città senza limiti copertina

Scarica Città senza limiti, studi culturali sull’urbanizzazione cinese Cafoscarina

L’estratto contiene l’Indice, la Prefazione di Wang Xiaoming, L’ideologia urbana e i costruttori di città di Pun Ngai e Lu Huilin

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1Il saggio qui tradotto è stato scritto nel 1995, vent’anni fa. Le quistioni che emergono non sono confinate solo a quegli anni,  offrono infatti un punto di vista per affrontare la società attuale, non solo cinese, come in parte risulta anche dalla traduzione parziale, che segue il saggio, di un’ intervista fatta all’autore quasi dieci anni dopo.  Shanghai, ancora una volta, al centro di questo saggio espone i processi che dai primi anni ’90 l’hanno costruita sia come città globale, ma sopratutto come spazio dove cementare l’egemonia dell’immaginario urbano. La pianificazione di Pudong, volano della città globale odierna, si accompagna alla distruzione creativa della mezza città di cui parla, o meglio ricorda e immagina, Cai Xiang. Il nuovo ordine spaziale urbano contiene nuove mappe e nuove definizioni, tutte relazionali, che coinvolgono i subalterni e le classi, l’uso strumentale delle nuove analisi sociologiche sulle stratificazione sociali (vedi il richiamo a Lu Xueyi nell’intervista), il ruolo degli intellettuali e dell’economia della conoscenza dentro la produzione di spazi urbani sempre più saturi di feticci, sempre più gentrificati.

Un link utile sulle nuove povertà urbane

Diceng 底层

di 蔡翔 Cai Xiang

原文

Il Fiume Suzhou scorre da ovest a est, attraversa mite questa città. A sud del fiume si ergono varie e graziose architetture. D’estate i tantissimi platani francesi offrono piacevoli ombre verdeggianti. Attraversi strade opulente o tranquille case col cortile, cerchi una piccola caffetteria, scegli il tavolino che sta accanto alla vetrina, quando d’inverno i raggi del sole entrano pigramente puoi avvertire una certa sensazione di nostalgia, e sul limitare del tramonto tutti i sogni si  spalancano insieme.

Ma nella mia memoria questa grazia e questa bellezza non ci sono affatto. Per me l’acqua del fiume Suzhou è perennemente sporca, nera, densa che sembra una spremuta collosa, in superficie ci scorrono sempre foglie di ortaggi, sudiciume, feci e urina… Leggi il seguito di questo post »

 Wang Xiaoming

direttore del Centro di Studi Culturali Universita’ di Shanghai

原文 South Reviews 2014:17

社会L’estate di Shanghai e’ stata un po’ turbolenta, prima per lo scandalo della carne scaduta della compagnia OSI del distretto di Jiading, poi a seguire nel nord di Kunshan l’esplosione nella fabbrica a capitale taiwanese Zhongrong che ha causato decine e decine di morti e feriti…e siamo solo a poco piu’ di meta’ dell’estate!

OSI e’ un marchio statunitense, per il sistema di gestione della qualita’ degli alimenti che tratta e’ ritenuta come una delle migliori aziende, un mio conoscente che ha visitato la sede di Shanghai e’ rimasto colpito per le maschere di protezione e i disinfettanti. Pero’, proprio questa compagnia ha ripetutamente mescolato alla carne fresca la carne scaduta e l’ha messa in vendita, ha addirittura cambiato le etichette di scadenza delle confezioni. Anche per Kunshan si presenta la medesima situazione, parliamo infatti di una nuova zona industriale famosa in tutto il Paese, piena di verde e di aziende a capitali stranieri, moltissime sono le merci destinate all’esportazione e infatti la produzione dei copertoni della Zhongrong e’ per la General Motors. Eppure in questo parco industriale all’avanguardia,i reparti della Zhongrong sono costantemente saturi di polveri infiammabili, anche se gli operai ci lavorano solo per mezza giornata, il corpo si riempie di queste polveri. E’ cosi’ pericoloso l’ambiente lavorativo che gli operai hanno piu’ e piu’ volte fatto causa, ma il padrone non se ne e’ curato….. Leggi il seguito di questo post »

“Ognuno viene a fare arte pubblica”

原文

Genesi

Quattro anni fa uno di questi alligatori del real estate è venuto nell’ East Lake di Wuhan, ha circondato un gran pezzo di terra a nord del lago e una lunga striscia della costa. Dal momento che era impossibile discuterne pubblicamente, abbiamo avviato il Progetto Artistico East Lake di Tutti sperando cosi’ di aprire uno spazio di dibattito pubblico tramite il mezzo artistico, dando modo a chi si preoccupa del futuro del lago di poter esprimere la propria posizione. Due anni dopo, sulla terra che ha riempito un pezzetto di lago questo real estate ha aperto un parco a tema a pagamento, contemporaneamente sulla costa sono sorti palazzi e villette a schiera per “persone di successo”. L’alligatore ha smesso di fingere e tenere tutto nascosto come faceva due anni fa, al contrario adesso in tutta la citta’ si incensano i suoi palazzi e l’ambiente ecologico unico che occupa nel lago. La seconda volta che abbiamo avviato il Progetto, volevamo che chi non era daccordo potesse esprimere la propria debole voce.

东湖

Tanti amici hanno partecipato tutte e due le volte, sono arrivati gratuitamente e liberamente sulla riva del lago per esprimere, ognuno con le proprie modalita’, la propria cura verso il futuro di questo lago.

Oggi i palazzi di lusso di questo alligatore del real estate continuano a estendersi lungo la costa, i profitti del parco a tema prosperano e chi vive in questa citta’ pare proprio che se ne sia subito abituato. Questo processo di urbanizzazione nella Cina attuale forse non sembra cosi’ speciale, quel che ne emerge e’ la realta’ di tutti i giorni in cui ci imbattiamo e in cui in futuro ci imbatteremo ancora per un lungo periodo. Cementificazione di superfici d’acqua, edificazioni di palazzine e ristoranti, accerchiamento delle coste dei laghi, costruzione di zone residenziali di lusso dove hai la possibilità di “godere un ambiente ecologico unico” sono fenomeni che si stanno sviluppando in ogni luogo, in questa città non solo nell’East Lake. “Paesaggio” ed “ecologia” oggi sono destinati senza appello a diventare risorse per il profitto. Grazie alla “cura” dei palazzinari, “paesaggio” ed “ecologia” stanno rapidamente scomparendo dalla vita di molti per diventare una risorsa rara che pochi possono godere. L’opportunità di arrivare liberamente e stare in questi luoghi diventa sempre più difficile per la maggioranza delle persone. Il futuro della “zona paesaggistica dell’East Lake” non riusciamo davvero a immaginarcelo.

Per occupare la costa del lago, l’alligatore dei real estate ha un altro bel vestito che ben si adatta a “paesaggio” ed “ecologia”, vale a dire l'”arte”, altro strumento con cui i developers si occupano della pubblica utilità. Come per il “paesaggio” e l'”ecologia”, l’arte è un indicatore importante della “qualità della vita”. Così sul sito internet del real estate venuto sulla costa dell’East Lake, veniamo a sapere che presto aprirà una “zona artistico-culturale internazionale” su quella che una volta era una riserva per la pesca e che è stata cementificata. Questa zona avrà anche un “centro di arte contemporanea” volto a “creare un centro di arte pubblica nazionale”. Davvero interessante! L’arte pubblica è diventata oggi il beniamino dei real estates, non è un segreto. Da un parte infatti l’arte aumenta la qualità della vita e quindi il valore degli immobili di una data zona; ma dall’altra parte, e più importante, bisogna ragionare sull’uso di “pubblico”, perchè grazie a ciò i developers possono vestire l’abito della cultura come servizio appunto pubblico nelle loro attività, attività che svolgeranno con molta più facilità, per esempio allungare le mani su altra terra. Questo è il motivo per cui vediamo continuamente progetti edilizi dei real estates portare avanti l’arte pubblica.

Di preciso non sappiamo proprio cosa sia questo tipo di arte pubblica e non sappiamo come sarà quella dell’alligatore venuto sulla costa dell’East Lake. Possiamo però immaginare facilmente che con tutto il suo potere, questo alligatore inviterà grandi maestri nazionali e internazionali, sui terreni o sull’acqua che occupa farà arte pubblica di livello internazionale per la delizia dei cittadini, magari qualche grande maestro farà arte pubblica partecipativa e farà proprio partecipare i cittadini interagendo così con la cittadinanza…..

E allora ecco la nostra proposta: che ognuno venga qui a fare arte pubblica, prima dell’arrivo dei grandi maestri dell’arte venite gratuitamente e liberamente sulla costa dell’East Lake, ognuno con le proprie modalità venite a dare una definizione di arte pubblica.

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Alla porta della fabbrica

 

Molti giorni fa c’erano due corone di fiori posate al portone della fabbrica

io le ho viste tanti giorni dopo

sulla porta stava appesa l’immagine di  una donna di mezza età

intorno erano incollati molti dazibao

e scritto c’era che per dieci kuai  una donna s’era suicidata buttandosi giù

e c’era scritto su questa porta perchè

la fabbrica ormai da tanto non pagava gli stipendi

il 1 giugno che è la festa dei bambini prima che la donna morisse la fabbrica non aveva pagato

non le aveva dato nemmeno dieci kuai

per la festa del 1 Giugno  la sua bambina si voleva comprare qualche cosetta da dieci kuai

la mamma in tasca ne aveva solo tre di kuai

 

non l’ho vista coi miei occhi buttarsi giù

ormai è morta

alla porta ci viene la gente in cordoglio  ci viene a vedere cos’è che davvero è accaduto.

museo dell'Uomo, anticaglie batailliane

 

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Sulla presente raccolta

Questo scritto raccoglie diversi testi relativi alla compagnia teatrale Grass Stage (Caotaiban) di Shanghai, animata da Zhao Chuan. Oltre ai rapporti di prolungata amicizia con Zhao Chuan e con i membri della compagnia (soprattutto Chris Connery), oltre ad aver avuto la possibilità di seguirli in diversi momenti del loro percorso (dalla presentazione dello spettacolo Piccola società a Canton, Chongqing e Shanghai fino a  Unsettling Stones della fine del 2013 a Shanghai passando per le diverse performance individuali) lo stimolo a comporre questa raccolta è venuto dalla traduzione in lingua italiana del testo di Unsettling Stones, che Zhao Chuan ha portato nell’Aprile del 2013 al Forte Prenestino di Roma.

unsettling stones

Parziale, la presente raccolta tenta di farsi traccia della pratica di Grass Stage. Se da una parte Zhao Chuan cerca continuamente di interpretare e definire il percorso della compagnia con una produzione teorica profonda e originale, dall’altra non si può non sottolineare quanto il parlare di come fare teatro sia limitativo, quanto insomma sia necessario che la dicotomia teoria/prassi venga immessa in una più ampia cornice, quella che il compianto Stuart Hall aveva così ri-posizionato: The gap between theory and practice is only overcome in developing a practice in its own right. It is a practice to bring together theory and practice (Stuart Hall, The emergence of Cultural Studies and the Crisis of the Humanities, October n. 53, 1990) È in questo ri-posizionamento che va considerata Grass Stage e, in piccolo, questa raccolta. L’unicità di Grass Stage, nella Cina contemporanea, sta nel porsi fuori dallo Stato e dal Mercato, porsi fuori, in altre parole, dalla cultura dominante. Posizione scomoda perchè si è esposti sempre al rischio della marginalità estrema, sottoposti sempre al rischio di non avere una voce propria. Tramite il percorso di continua ricerca che viene illustrato nei testi qui raccolti, Grass Stage è riuscita a costruire un proprio spazio sociale e culturale, e questo in una città come Shanghai, tanto ricca e globale quanto povera e avara di spazi comuni. A titolo di esempio, seguire Grass Stage attraverso gli spazi fisici urbani che pratica può dare l’idea della difficoltà in cui l’agire critico si imbatte nella Cina di oggi quando sceglie di stare fuori dalle mura dell’elite intellettuale delle accademie e lontana dalle fantasmagorie del mercato. Sia per le prove, sia per le rappresentazioni, sia per il dibattito Grass Stage non ha un luogo fisico fisso proprio (si passa da gallerie d’arte a librerie ai vicoli della città), eppure, ed è quel che conta, Grass Stage è riuscita a trasformare spazi astratti in territori vivi. Leggi il seguito di questo post »

spazi sociali e mondo urbano

Interviene: Huang Sunquan
Dialogano: Wang Jiahao, Mai Dian, Li Juchuan

21-11-2013 presso il Laboratorio Autonomo Giovanile “La nostra Casa”, Wuhan (Cina)

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Nanfeng Chuang (South Reviews) 2013:16

di 石破 Shi Po

Minxin Jiayuan Case pop. Chongqing 1

All’inizio di Luglio (2013) con tempi da maratona il lavoro preparatorio di stesura delle “regole essenziali per il sistema delle garanzie abitative” e’ stato finalmente redatto dal Ministero delle abitazioni e dell’edificazione urbana e rurale. Dopo che la bozza sara’ passata all’ufficio degli affari legislativi del Consiglio di Stato che ne sollecitera’ gli emendamenti, si spera che entro la fine del 2013 possa diventare un procedimento legislativo ufficiale.

Mentre si sprecava tempo a livello nazionale sul versante legislativo, sul fronte dei governi locali era stata gia’ avviata l’esplorazione locale per la strutturazione del sistema di garanzia sociale dell’abitazione. Fra queste esperienze locali, il sistema delle case popolari di Chonqging ha attirato una vasta attenzione. Dal Febbraio del 2010, la piu’ giovane delle municipalita’ dipendenti direttamente dal governo centrale ha avviato la costruzione delle case popolari. Ad oggi, questa grande citta’ di otto milioni di persone (qui si intende la citta’ propriamente detta e non il territorio di Chonqging N.d.T.) vede gia’ circa 300.000 persone abitare nelle case popolari, si prevedono in totale circa 700.000 persone appartenenti al ceto medio- basso e basso poter usufruire di questa forma di sicurezza sociale pubblica provvista dal governo. Leggi il seguito di questo post »

1

di Shi Po

Nanfeng Chuang (South Reviews) 2013:14

Changshangou è un piccolo villaggio di montagna nello Hebei, attorno ci sono solo montagne. Venti anni fa qui comparve la prima cava. All’inizio i contadini non ci fecero attenzione, ma negli ultimi tempi la situazione si è fatta insostenibile. In tutto il villaggio ci sono undici cave, esplosioni di giorno e di notte che provocano crepe nelle case dei contadini. Gli autocarri si susseguono senza sosta con le strade piene di buche. Basta che soffi un po’ di vento e la polvere delle pietre riempie il cielo, gli alberi del villaggio sembrano innevati, le coltivazioni crescono male. Se prima questo era un villaggio di montagna, ora lo si dovrebbe chiamare “villaggio bucato”, perchè una parte di montagna è stata già estratta fin sotto la base, scavata in profondità di oltre dieci metri.

Gli abitanti del villaggio non sanno a chi appartengano le cave, si sono rivolti ai capi del villaggio che non si sono interessati; quando hanno bloccato i lavori delle cave sono stati picchiati; rivolgendosi al governo locale hanno solo saputo che “hanno i permessi, non possono essere fermati”. Così gli abitanti non sapevano come fare. Mi hanno detto: ” Ogni giorno Pechino rende pubblici i valori del PM2.5, ma chi viene a misurare i valori dell’inquinamento qui? I Pechinesi sono persone, chi sta a Changshangou non è forse un essere umano?”. I cittadini delle grandi città fanno le “passeggiate di protesta” e possono così risolvere i problemi, qui sarebbe cosa difficilissima. Leggi il seguito di questo post »

Lo spazio degli svantaggiati

    Wang Xiaoming, Tianya (Frontiers), 2013:1

Come si dà una buona città? A me vengono in mente innanzitutto alcune parole: “democrazia”, “uguaglianza”, “vita comune”… da questa prospettiva, nello spazio pubblico urbano la dimensione più importante dovrebbe essere lo “spazio degli svantaggiati”, è in base a questo spazio, a quanto è  grande, a come viene curato che forse si può trovare un criterio cruciale per valutare la vita urbana.

sguardo urbano

Se trattiamo lo spazio degli svantaggiati nella realtà urbana, Shanghai è un caso che non conforta affatto. Leggi il seguito di questo post »

“Nuovi Operai, che fare?”

Cover Story del Nafeng Chuang (South Reviews, quindicinale) N.473

 a cura di Li Beifang

原文

Introduzione

 

Sul Times di tre anni fa in copertina come personaggio dell’anno c’erano quattro operaie cinesi. In questo modo pero’, la complessita’ del fenomeno operaio non viene compresa.

Il passaggio dai nongmingong ai “nuovi operai” e’ gia’ avvenuto, l’uso di tale categoria serve a comprendere in modo piu’ approfondito le trasformazioni avvenute nel mondo del lavoro. Anche se “nuovi operai” non e’ termine standard, e’ ormai entrato nell’ uso.

I nati dopo l ‘80 e il ‘90 non sono affatto nongmingong ma operai, l’industrializzazione e l’urbanizzazione non hanno ancora risposte per tale cambiamento, vale a dire risposte sul salario e sul trattamento.

Perche’ dunque « nuovi operai » ? Perche’ restano in citta’, perche’ hanno una propria dignita’ di lavoratori e non di impiegati temporanei, perche’ la societa’ non puo’ piu’ far finta di ignorare questo enorme gruppo di lavoratori. Diversi dai loro padri, con un grado di istruzione piu’ elevato, con proprie idee su cio’ che li circonda ; se iniziano a parlare, bisogna starli ad ascoltare.

I nuovi operai sono uno dei temi che le nuove politiche dovranno affrontare.

Una parte delle seguenti traduzioni sono uscite su iMec , giornale metalmeccanico (FIOM), anno II N.2 con l’articolo introduttivo La Classe Operaia Globale di A. Pascucci Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in forma ridotta su Il Manifesto del 1.11.2012

E’ impensabile ancora oggi “politicizzare” in senso corretto la Rivoluzione Culturale. Dopo l’editto dell’82 sulla storia del Partito e il ruolo di Mao (30 e 70) si è congelato l’argomento ed è pressoché impossibile indagare o cercare di capire, perché ciò è possibile solo quando le cose affiorano in superficie. Diversamente devi navigare in un fondo oscuro andando a tentoni. Un’oscurità in cui puoi incontrare solo ombre e qualche “veggente” che cerca di rompere da solo il buio, come Han, illuminando solo scorci parzialissimi. Ci vorrà tempo e un cambiamento delle condizioni, of course. L’accademia discute, ma come un entomologo con le pinze. Del tutto inutile e insoddisfacente. Il fatto è che non vogliono sporcarsi le mani col presente, che è sempre la chiave di ogni cosa e che, come ben sai, è anch’esso tabù. Sono due interdetti, quello sul passato e quello sul presente, che si alimentano a vicenda. A.P.

Un luogo e’ un intreccio di tante narrazioni possibili, fili che tessono memorie e che spesso stanno sotto terra. Storia di spiriti ? Anche, se la guardiamo con gli occhi della studentessa ventenne che esclama, scoperto il posto, “ben misterioso ! quasi da film horror ! ”.Altri, invece, questo intreccio lo mettono nel percorso storico, ben materiale e senza tanti fronzoli : l’attimo prima della controrivoluzione, l’atto finale del socialismo cinese. Al lucchetto che chiude il cancello dell’unico “cimitero delle guardie rosse” rimasto in Cina, a Chongqing, nel parco del distretto di Shapingba si intrecciano fili della memoria. Nella citta’ di pieni e vuoti, di sali e scendi, nella citta’ dove ti puoi trovare alla stessa altezza di un grattacielo o fra improvvise macchie di verde, nella citta’ che insegue l’esposizione permanente del mondo urbano Disney e che cade nelle voragini di fabbriche in dismissione, in questa citta’ di giustapposizioni, il parco si offre con un carico ridicolo e funereo al tempo stesso. A due passi dall’entrata dove con molta immaginazione rimbalza la vaga idea del colonnato del Vaticano, si trovano le facce di Washington, Jefferson, Lincoln e Roosvelt intagliati sulla pietra ; Leggi il seguito di questo post »

Wang Xiaoming, Tianya (Frontiers), 2012.01

 

Prima un fatto specifico: la BASF, grande azienda chimica sta per stabilirsi a Chongqing. Si dice in rete che di questo progetto se ne era parlato prima con la municipalita’ di Shanghai per cinque anni, ma che alla fine non si e’ potuto realizzare essendo l’ostacolo principale questo: appena la fabbrica apre, produce una gran quantita’ di acqua salata derivata dalla produzione di MDI, servirebbe dunque un grande condotto che sversi questa acqua direttamente nel mare, ovviamente inquinando tutto l’ambiente, compresa l’acqua in superficie. I danni sul lungo periodo sarebbero incalcolabili. Questo, i funzionari di Chongqing lo sanno di certo. Rispetto a Shanghai, Chongqing potra’ smaltire ancora piu’ debolmente l’inquinamento, l’acqua del mare e’ salata, si muove in tutte le direzioni, puo’ disperdere abbastanza velocemente l’acqua derivata dalla produzione di MDI; la fabbrica della BASF a Chongqing si impiantera’ sulle rive del Fiume Azzurro, acqua dolce, lontanissima dal mare, appena si inquinera’ il fiume azzurro sara’ un problema sia per il fiume sia per le zone circostanti! Di questo “svantaggio” sono convinto che i funzionari di Chongqing ne siano consapevoli. Ma, in base alle parole della BASF, il Governo di Chonqging ha calorosamente accolto la BASF promettendo solennemente di aiutare a risolvere il problema dell’inquinamento…e questo il pavido governo di Shanghai non ha osato prometterlo!

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il manifesto 2012.03.14 – 08 INCHIESTA

ANGELA PASCUCCI

 

 

Quando nel febbraio 2011 Barack Obama incontrò, forse per l’ultima volta, Steve Jobs, gli chiese se la Apple avrebbe mai riportato negli Usa i milioni di posti di lavoro disseminati nel globo con le sue produzioni. La risposta fu un «no» senza sfumature.
Il presidente americano aveva, inutilmente, sfidato la convinzione al centro delle strategie della multinazionale: il Made in Usa non è più competitivo rispetto alla scala gigantesca su cui operano le fabbriche all’estero e alla flessibilità, alla convenienza, alla qualificazione dei loro lavoratori.
L’aneddoto è riportato in un’inchiesta che nel gennaio scorso il New York Times ha condotto sulle pratiche di affari e strategie della multinazionale e sulle condizioni di lavoro nelle fabbriche dei suoi fornitori, (Nyt 21 gennaio 2012). Un report esteso che era stato preceduto dal monologo di un attore, Mike Daisey, la cui pièce «Estasi e Agonia di Steve Jobs» ha fatto sussultare le coscienze americane dopo un passaggio sulla radio nazionale che ha squarciato l’ambito teatrale dove era rimasto chiuso, ignorato dai più. Un j’accuse frutto di un viaggio di 18 mesi nelle fabbriche cinesi.

Tragico volo dalle terrazze
Non è la prima volta che la Apple è bersagliata da critiche per le pratiche dei suoi sub contractors, tra i quali occupa un ruolo crescente la taiwanese Foxconn, Leggi il seguito di questo post »

书香校园 名师讲堂

“文艺视角中的西方社会”系列学术讲座

1895年-1945年的日本帝国主义

(Absolute Erotic, Absolute Grotesque

The living, Dead, and Undead in Japan’s Imperialism, 1895-1945)

讲座人:Mark Driscoll, 北卡罗来纳大学教堂山分校

(University of North Carolina, Chapel Hill)

主持人:山谷(Diego Gullotta)

讲座语言:英语(有中文翻译)

时间:2月27日(周一)晚7点

地点:Sichuan International Studies University,重庆市沙坪坝区,西区学术报告厅A

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Pubblicato in forma ridotta su Alias 21/1/2012

Avviato nel 2007, il Chongqing Independent Film&Festival (CIFVF) ha chiuso, dal 20 al 26 Novembre, i due mesi che in Cina vedono susseguirsi il Beijing Independent Film Festival (BIFF arrivato alla sesta edizione) e il China Independent Film Festival di Nanchino (CIFF all’ottava). Il cinema indipendente in Cina e’ una realta’ sempre piu’ viva, le tematiche che ne emergono sono tanto piu’ centrali e vitali quanto piu’ marginali e marginalizzati i registi e i luoghi di proiezione e dibattito. Marginalizzazione data dalle politiche dello Stato e dalle regole del Mercato, due attori percepiti come sempre piu’ falsi in uno scenario che diviene sempre piu’ complesso da interpretare e, orribile dictu, da trasformare. Il cinema indipendente costruisce i linguaggi migliori per addentrarsi in questa complessita’. Il dibattito critico sul cinema indipendente si e’ concentrato sulla questione dello sguardo e la posizione dell’autore, sulla subalternita’ di chi e’ guardato e sulla cultura urbana da cui provengono i registi, mettendo in questione la presunta oggettivita’ della maggior parte dei documentari; recentemente il taglio soggettivo e’ emerso piu’ marcatamente, in particolare tramite la memoria.

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Apre oggi il Festival di cinema indipendente a Chongqing, quinta edizione.

Qui sotto un articolo relativo alla quarta edizione, pubblicato in forma ridotta su Lo Straniero n. 133, Luglio 2011.

Dal 2007 l’inaugurazione del Chongqing Independent Film&Video Festival e’ presso un cinema che solitamente proietta pellicole commerciali, pellicole cioe’ che hanno passato la trafila della censura. Come ci spiega Chris Berry “ I film indipendenti sono quelli che non seguono la procedura dell’ufficio della censura. Non sono dunque approvati per uso commerciale, per essere proiettati nelle sale. Il loro status legale e’ poco chiaro, una zona grigia dove alcuni possono dire che si tratta di film illegali, altri invece (gli indipendenti stessi) che, non essendo pensati per essere distribuiti nelle sale, sono legali.” E’ un gioco strano, quasi un cortocircuito quello che si inscena nella piu’ vasta area metropolitana dell’Asia, andiamo ad infilarci in uno dei margini della societa’ proprio dentro una delle scene piu’ sovraesposte in Cina. Corriamo lungo il filo del legale/illegale, continuum che definisce le pratiche dello StatoMercato, e che a Chongqing si dispiega con enorme potenza mediatica. E’ qui infatti che il piu’ grande colossal della lotta al crimine della Repubblica Pop ha girato il primo ciak nel 2009, quando l’eroe Bo Xilai, il buono, ha dichiarato guerra alla ramificata organizzazione criminale che governava l’area metropolitana, i cattivi.
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草台班 小社会

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“Avevano iniziato la pubblicazione di Gioventu’ Nuova, e a quanto pare non vi era stata nessuna reazione, ne’ a favore ne’ contro. Intuii che si sentivano soli, eppure risposi:

—— Immagina una casa di ferro senza finestre, praticamente indistruttibile, con tanta gente addormentata sul punto di morire asfissiata. Tu sai che la morte li cogliera’ nel sonno e che quindi non conosceranno le pene dell’agonia. Ora, se tu, con le tue grida, svegli quelli dal sonno piu’ leggero e se costringi questi sfortunati a sofffrire il tormento di una morte inevitabile, credi di rendere loro un servigio?

—— Se alcuni si svegliano, non puoi piu’ dire che non ci sia alcuna speranza di distruggere la casa di ferro.

Lu Xun (Fuga sulla Luna, Alle armi, Prefazione)

 

La speranza delle contraddizioni Da IlManifesto, 2/9/2011

di Angela Pascucci

«Saluta i compagni», così Edoarda Masi concludeva ogni voltale nostre conversazioni telefoniche, negli ultimi tempi purtroppo sempre più rare. E io ogni volta, commossa, mi chiedevo se fossi all’altezza della profondità e della coerenza che Edoarda poneva in quel termine caduto in disuso, oberato di sconfitte, ma al quale lei riusciva a infondere un senso vivo e presente, mai intaccato dai tempi gretti e carichi di solitudini in cui viviamo.  Leggi il seguito di questo post »

Invio in allegato un lungo articolo da me tradotto e apparso in francese su “Tiqqun” n. 2 del2001.  Invito chiunque fosse interessato a farne l’uso che desidera conservando, divulgando, pubblicando e migliorando ove possibile. Non sono un traduttore professionista ma un dilettante che si è cimentato, appunto per diletto, con la materia dello scritto avvalendosi dell’aiuto saltuario della sua compagna francese.

Il testo si colloca all’interno di un progetto-laboratorio che ha coinvolto diverse singolarità e che ha raggiunto l’apice della non desiderata notorietà sotto la forma di una sua espressione: il Comitato Invisibile, autore del famoso/famigerato libro “L’insurrezione che viene”.

La fase “Tiqqun” di questo laboratorio si caratterizzava per un alto livello di ricerca e di elaborazione che si manifesta negli scritti, la cui qualità espressiva non è di immediata e semplice fruibilità.  Abbiamo talvolta a che fare con un’insieme di concetti che non sono evidenti e comprensibili per chi non frequenti il pensiero critico di quel particolare filone di “intellettuali radicali” che va da Bataille a Foucault passando per Deleuze, Benjamin, Agamben e altri.

Il Comitato Invisibile si manifesterà successivamente attraverso un’esposizione più chiara e immediata di un pensiero che non si pone più come istanza separata di una pratica rivoluzionaria ma come illustrazione di una pura evidenza.

Si tenga conto che “L’ipotesi cibernetica” è stato elaborato dieci anni fa, cioè prima delsorgere di tante applicazioni tecnologiche divenute la cifradelmondo orwelliano in cui ci è dato vivere (ad es. i social network). Lo scritto andrebbe poi collocato concettualmente nella sinergia espressa dagli articoli della voluminosa rivista e che sono stati in buona parte già tradotti e pubblicati in Italia o divulgati via web. Nonostante ciò la materia trattata è estremamente interessante sia per le considerazioni che vi vengono svolte, sia per le conseguenze  che vi vengono accennate e che sono passibili di ulteriore sviluppo.

Guido

“Hanno voluto un’avventura e viverla con voi. Infine è la sola cosa da dire. Credono risolutamente che il futuro sarà moderno: diverso, appassionante, sicuramente difficile. Popolato di cyborgs e imprenditori dalle mani pulite, febbri da borsa e uomini-turbine. Come già è il presente per coloro che vogliono vederlo. Essi credono che l’avvenire sarà umano, addirittura femminile – e plurale; purché ciascuno lo viva, e che tutti vi partecipino. Si tratta di loro, i Lumi che avevamo perso, i fanti del progresso, gli abitanti del XXI secolo. Essi combattono l’ignoranza, l’ingiustizia, la miseria, le sofferenze d’ogni ordine. Essi sono là dove c’è movimento, là dove succede qualcosa. Non vogliono perdersi nulla. Sono umili e coraggiosi, al servizio d’un interesse che li supera, guidati da un superiore principio. Essi sanno porre i problemi, ma anche trovare le soluzioni. Essi ci faranno varcare le frontiere più pericolose, dalle rive del futuro ci tenderanno la mano. Essi sono la Storia in cammino, almeno ciò che ne rimane, poiché la parte più dura è alle nostre spalle. Sono santi e profeti, veri socialisti. E’ da tanto che essi hanno compreso che maggio ’68 non era una rivoluzione. La vera rivoluzione, essi la fanno. E’ solo questione d’organizzazione e trasparenza, d’intelligenza e cooperazione. Vasto programma! Eppoi…”

Prego? Cosa? Che dite? Quale programma? Gli incubi peggiori, sapete, sono sovente le metamorfosi d’una favola, di quelle che SI sono raccontate a noi, quando eravamo fanciulli, al fine di addormentarci e di portare a compimento la nostra educazione morale. I nuovi conquistatori, coloro che qui chiameremo i cibernetici…..”

Scarica il PDF L’ipotesi cibernetica

                                                                                                     

富士康王国与中国式圈地运动的到来

Foxconn Kingdom and the Arrival of Chinese Enclosure Movement

城市中国 Urban China, 47

di Pun Ngai e Lu Huilin

Lo status sociale e i rapporti di produzione dei contadini-migranti-lavoratori della nuova generazione sono completamente separati: dal punto di vista occupazionale sono operai industriali (edili, dei servizi etc etc) ma la loro identita’ sociale rimane comunque contadina. La carriera lavorativa gli fa vedere l’immagine della vita metropolitana, ma non gli offre quasi nessuna possibilita’ di poter diventare cittadini. Cio’ che l’epoca annienta di questa nuova generazione di contadini-migranti-lavoratori e’ il sogno urbano, rendendogli inoltre fluttuante e instabile il riconoscimento di se’ stessi.

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Il progetto Sanxia torna alla ribalta dell’opinione pubblica

三峡工程再成舆论热点

 di 尹鸿伟 Yin Hongwei

Nanfeng Chuang N. 439, pagg.23-25

Fra la primavera e l’estate del 2011, il livello del primo e del secondo lago d’acqua dolce cinese in ordine di grandezza e di altri laghi e’ sceso al punto piu’ basso da mezzo secolo a questa parte. Dal 2 al 4 Giugno Wen Jiabao e’ andato a controllare il lavoro di contrasto alla siccita’ nello Hubei, Hunan, Jiangxi e in altre zone. La siccita’ questa volta ha causato la perdita del raccolto di 167.000 ettari di terreno coltivato. Il Ministero degli affari civili stima perdite economiche dirette a causa della siccita’ pari a 15 miliardi di Rmb.

In questo quadro, e’ venuta fuori una grande discussione dalla quale sono emersi diversi dubbi relativi al progetto della diga Sanxia. Nel Maggio 2006 il bacino idrico di Sanxia  al livello massimo della parte principale della diga era uno dei laghi artificiali piu’ grandi del mondo. Molti eventi naturali verificatisi nello stesso tempo sono stati messi in una possibile correlazione con cio’: l’esplosione di gas naturale nella contea di Kaixian di Chongqing del 2003, la siccita’ del 2006 nel Sichuan/Chongqing, le violente piogge del 2007 a Chongqing, la grande siccita’ del sud ovest del 2009 e infine la questione del medio e basso corso del Fiume Azzurro del 2011. Leggi il seguito di questo post »

讲座题目:美国六十年代社会运动与摇滚音乐

主讲:Prof. Christopher Connery(汉学家,讲座将用中文进行)

Professor of Literature and Cultural Studies at the Universityof California Santa Cruz, Director of the Universityof California’s Education Abroad Program in Shanghai

主持人:山谷老师(Diego Gullotta)

时间:5月9日(星期一),16:20 - 18:00

地点:四川外语学院西区学术报告厅C(教学楼C栋3楼)

 

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讲座题目:地中海的多元文化 主讲:Prof. Iain Chambers,那不勒斯东方大学社会学教授 (Sociology of cultural processes, Università degli Studi di Napoli, “L’Orientale”) 主持人:山谷(Diego Gullotta) 时间:4月25日(星期一),16:20 - 18:00 地点:四川外语学院 西区阶梯教室C2-1 讲座内容:从后殖民主义研究的角度来看地中海,意味着重新来看“西方现代性”。以前是从民族国家主义的角度来叙述地中海的;而最近几十年,面对具有复杂性的地中海,叙述发生了巨大变化:文化、文学与艺术交融影响了叙述地中海的方式。一元的地中海历史消失了,呈现出一种新的空间:混合的,不确定的,具有冲突性的空间。从这一角度来看,地中海文化没有一个固定的源头,而是一个不断变化的多元空间。 通过文化交融和多元文化的音乐,Iain Chambers教授在通识课“文艺视角中的西方社会”带我们走进“地中海”。

                                            Cultural and Postcolonial Studies

Cultural studies seek to propose a series of critical innovations in the social and human sciences through paying attention to those cultural forms and forces that have tended to be excluded, negated and rendered subaltern by institutional definitions of culture. In particular, cultural studies have historically sought to go beyond the limits of a culture conceived in largely literary terms.  Leggi il seguito di questo post »

讲座题目:从“狂热主义”透视西方现当代社会的演变

讲座者伦敦大学,金史密斯学院社会学系著名学者 Alberto Toscano

( Department of Sociology, Goldsmiths University of London)

主持人:山谷(Diego Gullotta

(通识课“文艺视角中的西方社会”教师)

时间:411日(星期一),1620 1720

地点:四川外语学院 西区学术报告厅 B (B栋二楼)

内容:通过分析狂热主义这一范畴的使用, Alberto Toscano 探讨,在所谓的现当代西方的形成过程中,几个关键的激进变革与除魅化时期。


相关研究领域:

哲学与社会理论,现代法国思想(德勒兹、巴迪乌),宗教与政治社会学(狂热主义、弥赛亚主义、政治神学);认知资本主义,非物质劳动;帝国主义与帝国;经济社会学;生命政治学(内格利Antonio Negri、福柯 Michel Foucault、阿冈本Giorgio Agamben);美学。

Shift magazine (issue 11), interview with Alberto Toscano

1. Perhaps you could start by giving us a brief overview of your theory on fanaticism. Leggi il seguito di questo post »

TEATROOLTRE LO STATO E IL MERCATO

La compagnia teatrale Caotaiban fluttua, cambia spazi per le prove, si esibisce nei vicoli di Shanghai e nelle piazze improvvisate sottratte ai centri commerciali. Fondata nel 2005, il suo animatore principale è il regista Zhao Chuan, classe 1966

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Classe 阶级

Pubblicato: dicembre 25, 2010 in Zona 區
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Miei cari/e,                                                                                   a.p.

la classe è quella categoria che chi ti fotte ha chiarissima in testa,
mentre tu continui a pensare di stare in transizione e prima o poi
sfangherai, e chissenefrega se ci riuscirai da solo, anzi sarà meglio (in questo la “nostra” Cina e’ l’avanguardia dell’avanguardia). Per coniugare classe e rivolta ci vuole ben altro che il movimento.

Ci vogliono scuole che facciano crescere persone libere ed evolute, nuclei affettivi generosi e realistici, società aperte e pronte alla fiducia altrettanto quanto al rischio e all’insicurezza, un ribaltamento della concezione della politica che bandisca il leaderismo.

Finora nella storia umana rivolte e rivoluzioni hanno rovesciato i tavoli, senza riuscire a ri-apparecchiarli in modo diverso. La rivoluzione permanente di Mao poteva essere una soluzione ma al dunque ha esasperato gli animi con le sue irrazionalità e personalismi e seppellito per qualche secolo la
possibilità del cambiamento.

Che fare?

Potrebbero essere tutti buoni argomenti per mettere su un bel….

 

亲爱的XXX                                                                                                                               a.p.

阶级这个概念是什么?谁统治你,就会清楚地知道“阶级”意味着什么。而你还觉得自己是在经历一种过渡时期,你认为你自己早晚会成功,即便是一个人的成功也无所谓。甚至一个人成功,可能你会觉得这样更好(“我们”的中国真的以个人和成功这两个概念为主,在这个方面,中国真的是世界的前卫)。

想要把阶级和造反连接起来的话,当然只进行某个运动是不够的。

我们需要的是能培养自由人和独立人的学校和学派,我们需要的是高尚、现实的情感交流中心,我们需要的是一种既对信心又对危险和不确定感都有所准备的开放社会,我们需要的是政治领域中打倒任何领导主义。

人类历史上,起义和革命总是掀翻了桌子,但是没能用不同的方式摆好桌子。毛泽东的永久革命,看起来解决了这个问题,但实际上它的崇拜主义、偶像主义及非现实主义令人失望,以致所有的改变的愿望被冻结了很久。

怎么办呢?

上述都是很好的话题,比如为了安排一份。。。 

“Il tallone del drago” di Paolo Do

edizioni DeriveApprodi

 

La crescita economica senza precedenti della Cina traina la ripresa mondiale verso l’uscita dalla crisi, riconfigurando un’inedita geografia dei poteri con gli Usa e scontrandosi con l’urgenza di una nuova governance globale. Al contempo, gli investimenti sulla formazione, la nascita di nuove metropoli e il rischio di bolle immobiliari stanno profondamente cambiando questo Paese.

 

Questo libro descrive le trasformazioni che il Regno di Mezzo si trova oggi ad affrontare, tra la sfida delle energie rinnovabilila ricerca scientificauna forza lavoro mobile e metropolitana. La «fabbrica del mondo» si scopre sofisticata e all’avanguardia, centro di innovazione del capitale globale e sempre più abitata da lavoratori qualificati. Leggi il seguito di questo post »


di Bo Weigang 原文

13/8/2010

Dal 1 Agosto 2010, Chongqing ha avviato il piu’ grande progetto di urbanizzazione attuale. In base alla “Proposta del Governo del Popolo della Municipalita’ di Chongqing in merito alla riorganizzazione della riforma del sistema di residenza citta’/campagna”, in due anni quasi quattro milioni di contadini diventeranno cittadini con la residenza nella municipalita’ di Chongqing; dal 2012 al 2020 la citta’ si sforzera’ ogni anno di trasferire tra gli ottocentomila e i novecentomila contadini, nel 2020 saranno dieci milioni le persone concentrate nelle maggiori aree urbane di Chongqing con una proporzione, nel sistema della residenza citta’/campagna, del 60% di non contadini. Leggi il seguito di questo post »

“Nella Piana Centrale , come per la costa, le citta’ si sono aperte dopo l’inizio delle “Riforme e Aperture”, sono spuntati parrucchieri, saloni di bellezza e di massaggi. Con le retate della polizia e con la forte polarizzazione delle entrate economiche delle persone, la maggior parte di questi serivizi sono andati nelle saune o negli alberghi di qualita’, quelli invece che sono rimasti sulla strada hanno cambiato nome in “negozio da dieci yuan”, vale a dire che bastano 10 yuan e puoi avere il servizio sessuale per mezz’ora”  Leggi il seguito di questo post »

IlManifesto, 1 Ottobre 2009

di  Giordano&Woo

“Hai visto il nonno?” La pronuncia dei caratteri cinesi genera spesso delle associazioni con altri caratteri omofoni. “Hai visto il nonno” è un altro modo di capire il suono del nome “Jianguo daye”,  founding of a republic, il film che celebra i 60 anni della R.P.C..  Lo smacco linguistico segna non solo un capovolgimento del tono celebrativo, ma soprattutto una disillusione ben visibile nei commenti in rete. Intendiamoci: la rete non è rappresentativa di un paese nè parla con una sola voce. Complessità di un mondo, quello digitale, che bisogna però considerare come uno dei terreni di conflitto nella Cina d’oggi. Il film mette in scena la nazione, ne dà una versione aggiornata al gusto e alle pupille sensibili del pubblico cinese (che, ad eccezione questa volta di Taiwan, esula dai confini nazionali passando per Hong Kong, Singapore e ovunque si trovino comunità cinesi che via via negli ultimi anni hanno fatto sentire la propria voce). “La Nazione è un’unità impossibile che deve essere narrata perchè esista, sia nel tempo che nello spazio. L’improponibilità della nazione come un soggetto unificato significa che la sua attività narrativa non è mai definitiva” Leggi il seguito di questo post »

Teatro del Corpo

Booktown书城 7/2010, 44-48

原文

Zhao Chuan[1]

Nell’autunno del 2008 a Shanghai siamo stati impegnati nella realizzazione di “Luxun 2008”. Dopo aver lavorato un giorno intero, la sera siamo andati a bere qualcosa insieme al regista giapponese Hiroshi Ohashi che collaborava al progetto. Ci siamo messi a parlare del performer taiwanese Watan Uma che partecipava allo spettacolo, lui che in passato e’ stato per 10 anni nell’esercito taiwanese. Hiroshi Ohashi ha avuto un’idea per le prove del giorno successivo, chiedere a Watan Uma di fare il passo e il saluto militare in mezzo alle persone sul palco. Durante il periodo della legge marziale a Taiwan, Watan Uma ha costruito la propria identita’ di militare per dieci anni, identita’ che sembrava essere ormai scomparsa e che invece nei momenti della performance lo ha fatto ritornare alla sua propria storia individuale fisica, corporea. Quei passi da marcia e quei saluti militari fragorosi, in piu’ una improvviva serieta’ sul suo volto,  aprirono la scena ad associazioni e ricordi storici ancora piu’ perturbanti. Il corpo di Watan Uma in quel frangente, non era solo corpo fisico ma alludeva al contesto sociale, caricava su di se’ un mondo ideologico e il suo ordine, non con un racconto virtuale fatto di abili parole ma con la storia del proprio corpo. Leggi il seguito di questo post »

 Foreign Literature and Art 外国文艺 No.4,2010, 132-152

                                                     

 “WuMing”是意大利文化界近十年来最为耀眼的文化现象之一。从他们自命“无名”或许就可以大概琢磨出些许意味来了:它来自《道德经》的一句经文——“无名天地之始”,不过实际上它的意思并没有那么的“哲学”。它指的是文学作品并不应该附属于脱离了集体和写作背景的作家, 而应该是由集体养育而成的。WuMing/无名既是名称也是 “目标”, nomen omen(拉丁文: 名即命)。

通过网络和其他一些新媒体,WuMing直接地同读者建立起了一种文学社区。在那里,作者不再是 “权威”[1],也不再是一个自以为是(或者乐意被别人以为是)的文化之星,更不是脱离了现实与社会的知识分子,恰恰相反,他们与栖身期间的现实生生相息。 Leggi il seguito di questo post »

By Zhang Lei

A diving platform isn’t usually a stage, but when the swimming area at Wuhan’s East Lake in Hubei Province was transformed into a theatre on July 14, the audience seemed happy. As the driving rain stopped, the drama began with love songs played by street musicians, soon attracting a crowd of passersby.

As part of the ongoing art project Everyone’s East Lake, the drama Free XX, is a “social drama” created by dramatist Wu Meng, who was inspired by the news in late March that 450 acres of East Lake were going to be filled up and built into a theme park by OverseasChinese Town (OCT), a Shenzhen-based real estate developer.

continua qui

ulteriori approfondimenti qui

Niente da ridere. Siamo all’Expo di Shanghai, e bisogna presentare tutto. Mettere in scena, tra anticaglie del passato e fesserie del presente, dare la sola, far credere….. e ci sono esperti, sinologi, acquologi, tuttologi, paralologi pagati e ultrastipendiati per questo.

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Un ultimo post tradotto dal progetto “la nostra better city”, non prima di segnalare la pubblicazione del libro (“城”长的烦恼 ) che raccoglie la maggior parte degli interventi legati al dibattito che si e’ aperto da Marzo 2009 e di cui abbiamo riportato alcune traduzioni. Qui l’indice e l’immagine di copertina.

Costruire spazi sociali

Chris Connery

Come l’uomo costruisce la propria storia, cosi’ noi costruiamo i nostri spazi sociali. Cio’ che chiamiamo “spazio sociale” e’ l’esatto opposto dello spazio di dominio capitalistico che , in condizioni stabilite, si produce nella vita di tutti i giorni.

Nella sperimentazione degli spazi sociali del XX sec., gli anni ’60 sono stati particolarmente ricchi. Il movimento di liberazione dal dominio coloniale in America Latina, Africa e Asia fu certamente rivolto principalmente a ribaltare gli obiettivi dei dominatori, ma allo stesso tempo introdusse nuove concezioni dello spazio: i rivoluzionari volevano rimodellare le relazioni fra citta’ e campagna, riconfigurare il portato della modernizzazione del consumo elitario e dei compradores prodotto dalla metropoli di tipo coloniale ad uso invece del popolo tutto. Leggi il seguito di questo post »

原文

Pun Ngai (潘毅) 14/5/2010 China University of Political Science and Law

Un saluto a tutti gli studenti, questo e’ il secondo appuntamento del “forum su globalizzazione e sviluppo sociale”. Questo forum e’ organizzato dal centro di studi di politica ed economia internazionale. Oggi abbiamo invitato la Professoressa Pun Ngai (Pan Yi) che ha una esperienza di studi eccezionale formata nell’ambito sociologico in universita’ inglesi e di Hong Kong. Vedendo il video sui contadini lavoratori migranti, mi sono venute in mente queste parole di Marx: la borghesia ricerca quotidianamente la liberta’ nel campo politico, ma nella fabbrica stabilisce la propria autocrazia sui lavoratori. I contadini lavoratori migranti hanno fatto guadagnare al nostro paese una grande quantita’ di valuta straniera collegata all’economia virtuale e all’economia di consumo statunitense; un economista statunitense ha detto: le basi dell’economia virtuale e di consumo statunitense quali sono? Queste basi quando inizieranno a crollare? Quando finiranno i trasferimenti dei contadini lavoratori migranti , forse questo modello dovra’ affrontare una crisi. Le problematiche legate ai contadini lavoratori migranti sono un punto centrale per comprendere l’economia globale, la societa’ e l’economia contemporanea cinese, ma i nostri studiosi si concentrano soprattutto su prospettive legate al GDP e all’economia mondiale, i contadini lavoratori migranti sono cosi’ solo forza lavoro, capitale umano, eppure anche loro hanno una propria vita e psicologia, per questo prego la Prof Pan Yi di affrontare questa questione partendo dalle sue particolari descrizioni e profonde analisi accademiche .

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工潮推动劳工政策转型, 田 磊 (原文

Da Foshan, Shenzhen, Huizhou nel Guangdong a Nanchino, Wuxi, Kunshan nel Jiangsu fino a Pechino, allo Shanxi, Henan, Hubei e altre province, nell’ultimo mese lo sciopero si e’ diffuso come una epidemia in tutte le grandi zone economiche cinesi. Nella fabbrica del mondo degli ultimi trent’anni, gli operai che hanno tranquillamente forgiato il miracolo delll’industria produttiva cinese, stanno risvegliando la memoria dello sciopero a lungo dimenticata con modalita’ estreme.

“L’ondata degli scioperi indica che le politiche del lavoro correnti sono arrivate a un punto in cui non e’ possibile non cambiare”, dice il Direttore del centro di studi sulle relazioni del lavoro dell’Universita’ del Popolo Chang Kai, se il Governo non cambia il modello di crescita economica scambiato col sacrificio dei lavoratori, se non norma le relazioni fra capitale e lavoro, allora la societa’ cinese conoscera’ problemi ancora piu’ esplosivi.Ma le politiche del lavoro che hanno mantenuto il volo dell’economia degli ultimi 30 anni, si potranno cambiare cosi’ facilmente? Leggi il seguito di questo post »

职工没有罢工权就没有尊严,于建嵘 (原文

Per affrontare la situazione degli incidenti di massa dei lavoratori e gli atti estremi individuali, il 29 Maggio il sindacato cinese in “a proposito di alcune proposte sui miglioramenti per la forza lavorativa e la stabilita’ sociale del lavoro” si e’ espresso sull’ulteriore allargamento della relazione fra protezione degli interessi e diritti legittimi dei lavoratori e lo sviluppo armonioso del lavoro, su una vita piu’ dignitosa dei lavoratori per implementare la stabilita’ sociale e la forza lavoro.

E’ la prima volta che il sindacato lega la protezione dei diritti e degli interessi legittimi dei lavoratori alla dignita’ del lavoratore e alla stabilita’ sociale, in piu’ dicendo chiaramente che l’obbiettivo del lavoro del sindacato ad ogni livello e’ rendere dignitosa la vita del lavoratore.

Cio’ significa che le organizzazioni sindacali e i suoi dirigenti hanno finalmente riconosciuto una cosa nota di base, cioe’ che non poter proteggere gli interessi e i diritti legittimi dei lavoratori  equivale a un lavoro senza dignita’; senza dignita’, non c’e’ stabilita’ sociale. Leggi il seguito di questo post »

Nel numero 413 (16 Giugno 2010) della rivista Nanfeng Chuang c’e’ un exclusive sulla questione del lavoro e degli scioperi. Di seguito e’ tradotta solo l’intro, a cui seguono nella rivista due inchieste in due fabbriche che mettono in luce le condizioni del lavoro in Cina, dalla salute al muro che i funzionari di partito fanno associandosi con i padroni, Leggi il seguito di questo post »

di Giordano & Woo  http://www.ilmanifesto.it/fileadmin/archivi/cina/dossier_tiananmen.pdf

«Quel giorno che tu mi hai coperto gli occhi e il cielo con un pezzo di stoffa rossa, mi hai chiesto cos’è che vedevo, ho detto “la felicità”, questa sensazione mi ha reso tranquillo mi ha fatto dimenticare che non ho un posto dove stare, mi hai chiesto in che direzione voglio andare, ho detto “per la tua strada” /non riesco a vederti e non vedo la strada, mi blocchi le mani e mi chiedi cosa penso, dico “che tu decida”/ sento che non sei ferro ma come il ferro sei forte e duro, e sul tuo corpo c’è del sangue perché le tue mani sono ancora calde/…../ sento che questa non è una terra incolta non riesco a vederla ancora come arida, vorrei bere ma la tua bocca blocca la mia/…». Questi versi del «padre del rock» Cui Jian, del ’91, accompagnati dal video del regista Zhang Yuan, rendono bene la drammatica fine della stagione degli anni ’80,

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Trasformazioni spaziali nella Shanghai degli ultimi quindici anni[1].

Cong Jianzhu Dao Guanggao. Zuijin Shiwu Nian Shanghai Chengshi Kongjian de Bianhua, Refeng Xueshu, 2008.

Wang Xiaoming

Sono shanghaiese, da quando sono nato, eccetto un anno nella giovinezza in cui andavo saltuariamente in periferia per lavorare ed eccetto tre anni complessivi passati all’estero da adulto, non ho mai lasciato la zona urbana per lungo tempo. Sono nato  nell’ospedale vicino alla strada commerciale piu’ elegante, via Huaihai, e sono cresciuto nella zona abitativa adiacente, che era la piu’ tranquilla di Shanghai visto che si formo’ ai tempi della concessione francese. Presa la licenza media sono entrato in una fabbrica in via Pechino, per cinque anni quasi ogni mese andavo mezza giornata a lavorare in una fabbrica consociata alla mia scuola nella zona di Yangshupu, li’ dove c’era un carcere dalla lunga storia e fabbriche di ogni genere e dimensione; poi sono entrato all’universita’, in seguito ho iniziato a insegnare e mi sono trasferito su un lato del fiume Suzhou, dove ancora abito e che era un altro luogo denso di fabbriche della vecchia Shanghai; per accompagnare mia figlia al liceo a Pudong, nell’arco di tre anni ho attraversato quasi ogni settimana via Longyang, una via che passa attraverso gruppi di nuovi palazzi di appartamenti tutti in fila; dopo che e’ entrata in una universita’ che si trova nel distretto di Minhang, dove negli anni ’50 venne costruita la zona industriale della periferia sud,  questa zona mi e’ diventata abbastanza familiare con le sue strade piene di polvere e circondate da costruzioni irregolari. Cinque anni fa, ho ottenuto un altro insegnamento fuori dalla mia universita’ d’origine, cosi’ in breve tempo ho preso familiarita’ con una zona del centro-nord di Shanghai, dove una dopo l’altra stanno le entrate di magazzini della logistica e il rumore di grandi camion in entrata e uscita. Tre anni fa ho preso un piccolo e vecchio appartamento nell’isola di Chongming, dove vado a studiare appena ho tempo, e inaspettatamente anche in questo ultimo distretto agricolo di Shanghai rimasto, si fa una nuovissima e ampia strada, le vecchie case agricole vengono abbandonate in mezzo a distese di risaie, tutto come da copione…

Se mi sono dilungato sin qui e’ solo per dire che dei vicoli, delle strade, del centro e della periferia di Shanghai ho da parte una grande esperienza e memoria personale. Cosi’, sono diverso rispetto a chi viene da fuori esclamando “oh, ma quanti grattacieli!”, da una parte ho una forte impressione rispetto ai nuovi panorami metropolitani e dall’altra pero’, spesso vado a pensare al loro aspetto originario. Proprio questa memoria ostinata, mi porta continuamente questo genere di domande: negli ultimi quindici anni, quali spazi di Shanghai sono stati ridimensionati, trasformati fino addirittura a sparire? E a rimpiazzarli, quali sono i suoi nuovi spazi? Leggi il seguito di questo post »

Non e’ un capriccio legare la festa del 1 Maggio all’esposizione universale. Il passo seguente di Benjamin ce lo ricorda. Lo ricorda a chi Benjamin lo ha, previo depotenziamento della carica politica e critica, utilizzato come strumento vagamente culturale e lo ricorda a chi si perde nelle decine e decine di padiglioni dell’expo shanghaiese.. Che l’apertura dell’expo di shanghai coincida con la festa dei lavoratori e’ significativo, festa che, come ci ricorda Mumia Abu-Jamal (su IlManifesto di oggi)  potrà sorprendere molti, ma il Primo Maggio, la festa dei lavoratori,ha avuto inizio negli Stati Uniti come Giornata internazionale dei lavoratori. Nacque con le dimostrazioni di Haymarket a Chicago, Illinois quando, il 1° maggio 1886, migliaia e migliaia di lavoratori e le loro famiglie scesero in piazza per difendere la giornata lavorativa di otto ore…….. Dal 1889 la ricorrenza è riconosciuta dai lavoratori di tutto il mondo; sorprende, oggi, a fronte del lavoro immateriale e delle trasformazioni della societa’ post-industriale. Sorprende questa celebrazione a due facce, l’esaltazione della metropoli e l’ombra sul lavoro, nel paese che e’ anche la fabbrica del mondo. Sorprende l’idea dell’ “allargare il consumo interno” per aumentare il benessere collettivo, e rassicurare il resto del mondo.

将世博会同五一劳动节联系起来,并非是突发奇想的心血来潮。 本雅明的篇章揭示了其内在的涵义,它提醒了那些将本雅明的思想仅仅用作肤浅的文化工具的人, 削弱了其政治性和批判性;它同样也惊醒了那些雀跃沉醉在上海世博会场馆间的人们。 Leggi il seguito di questo post »

Gao Minglu, in Create History: Commemoration Exhibition of Chinese Modern Art in 1980s, 2006

高名潞,创造历史:中国20世纪80年代现代艺术纪念展,2006年

Tutti si ricordano degli anni ’80 come di un’epoca caratterizzata dall’idealismo. Non sono solo gli artisti che hanno partecipato al movimento dell’85 a considerarla come un’epoca d’oro, anche quelli più giovani nati dopo gli anni ’70 ne tengono in alta considerazione lo spirito e gli sforzi. Ma come interpretare e valutare l’idealismo dell’arte degli anni ’80? Si è trattato solo si un’utopia fuori dalla realtà? Si è prodotta nel vuoto? Di più, l’idealismo caratterizzante il movimento dell’85 in che modo si è espresso sul versante materiale delle opere e della creazione artistica? A queste domande non abbiamo in realtà delle risposte definitive. L’arte contemporanea cinese corre così veloce che non c’è tempo per metterne in ordine la storia. Leggi il seguito di questo post »

con relazioni tenute da professori cinesi su:

  1. Antonio Gramsci, Xiandai junzhulun (“Il moderno principe”), tr. di CHEN Yue, in appendice Majiyaweili de gudu (“Solitudine di Machiavelli”)
  2. Antonio Gramsci, Yuzhong zhaji (“Quaderni del carcere”) e altri testi corre-lati
  3. Il metodo dell’economia politica nell’ “Introduzione alla Critica dell’econo-mia politica” di Carl Marx
  4. “Il Principe”  di Niccolò Machiavelli
  5. “Machiavelli e noi” di Louis Althusser
  6. Hegemony and Socialist Strategy di Ernesto Laclau e Chantal Mouffe
  7. Per l’occasione interventi italiani sul 25 Aprile e sul pensiero di Gramsci

Presso la Shanghai University, ore 14.00

题目:葛兰西《现代君主论》研读

主讲人:陈越(陕西师范大学中文系教授)

201042514001700

上海大学乐乎新楼二楼会议室

研读及参考书目:
阅读书目
1、葛兰西《现代君主论》(包括附录:阿尔都塞《马基雅维利的孤独》)
2、 葛兰西《狱中札记》中其他有关章节:   “知识界”   “底层阶级的历史:方法论准则”  “政治斗争和战争”  “从运动战向阵地战转变”  “一些初步的参考性论点”(含“‘常识’、宗教和哲学之间的联系”和“科学、宗教和常识之间的关系”)
3、 马克思《政治经济学批判导言》中“政治经济学的方法”
参考书目
4、马基雅维利《君主论》
5、阿尔都塞《马基雅维利和我们》(见《哲学与政治:阿尔都塞读本》)
6、拉克劳和墨菲《领导权与社会主义战略》

7、意大利解放日

意大利亚非学院,罗马和上海的分所都非常高兴能够参加今天的活动。不仅仅因为今天在此我们可以谈论25号的解放日,也是因为葛兰西的思想曾经同样也将继续给予我们很大的帮助,特别是七十年代开始更新后的葛兰西予以我们的学院更为清楚的目标。该目标除了包括继续传统的研究以外,还意味着更为积极地参加当代的文化研究与文化奋斗。三十年代诞生的亚非学院曾经是葛兰西的对立面,把国家民族主义和帝国主义看作为是文化的替代品。而今天,该学院学院,在伯明翰学派和后殖民批评所更新的葛兰西思想中,可以找到了更为恰当的道路。道路有,可是心不从力。。。 Leggi il seguito di questo post »

原文 Cosa sta accadendo a Wuhan?

M   L   C

M: La notizia data nell’articolo “inchiesta sulla compagnia overseas chinese town che a basso prezzo si mangia l’east lake di Wuhan” della giornalista Yao Haiying del Time Weekly di Canton ha provocato la rabbia di una parte della cittadinanza della citta’ di Wuhan. L’inchiesta riporta la collusione fra autorita’ governative e privati, per cui vengono venduti a overseas chinese town 2000 mu di terra che fanno parte del cuore della zona protetta paesaggistica considerata di livello 4 A dallo Stato, ma in piu’ ha svelato come questa compagnia si stia preparando a riempire di terra l’acqua di una parte del lago, dedicata alla pesca, per costruire strutture commerciali e alberghi di lusso a quattro e piu’ stelle. Appena uscita la notizia del “riempimento del lago”, la popolazione e’ rimasta atterrita, arrabbiata, piano piano ha iniziato a protestare in rete. Ma l’amministrazione del lago e la overseas chinese town (le due parti del contratto), ha negato i “rumori” della stampa non dicendone nulla in merito, solo che la parte dedicata alla pesca non sara’ riempita. Gli attivsti sono andati direttamente sul campo per fare un’inchiesta, hanno fatto foto e video, testimoniando come oltre la meta’ di 200 mu di terreno adiacente al luogo della pesca siano gia’ stati riempiti, hanno certificato come, in base al progetto di pianificazione, questa parte d’acqua e’ stata destinata allo sviluppo commerciale. E’ evidente che “negare i rumori” sia una bugia. Leggi il seguito di questo post »

Mentre attendiamo, con poca ansia, le fantasmagorie da expo delle future “eco-city” in Cina, di cui fa davvero maraviglia il caso di Dongtan 东滩  nell’isola di Chongming 崇明 di Shanghai, trattato da Christina Larson qui, conviene guardare quello che si muove nella vasta Zona Speciale che e’ diventata la Cina intera. Stiamo contribuendo al progetto “la nostra Better City”, sembra naturale allora riportare “il nostro East Lake della citta’ di Wuhan”, Leggi il seguito di questo post »

Organizzato da:

Centro di studi culturali contemporanei, 
Universita’ di Shanghai

Disorientamenti 
Is.I.A.O. Brigata Shanghai (disciolta)

Tupin

Interventi di:

Wang Xiaoming, East China Normal University/ Shanghai University,

Min Dongchao, Shanghai University,

Sun Xiaozhong, Shanghai University

Luo Xiaoming, Shanghai University Leggi il seguito di questo post »

心每思之  原文

Sono tre le forze che detengono in societa’ il potere del discorso: governo, media e specialisti. In questo tema del forum  trattiamo “le fonti dell’informazione e la pluralizzazione dei canali di comunicazione”, nonostante l’ampiezza e ricchezza del tema che va dalla comunicazione governativa ai media pubblici, all’educazione nelle scuole, all’editoria, le librerie e le biblioteche cittadine etc etc, possiamo pero’ cercare di riassumere  cio’ che si chiama “pluralizzazione” e che rimane all’interno delle tre forze sopra citate. I tre articoli che affrontano da tre prospettive diverse il tema, dividendolo in istruzione, media, editoria, anche se tengono come centrale la questione della “pluralizzazione” , arrivano tutti e tre a trattare di “autonomia” e “indipendenza”. Leggi il seguito di questo post »


田晓菲,  天涯 2009-1 原文

Di fronte a tutte quelle grandi questioni da cui ci si aspetta una risposta si/no mi metto sempre istintivamente in guardia, perche’ nella vita reale le cose non sono mai cosi’ semplici.Quando mi hanno invitato a partecipare al dibattito “la cultura cinese ha futuro?” mi sono risolta ad accettare perche’ speravo di avere occasione, a fronte di questa questione, di esprimerne un’altra: “quale cultura cinese?”. Ma intanto per un momento fateci adottare una posizione ottimista ipotizzando che la cultura cinese abbia un futuro certo e che, stando in quel futuro, rivolgiamo lo sguardo al passato. Fateci immaginare che in quell’epoca del passato la Cina e il mondo esterno hanno iniziato un contatto che ha fortemente influenzato la cultura cinese. In quell’epoca, molti testi stranieri vengono tradotti in lingua cinese e vengono assimilati da ogni settore della societa’. Molte cose e’ inevitabile che si perdano nella traduzione, ma questo non impedisce ai materiali che vengono di continuo letti di cambiare profondamente le persone. In quell’epoca, terminologie straniere sono entrate a far parte di ogni aspetto della vita comune, gli stranieri sono arrivati in Cina, vivono in mezzo ai cinesi, si occupano di commercio, studiano la lingua oppure insegnano agli studenti. In quell’epoca, i cinesi viaggiano o proseguono gli studi all’estero o ci vivono in modo permanente. In quell’epoca, in molti sono fortemente preocuppati per una eccessiva influenza che la cultura cinese subisce dall’estero, ma anche in molti accolgono favorevolmente queste influenze facendo appello alla tolleranza e alla liberazione del pensiero. In quell’epoca, l’aspetto della cultura cinese subisce un cambiamento profondo e duraturo. Il periodo a cui mi riferisco, naturalmente e’ la media antichita’, quello che viene spesso chiamato “dinastie del nord e del sud”. Ma il senso qual e’?

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