Cortocircuiti 4: Contadini lavoratori migranti: proletarizzazione incompiuta. Vedere la Cina dai suicidi della Foxconn/Pun Ngai 潘毅

Pubblicato: luglio 2, 2010 in Zona 區
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Pun Ngai (潘毅) 14/5/2010 China University of Political Science and Law

Un saluto a tutti gli studenti, questo e’ il secondo appuntamento del “forum su globalizzazione e sviluppo sociale”. Questo forum e’ organizzato dal centro di studi di politica ed economia internazionale. Oggi abbiamo invitato la Professoressa Pun Ngai (Pan Yi) che ha una esperienza di studi eccezionale formata nell’ambito sociologico in universita’ inglesi e di Hong Kong. Vedendo il video sui contadini lavoratori migranti, mi sono venute in mente queste parole di Marx: la borghesia ricerca quotidianamente la liberta’ nel campo politico, ma nella fabbrica stabilisce la propria autocrazia sui lavoratori. I contadini lavoratori migranti hanno fatto guadagnare al nostro paese una grande quantita’ di valuta straniera collegata all’economia virtuale e all’economia di consumo statunitense; un economista statunitense ha detto: le basi dell’economia virtuale e di consumo statunitense quali sono? Queste basi quando inizieranno a crollare? Quando finiranno i trasferimenti dei contadini lavoratori migranti , forse questo modello dovra’ affrontare una crisi. Le problematiche legate ai contadini lavoratori migranti sono un punto centrale per comprendere l’economia globale, la societa’ e l’economia contemporanea cinese, ma i nostri studiosi si concentrano soprattutto su prospettive legate al GDP e all’economia mondiale, i contadini lavoratori migranti sono cosi’ solo forza lavoro, capitale umano, eppure anche loro hanno una propria vita e psicologia, per questo prego la Prof Pan Yi di affrontare questa questione partendo dalle sue particolari descrizioni e profonde analisi accademiche .

Pun Ngai: vorrei affrontare il tema attraverso il video appena visto. Sono gia’ otto i morti alla foxconn (e non sette), il professore della Qinghua dice che il tasso dei suicidi non sembra poi cosi’ alto, il giorno dopo una ragazza di 24 anni si e’ buttata dal palazzo. Io personalmente ritengo che questi fatti siano enormi, ed e’ importante sapere con quali criteri dobbiamo valutarli e cosa sia mai il tasso non alto di suicidi; la seconda questione e’ che, guardando i media mainstream, si fa  del suicidio una questione legata alle persone, un giovane laureato che sembrava aperto e gioioso, poi si suicida va ricondotto a un problema spirituale, altri prima che si sono suicidati vanno ricondotti a problemi di umore. Fra questi c’e’ un lavoratore maschio, a causa di problemi di fertilita’, e’ stato messo nel suicidio per pressione psicologica. Dopo il settimo suicidio alla foxconn sono stati chiamati noti psicologi ma non hanno fatto un buon lavoro, recentemente sono stati chiamati dei preti taoisti. Foxconn preferisce vedere il problema come questione di Fengshui e di psicologia e non invece come problemi di gestione di impresa o problemi della societa’. Vediamo il problema da un punto di vista sociologico.

Tutta la tematica odierna la vorrei allargare per poter arrivare ad interpretare i contadini lavoratori migranti nel processo di formazione di una nuova classe operaia. I miei libri sono sulla prima generazione di contadini migranti lavoratori, ultimamente ho scritto degli articoli sparsi sulla seconda generazione, vorrei mettere questa seconda generazione nel contesto teorico marxista, nella formazione del proletariato, aggiungere poi alcune teorie postmarxiste, vedere se e’ possibile interpretare i suicidi e gli scioperi quali fenomeni di protesta nel quadro della tradizione teorica marxista o della sociologia. Certo che non consideriamo il suicidio come cosa normale, se cosi’ fosse gli operai coreani che si danno fuoco  sarebbero solo un atto da vedere come monito verso la societa’, cosi’ poi gli operai giovani cinesi che si suicidano sono solo dopotutto un modo per dire alla societa’ del trattamento ingiusto subito, e’ una tragedia troppo forte. Oggi evito tutti i dettagli delle morti, li abbiamo visti nel video. I suicidi avvenuti da Gennaio fino a oggi, sono stati commessi da ragazzi che avevano dai 18 ai 24 anni, le modalita’ del gesto sono le stesse, buttarsi dal tetto di un palazzo. Gesto senza ripensamenti quello di buttarsi da un palazzo. Di questi otto, due sono rimaste ferite e non sono morte, due operaie. Feriti o deceduti, come comprendere questa tragedia? Metterla dentro il contesto dell’impresa o mettere le problematiche interne dell’impresa dentro un contesto piu’ ampio fatto di 230 milioni di contadini migranti lavoratori? E perche’? Per dire che questa impresa ha condizioni migliori di quella, il salario di questa e’ piu’ alto di quella? A Shenzhen, il salario comune di un operaio sta tra 1000 e 1500 rmb, quello della foxconn sta tra i 1500 e i 2000, fondamentalmente piu’ alto di 500 rmb rispetto ad altre; le condizioni lavorative, la gestione anche sono leggermente migliori di altre, per questo, se in altre imprese piu’ piccole c’e’ il problema di trovare operai, alla foxconn ogni mattina alle 5.30 c’e’ gente che fa la fila per entrare in questa fabbrica. Considerato questo punto, possiamo dire che si tratta di una rappresentazione in piccolo della situazione comune dei contadini lavoratori migranti, se continuiamo a innalzare le condizioni di lavoro alla foxconn, significa poter innalzare le condizioni di vita dei contadini migranti lavoratori.

Tre le parti fondamentali della nostra discussione. Nel contesto della Cina divenuta fabbrica del mondo, penso che il segreto per cui lo sia divenuta consista nel sostegno che le e’ stato dato dietro da parte di 230 milioni di contadini migranti lavoratori, senza di loro la Cina non sarebbe arrivata ad occupare il primo posto come fabbrica del mondo negli ultimi 20 anni grazie al basso costo. Oggi noi abbiamo diversi primati, quello delle esportazioni per esempio, Foxconn e’ infatti la prima esportatrice globale di elettronica, oggi che costruiamo Shenzhen, Shanghai etc etc, diciamo sempre che siamo ai primi posti nel mondo, ma dovremmo accorgerci che lo siamo anche per il tasso di suicidi della forza lavoro giovanile, io lo credo, nonostante gli psicologi ci dicano che il tasso non e’ alto. Quando noi mettiamo la formazione della classe operaia nel quadro della Cina come fabbrica del mondo, vediamo chiaramente chi sta costruendo la ricchezza, chi sta in definitiva edificando la Cina come fabbrica del mondo, chi si sacrifica, chi ne trae beneficio, vediamo che oggi si e’ gia’ riproposto il fenomeno della societa’ di classe, perche’ da paese socialista, che di suo si dovrebbe liberare dai rapporti di produzione capitalisti, ha permesso alla divisione di classe di dilagare profondamente nei rapporti sociali.

Io sono diventata marxista proprio quando per la prima volta sono entrata nelle zone industriali cinesi, la prima volta che sono entrata in fabbrica. Sono entrata in fabbrica quando ero ancora studentessa universitaria nei primi anni ’90, a quel tempo a Hong kong ci sono stati dei grandi cambiamenti economici, molte fabbriche si trasferivano nella Cina continentale, gli operai di Hong Kong hanno affrontato la disoccupazione, quando poi sono andata nella Cina continentale mi sono accorta del fenomeno dei contadini migranti lavoratori che anno dopo anno andavano nel Guangdong per lavorare, questi movimenti della societa’ mi hanno colpita, andandoci sono rimasta esterrefatta perche’, da studentessa cosidetta cresciuta nel capitalismo, la cosa che non riuscivo a tollerare era che  proprio nella patria del socialismo si permettesse il bruto sfruttamento capitalistico, e questo sfruttamento negli anni ’90 era piu’ forte rispetto ad oggi; quando sono entrata in fabbrica ho chiesto a un po’ tutti quale fosse il loro salario,quale il livello salariale. Ero in una fabbrica di componenti elettroniche, faceva i cellulari di allora. Sono entrata nel ‘95, quanto costava quel tipo di cellulare allora? 10.000 rmb. E lo stipendio comune di un operaio? Quante ore al giorno? In media 14, senza sabato e domenica. Forse i vostri genitori sono stati la prima generazione di contadini lavoratori migranti che abbiamo intervistato, quella situazione ce l’hanno chiara. Quando entrai in fabbrica, mi arrabbiai profondamente, lessi Il Capitale di Marx, e trovai che la situazione ivi descritta non riusciva ad arrivare alla gravita’ di cio’ che accadeva negli anni ’90, lo stipendio di cui parla Il Capitale e’ calcolato in base alla settimana lavorativa, ma quando sono entrata spesso lo stipendio non veniva dato per oltre tre mesi e il tempo di lavoro era molto lungo. Agli inizi degli anni ’90, spesso in fabbrica c’erano incendi, gli operai ci morivano in fabbrica e nel dormitorio. Il Capitale descrive la situazione indistriale del XIX secolo, ha influenzato la rivoluzione socialista dopo Marx, quelle condizioni degli operai e invece i suicidi della Foxconn se li mettiamo a confronto, ne vien fuori che Marx era un po’ piu’ felice 🙂

Cambiamo prospettiva, all’inizio degli anni ’90 la pressione sul lavoro era molto piu’ forte, lo stipendio era solo di 500 rmb attuali, e invece oggi lo stipendio aumenta, da 1000 a 1500 rmb, l’affollamento nelle camere e gli spazi della fabbrica sono migliorati, le condizioni di vita lavorative sono migliorate. Ma allora, mi chiedo come mai i suicidi e gli scioperi degli operai non si sono verificati con la prima generazione di contadini lavoratori migranti e invece si verificano oggi? Quando sono entrata in fabbrica, ho visto le condizioni orrende di lavoro e tutta la situazione complessiva mi ha fatto arrabbiare, non capivo come mai nel nostro paese socialista di potesse verificare una cosa cosi’, ero proprio arrabbiata, eppure le operaie non lo erano, pensavo che cio’ dipendesse dal fatto che erano angosciate, sotto pressione, che non ci fosse modo affinche’ cio’ che provavano in cuore potesse uscire fuori; eppure non ho visto suicidi, capitavano morti improvvise o per la fatica, ma non in modo grave come oggi. Negli anni ’90 abbiamo visto gli operai inizare ad arrabbiarsi, mettersi a scioperare, dopo il 2000 nel delta del Fiume delle Perle e in particolare a Dongguan, a catena si sono verificati scioperi, con migliaia di persone che vi partecipavano, anche se non c’e’ stata nessuna copertura mediatica. Dopo, qualche media si e’ interessato, una volta coperto i fatti pero’ non hanno continuato perche’ gli scioperi erano diventati cosa comune, in particolare a Dongguan, gli scioperi non attirarono piu’ l’attenzione dei media.

Ma come possiamo interpretare le differenze fra le due generazioni di contadini lavoratori migranti? Dobbiamo riflettere bene su questo tema, la prima questione deve domandarsi come e’ che sono emersi i contadini lavoratori migranti. La seconda e’ legata a quanto detto pocanzi, la differenza fra le due generazioni di contadini migranti lavoratori, nella medesima composizione di classe, rapporti di produzione, lavoro nella fabbrica del mondo e stessa condizione in cui affrontano le contraddizioni del capitalismo, tuttavia perche’ fra le due generazioni la differenza e’ cosi’ grande, questione questa da discutere. La terza questione va riportata all’interno del processo di formazione della nuova classe dei contadini lavoratori migranti, una volta posta la questione non c’e’ modo di farla rientrare completamente entro il processo di proletarizzazione, in trenta anni di rimodellamento il contadino e’ diventato lavoratore (temporaneo, senza garanzie), soggetto del lavoro ma non lavoratore (a pieno titolo),non e’ chiaro se sia ancora contadino o lavoratore, anche se oggettivamente le condizioni si sono formate, tuttavia da un punto di vista soggettivo come lavoratore ha un problema legato alla propria identita’; per questo, in merito alla questione del riconoscimento vorrei aggiungere alcuni contenuti teorici del post marxismo. Vale a dire che nel passaggio da classe in se’ a classe per se’, subentrano fattori complessi e difficili. Se mettiamo questo aspetto nella condizione particolare cinese, nel processo di coinvolgimento dell’economia globale capitalista, e facciamo un paragone con gli altri paesi, non vi sono grandissime diffrenze, la particolarita’ di oggi sta nei nostri contadini migranti lavoratori, perche’ i contadini migranti lavoratori ancora hanno tale identita’, e’ chiaro infatti che stanno in fabbrica a lavorare, ci hanno lavorato dieci, venti anni, ma pur avendo una posizione di lavoratore essa poi gli viene negata, la sua coscienza di soggetto ancora non si e’ formata completamente.

Oggi che veniamo a fare paragoni con la storia degli altri paesi, stiamo o no assistendo alle Enclosures anche da noi? Pero’ le Enclosures, la caratteristica di questo fenomeno ha delle differenze rispetto agli altri paesi occidentali o del terzo mondo. Perche’ la nuova generazione dei contadini migranti lavoratori non ha piu’ modo di tornare al villaggio e allo stesso tempo non ha modo per restare in citta’? Non puo’ rimanere e non puo’ tornare. In questa situazione bloccata, in questa condizione di classe proletaria a meta’ non dobbiamo forse ricercare i motivi dei suicidi e delle proteste dei contadini migranti lavoratori?

Penso che il fenomeno dei contadini migranti lavoratori non si possa separare dallo sviluppo degli ultimi 30 anni. All’inizio fu la riforma, e la riforma comincio’ dalla campagna, principalmente distruggendone la dimensione collettiva, favorendo l’emergere di picccole economie contadine, vale a dire che ogni famiglia ebbe il suo pezzo di terra, si rilascio’ una grande massa di forza lavoro, quindi la base di questa forza lavoro va ricercata nella fine del collettivismo, cioe’ un eccesso di forza lavoro contadina. I nostri sociologi usano una bella espressione per questo fenomeno: una ricca forza lavoro. Non importa se in eccesso o ricca, importa dire che una generazione di giovani non ebbe piu’ nulla da fare in campagna, nessuna opportunita’ di lavoro, la terra della campagna non poteva piu’ accollarseli, cosi’ i loro bisogni presero a fluttuare verso l’esterno in cerca di occasioni di lavoro. Questa volta e’ l’apertura, nelle citta’, in particolare quelle delle costa dove arrivavano capitali stranieri, cosi’ venne fondata la Cina come fabbrica del mondo, il suo retroscena e’ dunque la forza lavoro a basso costo; questa riforma e questa apertura hanno interamente fabbricato il segreto dei contadini migranti lavoratori.

Queste sono le condizioni del paese, poiche’ la forza lavoro e’ troppo vasta, questa nostra forza lavoro in eccesso se negli anni ’80 non fosse stata assorbita dalle “fabbriche di sudore e sangue” non avrebbero potuto avere nemmeno quelle minime occasioni di progresso. In base a quel che ho capito allora, al tempo con due o trecento rmb (mensili?!) si pagava la forza lavoro per oltre dieci ore (giornaliere?!). Al tempo venivo proprio da Hong Kong, che fosse una lavoratrice di Hong Kong o io che lavoravo a Shenzhen, che fosse una fabbrica di giocattoli o elettronica, il prodotto era uguale, il capitale anche, il marchio anche era lo stesso. Per esempio, per fabbricare prodotti Disney, tutti sanno che questi sono prodotti abbastanza cari, per un bambolotto ci vogliono 200 rmb, piu’ caro si arriva a 300; stessa fabbrica, stesso contesto, negli anni 80 a Hong Kong si arrivava a guadagnare 5000 o 6000 rmb, all’inizio degli anni ’90 piu’ o meno 6000 (facendo straordinari). Stessa fabbrica, superato il confine a Shenzhen, apre una nuova sede, produce la stessa merce per 200/300 rmb mensili,e questa differenza mi veniva difficile da capire, da accettare, invece per quelli che avevano senso patrio era comprensibile, dicevano che le due societa’ erano situate in uno stadio di sviluppo differente, c’era una grande massa di forza lavoro e quindi usare la forza lavoro a basso costo poteva far aumentare lo sviluppo, addirittura portare la Cina verso il sistema capitalistico globale, consentirne il primo passo. Ma io, che non ne capivo di senso patrio, mi chiedevo se, dando alla lavoratrice 400 rmb mensili, il capitalista di Hong Kong o di Taiwan non sarebbe piu’ venuto a investire. Ieri come oggi, se alziamo lo stipendio, davvero la Cina non e’ piu’ fabbrica del mondo, non segue piu’ la strada di sviluppo intrapesa finora? L’innalzamento dello stipendio per loro non ha nessun vantaggio, vedono infatti la forza lavoro non come persone, la forza lavoro a basso costo non richiede al padrone di considerarti come persona. Per questo non ha utilita’, per loro, l’aumento di stipendio. Quando sono entrata in fabbrica, loro non avevano nessuna fiducia sui lavoratori, per strada o quando si andava a mangiare si sentiva sempre dire che gli operai cinesi sono difficili da gestire, agli operai cinesi piace particolarmente rubare la merce. E’ cosi’? Certo, rispetto agli operai di Hong Kong e Taiwan il fenomeno del furto della merce e’ piu’ forte. Nei depositi delle fabbriche di Hong Kong le finestre sono aperte, in quelle di Shenzhen hanno le sbarre di ferro per paura dei furti. Un operaio della Foxconn si e’ ucciso per aver perduto il modello prototipo di IPOD, questa pressione deriva dalla paura dell’azienda di subire furti. Ma pensateci un po’ sopra, al tempo nella fabbrica dove stavo si arrivava a 400/500 rmb e il cellulare che si produceva ne costava 10000. Considerate questa, di differenza.

Classe, sfruttamento, questi concetti, sopratutto dopo che sono andata a Pechino, ho notato che in molti hanno timore ad usarli, penso che sia ridicolo poiche’ basta entrare in una fabbrica e “sfruttamento”, dignita’ e parole simili non sono cosi’ estranee, non serve cioe’ chissa’ quale teoria che dall’esterno venga a impacchettare i lavoratori. La classe corrispettiva allo sfruttamento, la rabbia che ogni operaio ha e puo’ tirare fuori, di queste cose ne parliamo tranquillamente in accademia fra studenti e professori da un punto di vista storico, oggi si ha paura dell’emergere delle contraddizioni di classe, ma al tempo in alcune fabbriche non c’era la minima dignita’ per i lavoratori, il posto dove si viveva era sbarrato: perche’ all’inizio gli operai morivano bruciati? Perche’ le fabbriche di quel tempo avevano i prodotti al piano terra, al secondo e al terzo la catena di montaggio, gli operai vivano ai piani piu’ alti, per questo si aveva paura dei furti e si chiudeva tutto a chiave in modo che, se c’era un incendio, dai piani alti era impossibile scappare e si moriva bruciati. Il mio “Operaie Cinesi”, collocato negli anni ’80 e primi ’90, nasce perche’ al tempo, come studentessa universitaria, vidi delle operaie morire cosi’, quindi decisi di venire nella Cina continentale a fare ricerca. Dopo questi incendi, le zone dei dormitori e quelle della produzione vennero separate grazie ad apposite leggi, accanto ad una fabbrica di qualche migliaio di lavoratori bisogna dunque creare gli alloggi. Negli ultimi anni ho scritto diversi articoli tutti sulla questione del sistema degli alloggi, la mia opinione e’ questa: il primo segreto della fabbrica del mondo sta nei contadini migranti lavoratori, il secondo sta in tale sistema degli alloggi legati alla fabbrica, ma non ci si e’ interrogati sul contesto di vita della forza lavoro, la possibilita’ di fare famiglia, infatti oltre a dargli un salario devi pensare al fatto che questo salario si lega all’alloggio e alla possibilita’ di allevare figli che possano studiare, al fatto che se ci si ammala si possa andare dal medico. Ma il salario che diamo ai 230 milioni di contadini migranti lavoratori basta solo per le necessita’ della fabbrica stessa, vivono in alloggi comuni per decine di lavoratori insieme, lo stipendio che gli diamo non gli consente di rimanere nella citta’ (Shenzhen).

La zona di sviluppo costiera di Shenzhen pensa infatti di utilizzare questa forza lavoro per un breve periodo, dopo l’uso pensa che potra’ ritornare nelle campagne da dove e’ venuta, quel che serve allora e’ forza lavoro e non lavoratori. La questione e’ sempre piu’ chiara oggi, all’inizio infatti erano tutti contadini migranti lavoratori che si accollavano questa pressione perche’ a casa avevano un proprio pezzo di terra, avevano la possibilita’ di tornare, per questo se io mi arrabbiavo tuttavia non erano arrabbiati questi contadini migranti lavoratori, al tempo loro si consideravano contadini, anche se da un punto di vista marxista i loro rapporti di produzione erano gia’ cambiati ed erano divenuti operai impiegati nella fabbrica, tuttavia non avevano una posizione completa da operaio, il loro salario non lo era perche’ il salario di un operaio garantisce il costo per le condizioni di riproduzione della generazione successiva, per esempio poter allevare la famiglia, lavorando otto ore o dieci non importa, poter avere un buco dove vivere con la famiglia e da questo buco, dopo averci passato una giornata di riposo, poter andare a lavoro. Per il nostro marxismo cio’ che proprio non possiamo sopportare e’ che negli anni ’80 il salario che gli si dava non gli consentiva di vivere in citta’, vent’anni son passati, negli anni 2000 il salario dato a alla foxconn, tra i 1500 e i 2000 non consente, come prima, a un operaio di vivere a Shenzhen. Questo sistema come fa a riprodursi, questa sostenibilita’ come si tiene in piedi, diciamocelo chiaramente che essa si regge solo esclusivamente sui contadini migranti lavoratori, il suo retroscena,il suo contesto e’ che il salario che ti do non e’ quello di un lavoratore, te ne do’ meta’ in modo che puoi restare nell’alloggio della fabbrica, puoi consumare un pochino, una gran parte li devi spedire a casa perche’, superati i trent’anni d’eta’, alla foxconn bisogna vedere se gli servi ancora.

Oggi vediamo come lo sviluppo delle grandi citta’ si poggia tutto sulla spalle della forza lavoro contadina, la citta’ e’ sempre piu’ ricca, costruiamo citta’ sempre piu’ globali, Pechino, Shanghai, Shenzhen, Canton sono costruite come citta’ del mondo, non c’e’ il minimo piano sul fatto che i governi di queste citta’ cosi’ ricche si debbano occupare della pensione e cura dei 230 milioni di contadini migranti lavoratori, le nostre ricche citta’ dopo aver sfruttato la forza lavoro non hanno il minimo piano per accollarsi la questione della riproduzione della stessa ne’ della sua cura dopo aver finito il lavoro, il piano e’ quello di metterli nella campagna che da vent’anni e’ in rovina, senza sviluppo, dove adesso addirittura incombe il problema della possibilita’ della vendita della terra. Questa e’ l’ingiustizia fondamentale nei loro confronti, la forza lavoro a basso costo della citta’ produce fabbriche a basso costo, la questione finale del per chi si produce oggi non possiamo mica concluderla dicendo che e’ per la media borghesia metropolitana, infatti molto piu’ rilevante e’ che si produce per i paesi occidentali, prendi il caso degli USA dove, per chi non ha soldi glieli presti in modo che possano consumare e vanno a consumare la nostra forza lavoro a basso costo, il governo cinese presta continuamente soldi a loro che si consumano le merci che la forza lavoro a basso costo produce qui, il sistema economico globale  e’ siffatto, il sacrificio finale e’ sulle masse dei contadini migranti lavoratori.

La differenza fra le due generazioni di contadini migranti lavoratori dove sta? La prima generazione aveva una grande capacita’ di sopportazione, infatti lo psicologo che abbiamo visto nel video lo dice che il problema delle proteste di oggi sta nel fatto che la seconda generazione e’ deboluccia, non sopporta, ma noi dovremmmo chiederci come mai si e’ prodotta questa differenza psicologica, e una analisi attenta ci direbbe che, sebbene la prima generazione avesse maggiore forza di sopportazione di fatica e avversita’, tuttavia la prima generazione aveva speranze e obbiettivi, i soldi guadagnati li usava per costruirsi una casa e una vita familiare onorevole, questo gli consentiva di sopportare angosce e fatica del lavoro in citta’; la seconda generazione aspira ed e’ formata interamente in ambito urbano,e questa aspirazione al modo di vita metropolitano l’abbiamo prodotta proprio negli ultimi anni con lo sviluppo dominante a costruire expo e questo immaginario da megalopoli, questa civilta’ urbana continuamente inseguita, questo monito che diamo  dicendo che bisogna lasciare la campagna poiche’ se resti in campagna non hai piu’ faccia, sei poco sviluppato, non hai possibilita’ di ricambiare quel che i tuoi t’hanno dato a suo tempo, e’ questo il contesto odierno. La strada dello sviluppo odierno e la sua cultura ci fa vedere come nemica la nostra campagna e il nostro passato.

Nel momento in cui ci mettiamo a costruire civilta’ metropolitane di citta’ come Pechino e Shanghai, i valori dellla generazione nuova dei contadini migranti lavoratori sono interamente basati su tale civilta’, questa e’ la differenza rispetto ai nostri padri che invece si basavano interamente sulla campagna. La prima generazione, sebbene povera e costretta alla fatica, aveva una casa a cui pensare, per chi oggi ha tra i 18 e i 20 anni non c’e’ motivo di restare legati alla campagna, molti i motivi di conflitto, se lotti per un salario piu’ alto che anno dopo anno si alza, tuttavia rispetto a primi anni ’90 solo in apparenza hai un nsalario che e’ aumentato di tre volte perche’ va considerata l’inflazione, il costo dei prodotti e altre questioni messe insieme; i 1500 guadagnati oggi sono davvero di piu’ dei 500 di ieri? Sono di meno. Negli anni ‘90 ai “bordi” (slums) di Shenzhen o Canton potevi trovare a due/trecento rmb una casa in affitto e starci con la famiglia, oggi no. Questi bordi oggi non li trovi a Shenzhen, i contadini migranti lavoratori sono costretti a stare nelle zone industriali dove comunque non troveresti affitti abbordabili, l’impresa ti offre un dormitorio e quelli che si sono suicidati alla foxconn l’hanno fatto buttandosi giu’ dal tetto dei palazzi delle zone dormitorio, la piccola parte dei lavoratori di cui l’impresa non puo’ occuparsi e’ costretta a trovare alloggio ai bordi della metropoli e l’affitto e’ ben alto. Un contadino migrante lavoratore di vent’anni, se non vuole restare in campgana e vuole stare in citta’, oggi rispetto agli anni ’90 ha possibilita’ e attese ben minori, se trova una stanza a Shenzhen, al minimo vivibile, deve spenderli almeno 1000 rmb, ma con uno stipendio che arriva a 1500 come fa a risolvere le necessita’ di base della propria vita? Non c’e’ uscita per i dibattimenti e le difficolta’ per questa nuova generazione. Due o tre anni fa, si parlo’ molto di quando la neve costrinse i contadini migranti lavoratori a restare in citta’ e non poter tornare a casa per la festa del capodanno cinese, ma anche se fossero ritornati si trattava di solo due settimane e loro ne erano coscienti, vale a dire che la vita di campagna, il suo valore e la sua realta’ si sono ormai perdute, figuriamoci per la seconda e terza generazione.

Due le strade percorribili, la prima: la possibilita’ di un nuovo sviluppo della campagna, la ricerca di un percorso che non sia la vendita della terra, che non sia un modello ad uso e consumo solo delle grandi imprese che la campagna se la mangiano, permettere alle persone che vi ritornano di avere una base economica per vivere, poter avere una percezione della propria vita che abbia futuro, dove non c’e’ bisogno della civilta’ metropolitana a ostacolare il percorso futuro della Cina; la seconda strada e’ far diventare realmente questi contadini migranti lavoratori la classe operaia, alzargli lo stipendio e una volta alzato cio’ sara’ solo un beneficio per lo sviluppo della Cina; potrebbe danneggiarlo? La situazione odierna e’ che le merci vanno tutte per l’esportazione perche’ la gente i soldi per consumarle non ce li ha, da una parte si ha paura che non si consuma, dall’altra non si alzano i salari, e’ illogico. Alzando lo stipendio alla foxconn si influenzano anche le altre imprese al miglioramento, si influenza tutto il livello di Shenzhen, il problema e’ pero’ il costo basso della merce, ed e’ un problema di orrida competizione al ribasso interno al capitale, l’ultima frontiera della competizione al ribasso sta qui, il costo lo pagano i lavoratori che si sacrificano per abbassare il costo del prodotto. Perche’ il lavoratore si trova in questa condizione? Diciamocelo, oltre al fatto che i nostri sindacati non svolgono nessuno ruolo utile, i nostri lavoratori non hanno la forza di contrattare lo stipendio, non c’e’ una forza nelle citta’, siamo ancora in una situazione fluttuante senza radicamento, oggi lavori a Dongguan, domani magari a Shenzhen o Canton, non c’e’ appartenenza a una casa e a una societa’, la forza dei lavoratori, la scommessa che puo’ fare col capitale e’ spezzata entro queste condizioni. Dal punto di vista del capitale, e’ certo che esso spera che tutti i lavoratori siano contadini migranti, e’ certo che vuole mantenere quelli di seconda e terza generazione come contadini migranti, ecco perche’ ancora non abbiamo modificato questa situazione (dell’identita’/hukou), facciamo in modo che la nostra classe operaia possa avere la forza necessaria per  scommettere col capitale, alziamo lo stipendio. Alzare lo stipendio a loro significa anche influenzare la situazione degli studenti, e infatti perche’  lo stipendio di un laureato e’ cosi’ basso? Perche’ dietro c’e’ un fratello che prende ancora meno, un migrante lavoratore che prende ancora meno, un disoccupato che prende ancora meno, lo stipendio e’ collegato e alzandone uno si alzano tutti. Oggi dobbiamo ragionare su chi e’ che la societa’ si poggia, di chi proteggere i diritti.

Cortocircuiti 1

Cortocircuiti 2

Cortocircuiti 3

 

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commenti
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