargamento su vasta scala del capitalismo monopolistico ha portato la Cina dentro una ulteriore fase dove il movimento delle enclosures e’ sostanziale. Anni fa il governo di Chongqing e la Foxconn si misero in contatto, alla fine a condizioni molto favorevoli si e’ arrivati a far investire la Foxconn nella progettazione di una fabbrica. Il 1 Gennaio 2010 il parco elettronico di Xiyongwei della Foxconn e’ stato completato, occupa un’area di 20000 mu, dieci i villaggi abbattuti; l’area del progetto prevede pero’ di arrivare a occupare 30 km quadrati, e’ dunque evidente che le demolizioni non si fermeranno. Nel Maggio del 2010, la Foxconn ha avviato la produzione nel parco. Attualmente gli operai non arrivano a 10000, ma la Foxconn ha dipinto per Chongqing un quadro attraente di belle parole sulla crescita economica e sulle prospettive industriali, l’enorme impero industriale Foxconn e’ gia’ presente in forma embrionale nell’ovest della Cina.

In questo articoletto di propaganda assimilabile a quelli del Corriere della Sera o Repubblica, il volto vero del tanto decantato o temuto Modello Chongqing con spruzzate di tradizione rossa emerge abbastanza chiaramente. I motivi per cui spostare la produzione a Chongqing sono: 1) imposizione fiscale di favore, minore rispetto alle aree della costa 2) costi per l’energia, la terra, l’acqua etc piu’ bassi rispetto alle aree della costa 3) costo della forza lavoro piu’ basso 4) viene garantita alle compagnie un costo uguale alle aree della costa per la logistica 5) accordi di favore ad ogni grado istituzionale con il Governo della municipalita’.

Chi pensa che a Chongqing si stia facendo o si alluda alla rivoluzione culturale, e’ bellamente in malafede.

Il 14 Marzo 2010 molti abitanti dei villaggi che sono in attesa della casa di ricollocamento sono andati a vivere presso “Laojie” nel borgo di Xiyong vicino alla zona della Foxconn di Chongqing (nel distretto di Shapingba e’ sorta una delle tante “citta’ universitarie” cinesi negli ultimi cinque anni, ci si sono trasferite quasi tutte le maggiori universita’ di Chongqing, dall’Accademia di belle arti alla Chongda. Mattone + Sapere+ Produzione, vale a dire Speculazione + Separazione + Sfruttamento).  La maggior parte di questi abitanti provenivano dal villaggio di Lanjia, di Xiyong dell’omonimo borgo e da altri villaggi, le cui case e terre gia’ da piu’ di tre anni sono state prese; ogni persona per l’indennizzo della casa e della terra ha ottenuto in media 27600 Rmb, in media i criteri per l’indennizzo della casa dell’ufficio competente sono stati di 200 yuan per metro quadro piu’ o meno, il risarcimento per la terra coltivata sfiora appena i 1430 rmb per mu. Per un nucleo familiare di quattro persone il risarcimento messo insieme non arriva a 100000 Rmb. Di questi soldi dopo essersi comprati la pensione per l’anzianita’ (20500 yuan a persona) e dopo aver acquistato la casa di ricollocamento (circa 650 yuan al metro quadro), ne resta ben poco. Sono gia’ passati quattro anni dalle demolizioni, e le case di ricollocamento non ci sono. Gli abitanti dei villaggi in questi anni hanno solo potuto vivere in case in affitto ma fuori dal mercato degli affitti che anno dopo anno aumenta, in questo anno l’affitto delle case a “laojie” ha gia’ raggiunto i 10000 Yuan (annuali). E poi, in questi tre anni le spese per la vita quotidiana sono aumentate moltissimo, passati tre anni gli abitanti del villaggio i soldi ricevuti per la terra li hanno gia’ spesi, tanto da arrivare a indebitarsi.

Alcuni nuclei familiari di abitanti del villaggio non potendo permettersi un affitto a Laojie, sono ritornati nel villaggio gia’ raso al suolo, hanno costruito delle baracche sopra le macerie, una famiglia se ne sta compressa in un buco scuro e siccome luce e acqua sono gia’ state tagliate, si sta con la candela e si va nello stagno, con della carta e si tira su un bagno. Torrnano di nuovo a coltivare la verdura sulla terra incolta, poi vanno a venderla al mercato di Laojie, se la passano male. Uno di loro, afflitto, dice che prima faceva una buona vita, aveva il campo e la terra, coltivandola riusciva a guadagnarsi quasi 10000 yuan all’anno, ogni famiglia aveva la propria casa a due piani, casa adatta e comoda se ristrutturata, invece ora e’ finito in questo campo come fosse uno che raccoglie rifiuti.

Tribulus over the capital and politics

Senza strada, gli abitanti del villaggio hanno scelto cinque donne come rappresentanti per andare a Pechino a fare la petizione. All’inizio di Marzo eludendo il governo locale nella stazione del treno e in altri luoghi di impedimento si dirigono verso il Dipartimento Nazionale della Terra e delle Risorse per consegnare una petizione. La speranza era di rendere noto al governo centrale le infrazioni alle legge emerse in tutto il percorso relativo alla requisizione della terra a Xiyong. Nella petizione, fra gli altri, c’erano questi punti: 1) i calcoli per l’estensione delle terre requisite non sono affatto soddisfacenti; 2) tutto il processo di abbattimento e requisizione non e’ stato affatto trasparente, i tentativi di vedere la documentazione relativa da parte degli abitanti non hanno avuto successo; 3) malversazioni e trattenute illegali hanno gia’ permesso di far trasformare le terre requisite in un costo il piu’ basso di garanzia per la vita di persone che non sono comunque ancora riconosciute come cittadini; 4) malversazioni per due anni sui costi della riallocazione transitoria per ogni persona (120 yuan al mese per persona); 5) le case per il ricollocamento sono state destinate ad altro uso, etc. etc. A Pechino, il dipartimento incaricato del governo locale di Chongqing li ha bloccati. In condizione di accompagnamento coatto, queste cinque donne sono state riportate a Chongqing, e sono rimaste in questura alcuni giorni.

L’arrivo del movimento delle enclosures sostanziale in Cina, mentre l’accumulazione rapida del capitalismo monopolistico transnazionale produce miracoli, ha dato avvio al processo di completa proletarizzazione dei contadini-migranti-lavoratori, col risultato di far perdere casa e terra a proletari che possono solo vendere la propria forza lavoro per vivere. Nel giro di pochi anni decine di milioni di contadini hanno perso le proprie case e terre decennali, per contadini che hanno dai 45 ai 60 anni e che hanno perduto le risorse per produrre e per vivere, nemmeno possono ottenere la possibilita’ di vendere la propria forza lavoro.

Questo violento movimento di enclosures ci fa vedere come nella Cina attuale fra le proposte di trasformazione del modello di sviluppo e la pratica effettiva di ogni luogo sussista una enorme distanza. Il “modello Chongqing” tanto lodato, non si e’ liberato dalle problematiche delle enclosures che il capitalismo si porta appresso e di far passare cosi’ una buona vita ai contadini; trasformare le modalita’ dell’espansione economica, praticare la concezione dello sviluppo scientifico hanno ancora un lungo cammino davanti.

Link Cortocircuiti 1, 2, 3 , 4

Generazioni di migranti a confronto

China strikes

Aggiornamento da caixin online

By intern reporter Bao Yanfang 07.20.2011 16:57

Foxconn Employee Falls to Death

The 21-year-old employee had been working at the Shenzhen plant since the end of June

(Beijing) – A 21-year-old Foxconn Technology Group employee died after falling from the sixth floor of a dorm building at the company’s Shenzhen complex in southern China’s Guangdong Province on July 18.

The man, surnamed Cai, attended a friend’s birthday party where he left slightly inebriated the night of his death, according to his cousin.

Cai joined Foxconn at the end of June, and worked as an operator in the company’s research department.

Last year, several suicides at the same plant stirred a roiling public debate over labor conditions at Foxconn. Taiwan-based Central News Agency quoted Foxconn Vice President Terry Cheng as saying work pressure could not have been a factor as the employee was still under a trainee program and had just worked overtime for only two hours in the past 20 days.

Foxconn’s spokesperson could not be reached for comment.

Caixin found that news reports of the incident were deleted on most news portal websites as of July 19.

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commenti
  1. Disorientamenti ha detto:

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