Report dal “negozio da dieci yuan” 来自十元店的报告

Pubblicato: ottobre 23, 2010 in Zona 區
Tag:, , , , , , , , , , ,

“Nella Piana Centrale , come per la costa, le citta’ si sono aperte dopo l’inizio delle “Riforme e Aperture”, sono spuntati parrucchieri, saloni di bellezza e di massaggi. Con le retate della polizia e con la forte polarizzazione delle entrate economiche delle persone, la maggior parte di questi serivizi sono andati nelle saune o negli alberghi di qualita’, quelli invece che sono rimasti sulla strada hanno cambiato nome in “negozio da dieci yuan”, vale a dire che bastano 10 yuan e puoi avere il servizio sessuale per mezz’ora” 

“Tutto a mille lire” e’ ancora un modo di dire che riusciamo a capire. Tutto a 1 euro o 5 o 10, l’importante e’ che si tratti di cose, di merci a buon mercato. Nel report che segue la merce e’ viva. Fatto normale, certo. Merce e’ l’esistenza e tutto cio’ che la riguarda, il sapere, la cura, gli affetti, le aspettative… non si dica che cio’ vale solo per il mondo attuale, la brama di ricchezza e’ antica come l’uomo, una specie di legge di natura. Cosi’ anche c’e’ il mestiere piu’ antico dell’uomo. La lingua scherza sul genere, si sa, il mestiere e’ infatti femminile. Legge di natura anche qui.

L’ideologia si nutre di tradizioni inventate e di un uso superficiale della storia e delle pratiche culturali. Niente e’ naturale, non lo e’ il valore di una merce, il valore del lavoro ne’ l’esistenza intera che definiamo in una continua contrattazione, per restare dentro a un vocabolario economicistico.

Nella enorme fluttuazione cinese (oltre a quella finanziaria, qui si intende quella delle persone, 200 milioni di migranti) dalle campagne alla metropoli, c’e’ tutto uno spazio che mescola questi due mondi, li giustappone con logiche tipiche della nostra modernita’. Modernita’ in cui l’urbanizzazione e i suoi stili di vita sono posti come cuore dello “sviluppo”, imposti con cemento ed espropri. In tale contesto l’idea risolutiva dell’allargamento dei consumi interni ha qualcosa di sinistro. Per essere piu’ precisi: la proletarizzazione incompiuta di cui abbiamo dato notizia qui e in generale nei nostri cortocircuiti, ha la questione di genere e lo sfruttamento femminile come nodo da sciogliere (o da stringere…). Lo spazio fra la campagna e la metropoli trova la famiglia investita e svestita dalle Riforme e Aperture, dove il ruolo femminile e’ sacrificato dentro il piu’ generale sfruttamento di tutte le risorse. “…si puo’ dire che il processo di colonizzazione che ha consentito alle grandi potenze di arricchirsi e dominare e’ stato condotto dalla Cina sulla sua stessa pelle, in una sorta di autocolonizzazione che si e’ fatta particolarmente sfrenata dopo gli eventi di Tian’anmen. Nulla sarebbe stato possibile senza la decisione da parte dello stato post-totalitario (suo il termine) di <capitaliazzare> tutte le risorse del paese, quelle umane comprese”. Parole di Wen Tiejun nel libro di Angela Pascucci Talkin’China (pag.34).

Un rimando utile anche al libro Factory Girls, Voices from the Heart of Modern China , di cui una recensione apparsa su IlManifesto e’ leggibile qui

L’industria della prostituzione e’ una di quelle che cresce piu’ velocemente, il suo paradosso e’ di essere presente ovunque ed essere pero’ fuori legge. Ciclici gli attacchi della polizia, le retate, gli ultimi questa estate. La questione della legalizzazione non e’ prevista non solo nel campo politico, ma nemmeno nel dibattito culturale. Non arriva al lacrimevole, la questione. Non buca lo schermo, e nemmeno il cervello dei sapienti, quelli che giocano sui feticismi nascondendo volutamente il mondo materiale dove le pratiche culturali si sviluppano, quelli che considerano insomma questi tristi e tragici problemi come un effetto collaterale dello sviluppo. Non ci sono cifre ufficiali, se 20 milioni sembra eccessivo, si parla in diversi media di dieci milioni, quattro secondo l’O.M.S.. Cifre che non superano certo i visitatori della better life proposta dal vuoto luccicante dell’expo, ma che invece sono, queste si’, la vera rappresentazione di un’aspettativa di better life.

Many city prostitutes are migrants from rural areas, reflecting the country’s rapid economic growth and urbanization. In 2008, researchers from Wuhan University interviewed 300 low-end sex workers, mainly employed in small hair salons and saunas in Wuhan, and found most only had a high school education at best and were driven by poverty in rural areas in Hubei and neighbouring provinces to come to Wuhan in search of work. Just over half the women surveyed were between 18 and 25. One in eight was under 18. About half had been doing sex work for less than a year, and the vast majority regularly switched salons in search of better conditions. The best job they could find on arriving in the city was selling sex. But the study found that after three years, all but a few had moved on to other jobs. Ye Haiyan , founder of the China Grass-roots Women’s Rights Centre, says many of those entering the sex trade today are younger than in the past. “A lot of young girls want to get rich so badly and want to make use of their beauty before it slips away,” she says. “Many new under-age prostitutes are left-behind children. They grow up lonely in their rural hometowns, lacking the care and custody of parents. Many girls quit school in rural areas at 15 or 16 to go to the cities but are enticed or trafficked into prostitution.”( He Huifeng, South China Morning Post, 20/8/2010)

postilla Maggio 2013: Abuses against Sex Workers in China, report di HRW

Report dal “negozio da dieci yuan”

(2003-2005)

Materiali linguistici popolari: registrazione a voce N. 021

Tianya (Frontiers, rivista), 2010.4, pagg 76-78

L’autore dei materiali si chiama Wang Kenan 王可楠, docente di scuole medie, residente ad Handan nella provincia di Hebei. I testi sono interviste fatte in questi “negozi da dieci yuan” nella citta’ dove vive l’autore.

I

Intervista a Cheng Yanhua, 16/11/2004

Mi chiamo Cheng Yanhua, ho 24 anni, mi vedi un po’ grassa, vero? Quando lavoravo a Zhuhai com’ero piu’ magra, 44 Kg. A 14 anni sono andata a lavorare a Zhuhai. Lavoro minorile, giusto, pero’ in fabbrica i minori erano tanti e io ero una di quelle. Sono di An Kang nello Shanxi, una zona di montagna, molto povera, mi piaceva tanto studiare, in classe ero sempre una delle prime, ma siccome a casa eravamo poveri ho studiato solo i primi cinque anni di scuola. A Zhuhai c’erano molti compaesani quindi sono andata li’ a lavorare.

Mio padre e’ un uomo onesto, coltiva la terra. Mamma e’ bella, il loro rapporto non e’ mai stato buono, litigano sempre, ogni due giorni un piccolo litigio, ogni tre uno grande. Mamma spesso va via, nel 1995 e’ venuta ad Handan per lavorare, ma i soldi che prendeva non li ha mai portati a casa, li ha sempre spesi per se’ stessa. Per un periodo l’ho odiata. Ho una sorellina e un fratellino. La sorellina ha 13 anni, e’ ancora al paese alle elementari, il fratellino invece e’ a Zhuhai per lavorare.

Quando lavoravo a Zhuhai, all’anno prendevo 5000 Yuan, per mangiare ne spendevo pochi, la maggior parte li spedivo a casa. Sono andata in tante fabbriche, a Dongguang quelle elettroniche sono molte, ma serviva il diploma di scuola media, e io non ce l’ho, quindi c’era solo da andare in una fabbrica di ceramiche a lavorare, ogni giorno per 14 ore, il tempo al bagno era sottratto da quello conteggiato per il lavoro, i lavoratori non erano vestiti uguali, c’erano quelli vestiti di rosso e quelli di giallo. Il lavoro era faticoso, non abbiamo mai visto il capo, era la capo squadra  a gestirci. La capo squadra era feroce, i suoi insulti erano proprio terribili, la odiavamo tutti. Anche lei era stata assunta e anche lei dopo fu licenziata, per strada ci vide e si mise in mezzo a noi e tirandoci ci ha chiesto di non odiarla piu’; le abbiamo detto che non c’era problema che tutti stavamo li’ per lavoro. Parole, in cuore infatti la odiamo.

14 ore di lavoro al giorno sono proprio faticose. Zhuhai e’ molto caldo come luogo, molto umido, dopo il lavoro bisogna farsi la doccia ma i posti per la doccia in fabbrica sono pochi, tutti fanno a gara per lavarsi e a volte scoppiano dei litigi. Fatta la doccia, tutti vanno alla mensa all’entrata della fabbrica per mangiare gli spaghetti di riso, 3 yuan a ciotola, abbastanza cari, le sorelle non non vogliono mangiare perche’ cosi’ possono risparmiare soldi da mandare a casa. Ma anche facendo cosi’, mio padre non era contento dei soldi che mandavo a casa, pochi, e quindi quando tornavo per il capodanno mi insultava con parole che non si potevano sentire.

Due anni fa in fabbrica mi sono messa con un ragazzo, alto e carino. Camminando per strada, tutti mi dicevano che non era per me, ma lo amavo, mi sentivo legata sentimentalmente. Siamo compaesani. Siccome lo amavo, non mi mettevo a pensare che lui era pigro. Lavorava infatti poco, e i soldi che io guadagnavo li davo a lui. Il mio fratellino anche stava a Zhuhai per lavoro, mi ha proprio sgridata, mi diceva “ma che i maschi sono tutti spariti che tu ti sei persa per questo qui?”. Non gli davo retta ai suoi rimproveri, ero presa completamente dal mio ragazzo, ma lui si ando’ a cercare una ragazza di un centro notturno. Quella ragazza era piu’ bella di me, alta, e allora ho detto al mio ragazzo che io ero brava con lui, che gli avrei dato un figlio, avremmo vissuto insieme, con quell’altra avrebbe potuto? Lui mi disse di non scocciarlo piu’, che non mi amava. E allora mi sono decisa che ne avrei trovato uno migliore, per farlo morire di rabbia. Quella ragazza per lavoro deve accogliere ogni cliente, e’ una di quelle insomma. Poi ho sentito dire che lei gli ha attaccato la gonorrea, come sono stata contenta!

Mio papa’ e mia mamma due anni fa hanno divorziato in tribunale, dopo il divorzio mia madre e’ andata nello Zhejiang a lavorare. E anche io non volevo piu’ rimanere a Zhuhai per lavorare. Ho chiesto in prestito a dei familiari 500 Yuan, e sono venuta qui ad Handan. All’inizio stavo davanti alla stazione in un piccolo ristorante per le ordinazioni. Poi non l’ho piu’ fatto, stavo per strada a girare e una ragazza, Li Da, dello Hunan, mi ha chiesto se venivo da fuori, che all’inizio ho avuto paura di lei, che magari era una poco di buono, ma poi ho capito che e’ stato un incontro fortunato, una persona buona, preziosa. Anche lei e’ stata lasciata dal ragazzo, non avevano fatto le pratiche di matrimonio e appena ha avuto un bambino, lui e’ scappato, chissa’ dove. Li Da ha portato il bambino da suo padre e sua madre al suo paese d’origine, lei e’ andata ad Handan per aprire un picolo ristorante. Dice che se fai la cameriera in un ristorante si guadagna troppo poco, meglio allora andare nei centri massaggi a lavorare, che ora e’ meglio li’ dentro, che se sei sveglia e controlli la situazione, non e’ piu’ pericoloso.

Ed eccomi qui, dieci giorni nemmeno, ho incontrato brave persone, mi hanno convinto che per  mettere soldi da parte bisogna lavorare duro e non vendere il corpo. Di non seguire i clienti a mangiar fuori con loro, di non dormire in albergo che e’ pericoloso. Ringrazio tutte queste persone, adesso spero solo di mettere un po’ di soldi da parte prima del capodanno, per darli a mio papa’. Il Fengshui di Handan e’ buono, e’ qui che spero di trovare un ragazzo che gli piaccio davvero, secondo te lo riesco a trovare?

II

Intervista a Li Bing, 6/5/2004, ore 17.00

Le condizioni a casa non sono proprio pessime, pero’ ho avuto voglia di andarmene a vedere il mondo, che poi casa non e’ lontana da qui, si trova a est di An Yang; papa’ e mamma hanno fatto anche una sorellina, non ho invece fratelli e sorelle piu’ grandi. Casa si trova in un luogo di contatto fra la citta’ e la campagna, abbiamo il campo, ma non lo coltiviamo piu’.

Ho frequentato le scuole superiori, ma non le ho finite, sono andata a lavorare. Possiamo pure dire che sono andata via per cercarmi dei ragazzi. Forse non lo sai, ma ne ho gia’ avuti piu’ di 20 che quasi tutti erano loro a venirmi dietro, e di quasi tutti i ragazzi con cui sono stata non era mica per sposarmeli, solo per divertimento. Che davvero mi ci sono divertita, la vita cosi’ deve essere. Il ragazzo con cui sto ora e’ di Guangzhou, ha una sua attivita’, mi tratta bene, non come dicono di quelli del Sud della Cina che non bisogna fidarsi. Ha gli occhi grandi, non e’ basso e mi tratta davvero bene. Nel paese ad An Yang ho avuto due ragazzi, ma non e’ andata in porto con loro, uno a mamma andava bene, ma io non provavo nulla. Mi piaceva invece quell’altro che pero’mamma era contraria perche’ di famiglia povera. Il primo aveva soldi ed era anche in gamba, a mamma certo che piaceva! Pero’ l’altro che a mamma non piaceva trattava ancora meglio la nostra famiglia, ci ha aiutato in un sacco di lavori. Prima della festa di Capodanno gli ho detto che non poteva andare fra noi, che io sarei andata fuori a lavorare e che lui invece preferiva restare in casa, insomma non ero la la ragazza di cui aveva bisogno, avrebbe dovuto trovarne una piu’ adatta. Sentite le mie parole si mise a piangere; che a me i maschi che piangono e fanno il moccio non mi piacciono proprio. Fortuna che ci siamo lasciati, altrimenti con tutti i ragazzi che ho avuto fuori e che da subito si son presi il mio corpo, non avrei saputo come scusarmi con lui.

Ora mi vanno bene le cose, ho un ragazzo che si preoccupa per me, non mi manca nulla. Sono venuta a lavorare nel “negozio da dieci yuan” per divertirmi, mica per soldi, che’ il mio ragazzo non me lo permetterebbe mai di lavorare fuori. Quando stiamo insieme nessuno fa da mangiare, a me proprio mi scocciano queste cose di casa. Nessuno fa da mangiare, ce ne andiamo a mensa, per il capodanno qui ad Handan non abbiamo cucinato. Non abbiamo mai detto di sposarci, e va proprio bene perche’ dopo il matrimonio devi metterti a pensare a tutte le cose di casa, cosi’ non va proprio. A me piace essere coccolata e amata, come quando si e’ innamorati, non sposati. Pero’ mi piacciono anche i bambini; mi piacerebbe davvero averne uno, una bambina, ma senza un matrimonio formale e con una bambina non va bene.

Va be’, basta parlare, che voi scrittori state sempre a ricamarci sopra. Il professore di scuole superiori di lingua cinese era uno scrittore, scriveva storie uguali a quelle vere, e io non gli credo. Non mi piacciono gli scrittori, oggi se avessi saputo che sei uno scrittore non te le avrei dette tutte ‘ste cretinate. Bene, te le ho dette e tu non devi assolutamente scriverle perche’ e’ il mio modo di vivere, non me ne faccio carico a consigliarlo a nessuno. Bene, non stare qui a prendere altre parole, se vuoi un massaggio, te lo faccio, se no basta. Non aggiungiamo altre parole.

III

Intervista a Xiao Yang, 9/8/2004 ore 19.00

Mi chiamo Xiao Yang, ma il mio nome vero e’ un segreto, me l’ha insegnato il capo, dice che non devo mai rivelare il mio vero nome ai clienti.

Mi chiedi quanti anni ho, quest’anno ne ho 15. Troppo piccola? Ma no, l’altro giorno e’ venuta una compaesana di 13 anni a fare massaggi qui. Io sono cresciuta presto, a 13 anni ero alta come mi vedi ora, gia’ allora sembrava che avessi 15 anni, ah ah.

Come sono arrivata ad Handan? Ho seguito un compaesano. E’ arrivata una telefonata a casa chiedendo se volessi fare la cameriera, che nessuno dice mai la verita’. Adesso quest’anno ci sono dei soldi da usare, senza soldi non si fa nulla. Qui sono la piu’ piccola, e la piu’ protetta/chiusa, lo scorso anni non ho messo su soldi, solo 3000 yuan e non sono tornata a casa per il capodanno, non ci arrivavo coi soldi.

Quest’anno mi sono aperta un po’, e ho guadagnato di piu’. Ah ah, come aprirsi, ehi ma tu davvero non ci vieni mai a fare massaggi? Non lo sai che significa aprirsi? (si avvicina al mio orecchio e dice che aprirsi significa “tu mi massaggi come vuoi e io ti massaggio confortevolemente”). Mi chiedi se mi va bene? All’inizio no, c’erano clienti che mi toccavano il seno, e io li sgridavo gli dicevo che erano feccia, e il padrone mi sgridava: non puoi non farli fare, i clienti sono come dio, non li puoi insultare. Alcuni clienti mi volevano picchiare, la maggior parte si mettevano a ridere e dicevano che ero troppo piccola, che mi levassi dalle scatole.

Quest’anno mi sono aperta, volevo farlo, massaggiare e’ solo massaggiare, non c’e’ male, voi uomini avete questo piacere, che vi piace toccare noi ragazze. Ah ah, a me non piace mai di mio toccare i cienti per prima, non c’e’ verso, fanno loro per primi. Ma tu, mi sembri bravo, non mi tocchi. Ogni mese ne incontrero’ due o tre come te, educati, eleganti ma quelli bravi purtroppo sono pochi.

Mi chiedi se voglio fare il funzionario governativo? Non prendermi in giro….non ci ho mai pensato, pero’ si’, ecco, se lo fossi farei un avviso, che tutti i maschietti venissero abortiti. Ah ah, quale sara’ il risultato non lo so, ma questo aborto suona bene, cosi’ non vengono piu’ a cercarci per infastidirci a noi ragazze.

Mi chiedi se voglio studiare, ma certo! Studiare e’ buono, ascoltare quel che dice il professore, capire molto di piu’ del mondo. Papa’ e mamma non sono andati a scuola, noi dove siamo in montagna e’ alto alto. Dove? Nello Hunan, non lontano da Jinggang, ti canto una canzone di montagna (inizia a cantare). Penso a papa’ e mamma? Si e no, hanno divorziato, papa’ si e’ messo con una del villaggio piu’ grande di lui di 5 anni, mamma e’ andata a lavorare a Wenzhou, e li’ si e’ sposata di nuovo. A stare con i nonni non c’era senso e allora sono andata a Wenzhou da mamma, ma per il lavoro non poteva darmi retta, allora ho seguito una ragazza fino a questa citta’ da voi.

Fratellone, qui da voi ci sono proprio pochi uccelli, da noi al villaggio gli uccelli sono tanti, belli e d’ogni tipo, anche i gufi, una mattina presto c’era una cosa nera accovacciata sul davanzale, il nonno l’ha preso e l’ha messo in una gabbia, l’ha allevato per un sacco di tempo e poi l’ha liberato.

Se mi sono abituata ai cibi di qui? Quando sono arrivata proprio no, poco riso, sempre mantou e spaghetti, noiosissimo. Ora mi sono abituata, e sono ingrassata, a mangiare questi cibi nordici vostri si ingrassa. Come andra’ in futuro? Davvero non c’ho pensato, guadagnare dei soldi, il futuro….comunque bisogna sposarsi, se qualcuno mi piacera’ allora andro’ con lui.

Eh, su questo ci faccio attenzione, non preoccuparti, non faro’ ‘ste cose con nessuno ne’ andro’ negli hotel a seguire chissa’ chi. Un cliente aveva trattato col padrone sul prezzo per “l’apertura completa”,1000 yuan, ma non ci sono andata…. questo mese non permetto a nessuno di toccarmi la’ sotto, ho un forte prurito… ma no, no non c’e’ bisogno, abbiamo le medicine, grazie fratellone, sei un uomo bravo.

IV

Intervista a Liu Mei, 5/3/2005 ore 11.00

Mi chiamo Liu Mei e mi piace molto parlare con chi ha cultura. Indovina un po’ quanti anni ho (dico 26), ne ho 32. Sai com’e’ che sono finita ad Handan? Sono stata venduta. Ma non venduta da estranei, da una mia zia acquisita che non ha rispettato nemmeno i doveri verso la propria di famiglia.

Questa zia aveva una figliola e l’ha venduta ad Handan, mi ha detto che ad Handan c’era lavoro per me, l’ho seguita, parliamo di fatti del 1992. Il mio paese e’ Mianyang, una zona di montagna del Sichuan, molto povero e quella era la prima volta che prendevo il treno, che cambiava a Zhengzhou, pieno di gente li’, e avevo delle sacche enormi. Mi aggrappavo stretta al vestito della zia per paura di perdermi. Arrivata ad Handan, tutto era estraneo, come stare in un’altra nazione, avevo paura di non riuscire ad andare avanti. Sono andata in un grande villaggio, l’abbaiare dei cani cosi’ forte, nemmeno mi sono levata i vestiti e sono crollata a dormire; quando mi sono svegliata, la zia non c’era piu’, vado a cercarla, allora fuori dalla porta qualcuno mi afferra per il braccio e mi dice che la zia s’e’presa da loro 5000 yuan ed e’ andata via, che io non ero arrivata li’ per lavorare, ma per sposarmi. Cielo! All’improvviso mi si chiarisce tutto, sono stata ingannata e venduta dalla zia, odiosa, se ti becco ti uccido di sicuro! Scappo fuori, ma c’e’ poco da correre, intorno c’e’ tutta gente loro. Non lo sapevo che a 10 Km c’era la stazione, ero una ragazza che non era mai uscita dal proprio paese, verso dove avrei dovuto correre?

Inutile correre, poco da fare a convincerli, alla famiglia di quello che avrei dovuto sposare  allora dico che mi hanno comprata per sposarmi ma non sono consensiente, che non mi forzino. Se mi costringete mi ammazzo, e vi faccio buttare i soldi che avete speso. Forse la zia li aveva avvisati del mio carattere, e non mi hanno forzato a stare nello stesso letto con lui. Non abbiamo fatto nessun contratto matrimoniale, non c’e’ certificato, ci sono stati diversi banchetti matrimoniali e quelli sono stati la cerimonia, ma non lo facevo dormire con me comunque. Lui ha 13 anni piu’ di me, di mestiere guida il trattore, se ne stava tutto il giorno a guardarmi perche’ temeva che scappavo. Ma anche lui era uno onesto, lo capivo bene, durante il capodanno bevve dell’alcol e di notte venne da me, mi disse che non voleva costringermi, gli serviva solo che gli dessi due figli, cosi’ che avrebbe potuto avere in futuro su chi appoggiarsi, che bastava avere dei figli e avrei potuto far quel che volevo, se fossi tornata a casa nel Sichuan non me lo avrebbe impedito. Dopo che mi sono ammorbidita, gli ho permesso di prendersi il mio corpo. Dopo essere rimasta incinta non mi ha costretto, gli ho dato due figli e cosi’ sono stata libera di andare dove volevo. La piu’ grande e’ una femmina, l’altro e’ maschio. Quando la maggiore aveva tre anni sono venuta in centro citta’ per lavoro, per mia figlia. Nel villaggio del “marito” non manca il cibo, ma mancano i soldi e quindi bisogna andare fuori per lavoro, lui e’ troppo onesto, non gli riesce nulla e quindi si e’ appoggiato a me per i soldi, per costruirsi una casa e comprare tre carretti. In citta’ ho principalmente lavorato in un ristorante, ho imparato a cucinare, a volte facevo da cameriera e a volte da cuoca; ma ho anche lavorato come ragazza nel bar a Shahe. Ah ah, a quei tempi in un ktv facevi un sacco di soldi, i clienti ti prendevano solo per mano ed erano 50 yuan; se ci ballavi erano 200 yuan….. ora le persone sono sempre piu’ tirate,  fanno tutti le loro cosette ma non e’ detto che tirino fuori i soldi. Anche se sono sposata, non ho permesso a nessuno di stare con me, uno era disposto a spendere 3000 yuan per stare con me una notte, ho rifiutato. Cattiva sorte, avuti due figli e non sapere ancora cos’e’ un sentimento di amore, dovevo proteggere il mio corpo fino a che non sarebbe arrivato l’uomo che ti da’ vero amore.

Nel 1999 mi sono messa con un uomo, e’ dello Shandong, ad Handan ci viene per business, anche se ha moglie e figli mi voleva bene e ci siamo messi insieme. Lui mi voleva davvero aiutare, e cosi’ mi dice che visto che andavo bene nel lavoro del ristorante, allora andiamocene a Pechino e li’ te ne apri uno come padrona. Con il suo aiuto, ho aperto un piccolo ristorantino a Pechino, lui ha aperto un suo negozio di vetri, e cosi’ abbiamo vissuto insieme a Pechino. Quando mio figlio maschio ha fatto tre anni, ho contattato la mia famiglia di Mianyang nel Sichuan, non se la passavano affatto bene e nessuno voleva che ritornassi li’. Quando ho aperto il ristorantino a Pechino, mi sono portata allora il figlio di un parente stretto insieme a mia madre, il ragazzo lavorava con me, mia madre se la passava abbastanza bene a Pechino.

La sorte di mia madre e’ stata davvero triste, data in sposa a mio padre che gia’ si era sposato e aveva di suo tre figli, sposato con mia madre poi, ne fecero quattro. E mia madre si e’ ritrovata con sette figli, triste sorte. A casa ero la piu’ piccola, quando avevo tre anni mio padre si e’ ammalato ed e’ morto, la vita si fece ancora piu’ difficile, le mogli del terzo e del quarto fratello non andavano daccordo con mia madre, ed e’ per questo che poi e’ venuta a Pechino da me. Io a 19 anni sono stata presa in giro e venduta, con mia madre non ho piu’ comunicato facilmente. Aperto il ristorantino, ogni giorno dovevo occuparmi di comprare il cibo, fare i conti, spesso cucinare io stessa, insomma ero molto impegnata. Cosi’ impegnata non riuscivo a parlare con mia madre, darle retta e lei non era soddisfatta, sempre a darmi noia e criticare. E io anche non ero proprio soddisfatta delle sue critiche, e questo suo atteggiamento arrivo’ a condizionare il rapporto col mio uomo, che comincio’ a non soffrirla piu’. Questo non mi rese contenta, perche’ se sono io insoddisfatta, posso nasconderlo agli occhi di mia madre, ma ad un estraneo non posso permetterlo.

Il terzo e quarto fratello se ne stavano nella Mongolia interna a lavorare, d’un tratto accadde qualcosa e vennero a Pechino a cercarmi, dovetti dargli tutti i soldi che avevo tirato su faticosamente. Il ragazzo di famiglia che lavorava con me anche non era soddisfatto di me come padrona, ma piu’ importante fu che anche io iniziai a non essere piu’ soddisfatta della relazione col mio uomo, a quasi 30 anni non potevo rimanere sempre la sua amante. Volevo essere una moglie, avere una famiglia mia, quindi ho deciso di tornarmene ad Handan. Ho provato a dire al mio uomo che avrei venduto il ristorantino. Non ebbe reazioni, io sono determinata e quindi l’ho venduto davvero, 20000 yuan. Dopo la vendita, ho rimandato i familiari al loro paese; a Pechino, da sola, ho comprato un tre ruote e alla stazione degli autobus di lungo percorso e mi sono messa a trasportare merci. Dopo due mesi, ero troppo stanca e quindi ho deciso davvero di tornare ad Handan, ho impacchettato tutto sul tre ruote e sono andata alla stazione sud di Pechino, solo allora ho chiamato il mio uomo dicendogli che stavo per andarmene proprio in quel momento. Mi disse di aspettarlo, di non muovermi. Arrivato, mi prego’ di non partire, si mise a piangere. Ma ero decisa, e fortuna che ad aspettare con me c’era una persona che non aveva portato nulla con se’ e ho potuto trasportare tutte le mie cose in treno usando il suo spazio. Arrivata ad Handan, ho cambiato numero di cellulare, ho bloccato tutte le informazioni su di me con i suoi amici, ho rotto ogni possibile forma di comunicazione con lui.

Dopo, non sono andata nel villaggio vicino ad Handan dove stava mio “marito”, in citta’ mi sono messa a fare ogni tipo di business, dal vendere ravioli a vendere assicurazioni, pensavo di essere in gamba. Non avevo l’aiuto di nessuno, solo le mie forze, quando non riuscivo, poco da fare, cambiavo strada. Speravo di trovare il partner adatto a me, ma ho due figli e non e’ cosa facile. In un momento di difficolta’, conoscenti mi hanno presentato un uomo, piu’ grande di me di 20 anni, bello, che appena ci siamo visti mi ha detto subito che cercava una donna, non sposata. Io gli ho detto che avevo individuato un posto per aprire un ristorantino, che mi prestasse 6000 yuan! E per lui andava bene. Me ne diede 4000 e per gli altri mi disse di aspettare due settimane. Poi mi porto’ il resto, e io non li ho presi. Gli ho detto che non avevo individuato nessun posto per aprire ristoranti, che era solo una prova. E cosi’ ci siamo messi insieme. Ho affittato una casa in citta’, a pranzo lui veniva a riposare e la sera se ne tornava a casa sua. Mi cercava solo per soddisfare se’ stesso, sua moglie si era operata e non aveva piu’ l’utero, le donne quando fanno questa operazione non hanno piu’ interesse per l’attivita’ sessuale, questa era la loro situazione.

Lui aveva gia’ 52 anni, e la sua di sessualita’ non e’ che andasse bene, anzi, faceva sesso con me due volte al mese, e quelle volte mica andava bene, io non arrivavo mai a provare piacere, insomma non gli funzionava. Pero’, se ho un uomo, non ne cerco altri e non permetto ad altri di prendersi il mio corpo. Certo, in quel modo, non e’ che si poteva andare avanti, ci sono stata due anni, nessuna felicita’, non si poteva continuare. Volevo un mio matrimonio, una mia famiglia, una persona da amare legalmente.

Be’, ho parlato tanto, basta cosi’, di tutte le brutte cose che ho subito qui ad Handan non basterebbero quattro giorni interi per dirtele. Magari in futuro te le diro’. Adesso a lavorare nel “negozio da dieci yuan”, si tratta solo di un espediente, non continuero’ certo a stare qui. Fratello, voi siete uomini di cultura, giornalisti, conoscete un sacco di gente, se incontri un uomo adatto, devi presentarmelo, capito?!

Le immagini che accompagnano queste traduzioni sono di disorientamenti e non provengono dalla rivista Tianya.

A tutti gli eleganti stranieri che investono in Cina o che lavorano duramente per le magnifiche e progressive patrie sorti, speriamo che questi testi possano farvi venire piu’ di uno scrupolo la prossima volta che entrerete nei centri massaggi vicino al vostro villino, magari pagato dai contribuenti (villino e massaggio). Che il Viagra vi intossichi!

Annunci

I commenti sono chiusi.