La citta’,come rende migliore la vita? lilian_xu99

Pubblicato: marzo 21, 2010 in My Better City

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Ad uno sguardo d’insieme sulla storia del genere umano, una delle prime culture in cui la citta’ e’ stata l’elemento distitntivo, e’ quella delle poleis greche. Atene, come polis rappresentativa, e’ stata quella che ha contribuito alla democrazia e al pensiero politico, influenzando profondamente la posterita’. Il fatto che le poleis avessero adottato la democrazia porto’ a forme di liberta’ di pensiero per l’uomo greco abbastanza inaspettate. Nascono cosi’ una grande serie di filosofi, pensatori, nasce l’estetica, la tragedia, la commedia, la poesia, la storia, l’architettura, la scultura, la scienza e la tecnologia, l’astronomia e poi anche lo spirito delle olimpiadi che portava con se’ l’idea della giustizia e della pace. Si puo’ dire che la polis greca abbia innalzato il livello di vita materiale e spirituale oltre ad aver messo delle pietre miliari per lo spirito del genere umano.

Nel Medioevo, nonostante esistessero ancora, le citta’ divennero rare, con funzioni principalmente commerciali e non invece modello della vita sociale di quel tempo; la popolazione urbana non supero’ mai il 10% di quella totale del tempo.Il processo di urbanizzazione su larga scala nell’epoca moderna occidentale fa il paio con la produzione dell’industrializzazione capitalistica. In base alle statistiche, la popolazione urbana in Inghilterra passo’ dal 25% del 1750 al 50.2% del 1851, fino al 78.1% del 1911. Invece la popolazione non urbana (contadini, pastori, pescatori) scesero dal 42% del 1770 all’ 8.7% del 1901.

Le invenzioni tecnologiche hanno promosso un enorme sviluppo industriale e hanno fatto nascere il treno, la nave a vapore, le automobili, il telegrafo e il telefono, l’illuminazione elettrica, la segreteria telefonica, la macchina da cucire, la macchina da scrivere etc etc ma anche le riviste e i giornali, il cinema fino ai cibi surgelati. In citta’ sono emerse tante nuove forme architettoniche, dal Palazzo di Cristallo londinese alla Torre Eiffel parigina. Le strade vengono ampliate, gli interni resi piu’ confortevoli, e poi arrivera’ la metropolitana…

Si puo’ dire che la citta’ ha modificato abitudini e modi di vita, comportamenti e sistemi di pensiero, ha arricchito la vita spirituale, se pensiamo alla possibilita’ di comprare il giornale, i libri, la presenza delle biblioteche popolari e comunque la diffusione e popolarizzazione della conoscenza, il teatro, i cinema che hanno contribuito all’intrattenimento cosi’ come i caffe’ che sono stati luoghi di incontro per musicisti, pittori, artisti e pensatori. Inutile fare i nomi, sarebbero troppi.

Ma nel percorso dell’urbanizzazione occidentale si sono generati anche fenomeni negativi, se non veri e propri crimini, lo squilibrio fra ricchezza e poverta’ ha portato i poveri a vivere in situazioni estreme caratterizzate da fame, malattia, crimine etc… Victor Hugo ha riassunto cosi’ i mali della societa’ a lui contemporanea: per la poverta’ gli uomini perdono la morale, per la fame le donne diventano depravate, per l’oscurita’ la salute dei bambini si indebolisce. La contrapposizione di classe fara’ della citta’ il luogo d’origine del conflitto sociale, degli scioperi e delle rivolte continue, dando cosi’ modo a un nuovo pensiero sociale di nascere, l’anarchismo, il socialismo utopistico, il socialismo e poi il comunismo cosi’ come il femminismo etc etc grazie ai quali la societa’ occidentale ha attuato una serie di mutamenti sociali.

Oggi veniamo a riflettere sul tema “come la citta’ rende migliore la vita”, perche’ in Cina si sta sviluppando un cambiamento strutturale della societa’, vale a dire: la modernizzazione della societa’ cinese nel contesto dell’ integrazione dell’economia globale vede una trasformazione delle forze e dei modi di produzione per cui i contadini che prima si appoggiavano al sistema tradizionale agricolo ora devono diventare la forza lavoro del nuovo modo di produzione, forza lavoro che o va in citta’ o nei borghi, comunque sia l’urbanizzazione si da’ come necessita’ in questo percorso. Ma la vita urbana che si forma sulla base di un movimento iniziale di ricerca del benessere materiale, sara’ naturalmente una “better life”? Inutile dire che la Cina e’ una societa’ che assicura le necessita’ di base come cibo e vestiario ma e’ ancora distante da un benessere diffuso e che quindi una grande forza di sviluppo e creazione del benessere materiale deve essere il compito del nostro futuro ancora per lungo tempo; contemporaneamente poi, visto il passaggio dal sistema di pianificazione economica all’economia di mercato, il paese non potra’ piu’ garantire senza condizione le persone, a cio’ si aggiunga che il sistema di garanzie sociali gia’ ora non e’ affatto completo, e si fara’ in modo che l’interesse individuale emerga e venga riconosciuto in modo che le aspirazioni individuali esplodano d’un tratto. La febbre per una ricchezza che la Cina non ha mai conosciuto, ha portato alcuni paesi a criticare questa “adorazione dell’oro”. Inseguire l’interesse e la ricchezza personale e’ certo ragionevole, ma un interesse senza vincoli morali porta certamente problemi sociali, abbiamo gia’ visto per esempio il grande danno provocato alla societa’ da prodotti falsi e contraffatti, la crisi generale di fiducia sociale derivata dalla disonesta’.

Poi c’e’ il problema della distribuzione degli interessi. Condizioni e situazioni delle persone differenti a cui si aggiunge un sistema istituzionale non completo, portano a fenomeni di disuguaglianza sostanziale nella societa’, nonostante l’uguaglianza formale sia garantita a monte, tuttavia a valle c’e’ disuguaglianza sostanziale, fenomeni che nemmeno nel lungo tempo scompariranno, anzi si allargheranno, quel che passa con l’espressione “chi vince prende tutto”.

Se la societa’ non puo’ fondare istituzioni rappresentative dell’ uguaglianza e giustizia che implementino il welfare per tutti, gruppi svantaggiati compresi, allora l’aumento della ricchezza materiale non rendera’ affatto “better” la vita di tanti, al contrario potra’ portare invece molte sofferenze se non vera e propria “devianza”. E poi, va bene la creazione di ricchezza materiale di per se’, ma nel contesto dell’unificazione economica globale, la competizione economica fra i diversi paesi andra’ ad aumentare e in una situazione di progressivo esaurimento delle fonti energetiche e urgenza della protezione ambientale, la creazione di ricchezza materiale ci chiede molto di piu’, cioe’ un rinnovamento delle nostre forze e del nostro spirito, per esempio capire come ricostruire il nostro rapporto con la natura, come creare un modello di sviluppo economico che sia amico della natura, delle energie rinnovabili e altre questioni simili: tutto ci chiede di incamminarci su un fronte di sviluppo scientifico (parola d’ordine del Governo), riguardo alla scienza ci vuole una comprensione di quale sia il senso profondo dello sviluppo rispetto al noi in quanto societa’, di come il metodo scientifico  possa penetrare profondamente la realta’; tutte questioni che l’economia non risolve, ma che dipendono dalla situazione culturale.

Infatti, l’esistenza di ognuno non e’ limitata solo alle necessita’ materiali ma anche a quelle spirituali, come si puo’, mentre si cerca il benessere materiale, allo stesso tempo creare e arricchire la nostra vita dal punto di vista spirituale, evitando di diventare servi del dio denaro, evitando la rozzezza e la volgarita’ di gusti e sentimenti? C’e’ bisogno di riflettere su tutto cio’. Una vita metropolitana che ha ricchezza di beni materiali ma non ha fondato una corrispettiva dimensione cuturale, non puo’ portarci nessuna “better life”. Per cultura qui non si intende solamente una vita metropolitana che soddisfi l’aspetto delle attivita’ di intrattenimento e svago, ma tutti quegli ambiti spirituali della cultura come l’educazione, la scienza e la tecnologia, la morale e l’etica, il sistema giuridico che vanno di pari passo con i modi di produzione della modernizzazione urbana.  Ma allora come vogliamo strutturare una cultura urbana moderna che abbia le caratteristiche dell’epoca che viviamo?

Intanto lo stato di diritto. Nel contesto della vita urbana della modernizzazione, l’attivita’ economica incrementa sempre di piu’ la complessita’ delle relazioni fra le persone, quindi i nuovi diritti e doveri devono ulteriormente essere definiti attraverso il diritto, cosi’ come ogni comportamento economico nel mercato deve avere garanzie e norme regolate dal diritto. Non e’ difficile comprendere come, in essenza, l’economia di mercato sia un’economia legata al diritto. Pero’ il lungo “feudalesimo” della societa’ cinese basato sul “governo dell’uomo” ha fatto si’ che ancora non vi sia un sufficiente rispetto verso il “governo delle leggi”.  Nonostante vi sia dunque lo stato di diritto, nel processo esecutivo siamo ancora alla superficie, due le problematiche: una e’ che il diritto non ha sostegno, l’altra e’ che non si riesce ad arrivare a una uguaglianza di diritti e doveri per tutti. Fare in modo che il rispetto per lo stato di diritto aumenti per tutti i cittadini comprendendo cosi’ amministratori e dirigenti e’ un problema che riguarda l’istituzione di una etica della modernizzazione.

Gia’ nell’antichita’ si dibatteva sull’etica, ma che tipo di categoria e’ per la modernizzazione? Sappiamo che l’etica tradizionale cinese aveva due caratteristiche, una era di sottolineare la “benevolenza” come qualita’ del comportamento umano, l’etica era quindi vista come un percorso in cui si il se’ doveva innalzarsi; l’altra era che le norme dell’etica erano diverse a seconda dell’appartenenza delle persone, in una societa’ in cui il ruolo occupato determinava comportamenti diversi a seconda della posizione. Nella societa’ moderna, quella delle persone, quella dei cittadini, ogni persona e’ uguale.

Si tratta di una necessita’ interna della societa’ moderna e della sua economia di mercato. Il concetto di una morale pubblica, comune e’ il corrispettivo moderno dell’etica, dove non c’e’ piu’ quel punto di partenza per lo sviluppo della persona che era la “benevolenza”, il rapporto fra le persone si da’ invece nel rispetto delle norme comuni e nel rispetto della personalita’, dei diritti legali dell’Altro; poi i diritti e i doveri devono essere all’interno del rispetto che ogni cittadino da’ verso le norme comuni, l’esercizio dei diritti ha un corrispettivo nei doveri; ancora, il principio dell’uguaglianza deve valere per tutti i membri della societa’. Se il diritto e’ il principio comune piu’ importante e di base, la fondazione di una morale comune della societa’ portera’ le persone al rispetto della legge.  Morale e diritto sono legate nella modernizzazione, interagiscono e si sostengono anche con l’economia di mercato della modernizzazione. L’economia di mercato e’ di tipo contrattuale, quindi, entro un’etica della modernizzazione, serve rafforzare il concetto di onesta’ e fiducia.

Poi, anche se l’economia di mercato e’ istituita e si muove per l’interesse privato, da un punto di vista piu’ generale dovrebbe rafforzare l’interesse collettivo; sappiamo pero’ che l’interesse privato non promuove quello sociale senza mettere delle condizioni, esso deve quindi obbedire a un concetto etico piu’ alto. Questo concetto etico piu’ alto si puo’ chiarire cosi’: lo sviluppo sociale deve comprendere tutti, anche i gruppi svantaggiati nel suo corso di uguaglianza e giustizia. Dovrebbe essere un sentire comune che informa di se’ la societa’ moderna,  che viene implementato e realizzato nell’ambito legislativo e giudiziario, nell’ambito delle risorse educative, delle garanzie mediche, abitazione, pensione e tutto cio’ che si lega al welfare. Solo cosi’ lo sviluppo di tutta la societa’ puo’ perdurare senza essere sbilanciato.

La costruzione di una cultura urbana moderna dovrebbe anche fornire e curare uno studio di tipo creativo. Studio creativo, vale a dire non solo accumulare nozioni ma consapevolezza critica delle carenze della vita e del mondo attuali, in modo che tramite lo studio e l’analisi si possa trovare un percorso di risoluzione dei problemi della vita reale, cosi’ che finalmente la conoscenza possa unirsi ad una “better life”. Con questo tipo di forza e spirito creativo, il nostro livello scientifico e tecnologico potra’ crescere, portera’ un effetto benefico ad uno sviluppo sostenibile nell’economia, solo cosi’ potremo fare indagini coraggiose, senza timore delle difficolta’ ne’ timore di cadere nel consumismo; potremo invece andare oltre, potremo assimilare il portato della cultura delle societa’ umane e potremo rinnovarlo; in questo modo la situazione spirituale e culturale otterra’ un innalzamento e non cadra’ invece nella rozzezza e volgarita’ di bassa lega.
La citta’, come il portato necessario della trasformazione delle forze e dei modi di produzione della modernizzazione, mette insieme i modi di vita dell’uomo moderno.  Nella speranza del miglioramento del livello di vita e nell’arricchimento dei beni materiali che la citta’ porta con se, non dobbiamo accorgerci solo della creazione della ricchezza materiale, ma dobbiamo considerare la costruzione della dimensione culturale moderna, due cose che si sostengono a vicenda. Se la citta’ si rimette alla societa’ per implementare il welfare per i cittadini, se rende possibile, in un contesto caratterizzato da uguaglianza, giustizia, stato di diritto, di poter avere una vita scelta e fatta con le proprie forze, allora possiamo ragionevolmente credere che questa sara’ “better city, better life”.

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